Che la nostra voce sia "voce mai serva"… e costante.
Voce dovuta a chi non ha voce. Voce di quelli che sanno, dei liberi. Voce di quelli che hanno l’audacia di parlare, di agire come cittadini pieni. Voce per dissentire, per assentire. Perché cambino le tante cose che è urgente cambiare, dobbiamo parlare prima che si attenuino o deviino i nostri propositi, prima che sia troppo tardi.
La parola non può continuare ad essere prigioniera, spenta, filtrata, dissimulata. A volte, azzittita per sempre dai nemici della vita e dai loro complici. Ma soprattutto non rimanere assente. Il silenzio è l’antitesi della democrazia. È sottomissione. Oggi possono rimproverarci quello che diciamo. Domani – è l’unica cosa che importa – ci rimprovereranno soprattutto quello che non abbiamo avuto il coraggio di dire oggi
."Oggi – è un verso di Enrique Badosa – parliamo per chi vorrebbe parlare. Per chi non può".
"La voce / a volte / non fu voce / per paura. / La voce / che poteva essere / rimedio e non fu niente".
Perché tacciono? Perché taciamo? A volte, perché non si vuole, non si sa. Ma anche perché cerchiamo fuori risposte che troveremo solo in noi. Che tutti utilizzino la parola e non la forza per difendere i propri punti di vista. Ogni idea è degna di essere ascoltata, ma qualsiasi idea si svilisce nelle mani della violenza.
È poi imperioso rompere il silenzio che pesa su tanti avvenimenti passati che devono restare molto presenti alle nostre menti per orientare i passi e i fatti di domani. Memoria del passato…, ma "tremando di futuro", come ha scritto Salinas.
"Il freddo distrugge la memoria e già cominciamo / a non essere", ci ha ricordato José Angel Valente.Voce dovuta alla voce assente della donna, esclusa da tanti scenari e fori dove la sua presenza è più necessaria che mai.
Voce dovuta, soprattutto, agli invisibili, agli anonimi.
Voce alta dovuta a chi, stando al vertice, non ode a volte, a volte non ascolta, le parole che si levano da chi ancora aspetta, da chi ancora spera.
Voce dovuta a quelli che sono morti, a quelli che hanno sofferto ogni tipo di crudeltà,
perché nessuno ha saputo, perché nessuno ha osato alzare la voce.
Voce dovuta a quelli che vengono, a quelli che non sono ancora arrivati e rischiano di trovare la casa "diroccata e fredda".