Torino 20/05/05

Care amiche A, B, C.

Questa volta non rispondo personalmente a ciascuna delle vostre lettere perché non capisco quanto segue.

Voler tutelata la privacy, va bene; ma scrivere confidenzialmente in maniera anonima non è corretto.

Mi disgusta anche il fatto che si apprezzino i collaboratori della redazione, ma che intanto anch’essi non debbono essere a conoscenza della lettera…. Ve lo assicuro, non capisco che significa scegliere me per dirne di cotte e di crude, e poi essere reticenti sulla propria identità.

Dovrei farmi carico della rabbia di persone ignote contro ignoti?

Andiamo alla sostanza delle rabbie, fermandoci brevemente sullo specifico di ciascuna:

A è confusa, non sa che cosa le succede per via di una relazione segreta con un prete; non sopporta che lui la tratti come un giocattolo, ma glielo permette...

B invece pretende di fare una bella sorpresa al suo amato, dandogli… un figlio, in modo da metterlo alle strette. Roba d’altri tempi, mi verrebbe da dire. Ma ti parrebbe giusto, cara B, avere un marito forzato ad una scelta tanto impegnativa?

C è una nostalgica di colui che ha lasciato. Ha avuto il coraggio di piantarlo, ma ora soffre più di prima. Ma perché non dispiega il suo impegno a riconquistare la sua felicità? Il mio non è un parlare freddamente razionale, ma appassionatamente interessato al bene della persona.

Andiamo ora a quanto vi accomuna senza che lo sappiate. Escludendo C che ha un’età matura, le altre due siete giovanissime studentesse, ricche di futuro. La cosa più raccapricciante è che non siete nemmeno innamorate: siete cadute nella rete del flirt, e siete rassegnate ad assecondare le esigenze di una persona che non sposterebbe di un millimetro la sua collocazione nei ranghi. Anzi, siete gelose, temendo che il prete… sia leggero nei riguardi di qualche altra, pronta a cascarci anche lei.

Qui cambio tono e vi parlo cuore a cuore: perché volete rovinarvi la vita? Capisco che si cade senza pensarci e che prendere una decisione forte contrasta con i vostri sentimenti. Ma allora perché non chiedere aiuto per davvero? Il fatto del silenzio assoluto che volete mantenere, vi priva di amicizie che corroborino il carattere, che vi facciano sentire persone capaci di intessere altri rapporti…

Sono disposta a continuare la corrispondenza personalizzata a patto di ricevere confidenze da persone vere, con una identità. Il semplice sfogo contro la Chiesa è un combattere contro i mulini a vento. Se aspettiamo che cambi la legge del celibato per risolvere tutti i problemi, non facciamo che illuderci. Attraverso questo sito cerchiamo di portare avanti un discorso serio di riscoperta della ministerialità, che sia disincagliato dall’obbligo del celibato, ma non agiamo con pretese e minacce… Se altri di altri siti lo fa e noi no (e perciò siamo accusati di connivenza con la chiesa), è questione di meditate scelte. Non siamo noi ad aver paura, ma chi ci scrive…

Intanto vi assicuro che siete vicine al mio cuore più di quanto pensate. Ma, ve lo ripeto, fate male a non fidarvi degli altri collaboratori del sito, per i quali, per altro, mostrate apprezzamento.

A leggervi ancora!! Ausilia