Da
L'ESPRESSO
IL SAGGIO
Il giubileo dei preti sposati
di Gianni Vattimo
Ausilia Riggi Pignata, "Da donna a donne", Gabrielli, pp. 317, lire 39 mila.
Mentre si umiliava a chiedere perdono alle più svariate categorie di perseguitati (da lei), non risulta che nell'anno giubilare la Chiesa abbia prestato alcuna attenzione a una vasta categoria di suoi figli perseguitati, i preti sposati. Un denso libro di Ausilia Riggi - una ex suora siciliana, studiosa di teologia, sposata lei stessa a un ex parroco - offre ora un'analisi molto articolata del problema, lontana da ogni intento scandalistico e ispirata alla ragionevolissima tesi che il celibato ecclesiastico non ha nulla di intrinsecamente sacro, giacché è imposto solo da una norma del Codice canonico. È del tutto comprensibile che i tanti preti che non si sentono - e non solo per "bassi" moventi egoistici - di rispettarla possano invece desiderare di continuare a esercitare un ministero che hanno abbracciato in nome di una autentica vocazione. La Chiesa, pur sapendo da attendibili inchieste che almeno l'80 per cento dei preti italiani non rispetta il celibato, impone ai preti che si sposano di dimenticarsi del sacerdozio, e anzi di nascondere la loro storia per non "dare scandalo". Così, mentre una minoranza affronta il lungo e umiliante processo della "dispensa" dal celibato, la maggioranza di loro continua vivere "nel peccato", con il risultato non marginale (l'autrice è anche molto vicina alle tematiche del femminismo) di ridurre le loro compagne al rango di (pubbliche o private) peccatrici necessariamente senza volto. Come mostra in modo convincente il libro, la questione del celibato ecclesiastico viene accuratamente evitata perché implicherebbe una generale revisione delle posizioni della chiesa sulla donna e da ultimo sulla sessualità in generale. Non sarebbe stato un tema di autentica riflessione giubilare, invece di tante chiacchiere?
(25.01.2001)
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