IL SILENZIO CHE DISARMA E CHE SORPRENDE

Sr. Patrizia Pasini, che fa parte della Commissione Giustizia e Pace delle Missionarie della Consolata, dà questa testimonianza circa il Forum Europeo di Firenze (6-10/11/02)

Sono le ore 13 di sabato, il Forum sta prendendo la forma della manifestazione: composta, gioiosa, educata, interessante, cosi' come sono state le giornate dei dibattiti, delle tavole rotonde, degli scambi.

Ho smarrito il mio borsone e quindi devo uscire dalla fortezza, con difficoltà riesco ad uscire, e mi trovo in mezzo a centinaia, migliaia di persone; giovani, di mezza età, donne e bambini, la gente sorride, cerco di farmi spazio in una calca impossibile ma tutto nel rispetto delle persone: questa moltitudine non fa paura, anzi mette dentro speranza e
fiducia Vengo a sapere che il mio borsone e' rimasto dentro la fortezza proprio nel posto dove al mattino lo avevo posato, mentre aprivo la porta dello spazio del silenzio. Sono passate migliaia di persone e nessuno ha toccato, spostato, preso a calci il mio borsone blu.

Noi religiosi e religiose promotrici di "Giustizia, Pace, Integrità del Creato" insieme a Pax Christi abbiamo organizzato dentro la Fortezza da Basso, durante il Social Forum Europeo, uno spazio di silenzio con due motivazioni: per sentirci solidali con i popoli oppressi e sfruttati, e per riflettere che un mondo diverso, cioè una globalizzazione non esasperata solo sul profitto ma costruita nella giustizia e nella solidarietà è possibile.

Lo spazio e' diviso in due parti, la prima parte e' dedicata alla lettura. Appesi alle pareti sono fatti, idee, proposte, critiche, petizioni, e poi la possibilità di scrivere su grandi fogli di carta le proprie idee o messaggi, ed eventualmente per chi lo desidera firmare due bandiere della pace da far pervenire una a Bush e l'altra a Sharon. Facciamo conoscere e facciamo assaggiare il guaranà, concentrato in succo, che diluito in acqua minerale frizzante naturale diventa una bevanda buonissima. Il guaranà arriva al commercio solidale direttamente da una cooperativa di aborigeni dell'Amazzonia: con questo gesto vogliamo dimostrare che questi popoli, impoveriti dallo sfruttamento, posseggono risorse straordinarie, ed e' giusto impegnarsi affinché i loro prodotti trovino mercati e prezzi adeguati.

La seconda parte dello spazio e' dedicata totalmente al silenzio e alla riflessione. Un cartello chiede prima di entrare di togliersi le scarpe come segno di umiltà, solidarietà con i popoli impoveriti e oppressi.

Alle colonne sono appesi i nomi dei popoli delle etnie più sfruttate. In fondo arde la lampada del silenzio, una fiamma che può simboleggiare molte realtà, ai piedi della lampada i simboli della sofferenza di questi popoli impoveriti e privati dei beni essenziali: cibo, acqua, medicine.

Organizzando questo spazio non pensavamo di attrarre tante persone, tanta simpatia e tanto interesse; giornalisti della carta stampata e della televisione di tutta Europa sono entrati e rispettando il silenzio e togliendosi le scarpe hanno fotografato e poi intervistato le persone solo all'uscita. Le persone, giovani e meno giovani, con il loro comportamento e il loro silenzio hanno dato uno straordinario senso di sacralità a questo luogo e a questi giorni. La meditazione buddista, la meditazione cristiana e la meditazione yoga sono stati momenti importanti, ma persone di tutte le religioni e confessioni e anche coloro che non si riconoscono in nessun credo o Dio sono entrate per sostare e per riflettere, il silenzio e' diventato una piattaforma di rispetto e di intesa che ci accomuna e ci fa solidali gli uni con gli altri.

Noi religiosi e religiose a Firenze, insieme a tantissime altre cose, abbiamo imparato e sperimentato che il silenzio, oggi, ha un fascino straordinario, che giovani e non giovani cercano questi spazi, ne hanno bisogno e forse noi dovremmo pensare come renderli possibili questi spazi, visibili e aperti a tutti, luoghi ospitali, accoglienti e rispettosi delle differenze. Abbiamo imparato che esiste un rapporto strettissimo e creativo tra silenzio e impegno sociale, silenzio e promozione della giustizia, silenzio e rispetto delle differenze, silenzio che si fa riflessione e quindi capace di denuncia efficace e nonviolenta. Silenzio che mette in discussione il nostro stile di vita, ciò che compriamo, mangiamo e purtroppo sprechiamo. Silenzio, che per noi diventa luogo dove fare esperienza del Cristo Risorto.

[Dal "Foglio di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutti gli amici della nonviolenza Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100.

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