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Corrispondenza varia attraverso questo sito

 


Cara….
….. [La prima parte è privata]
Ora è divenuta un’ossessione che non ne posso più. Lo perseguito, lo so che non è giusto e che tu mi condannerai, ma non abbandonarmi, ho bisogno di chi mi sorregge e lui mi sorreggeva poi mi ha abbandonato. Finitela di chiamarci immature se siamo pazze d’amore, io lo sono e non posso farci niente. Se perdo la fiducia con voi, non so dove devo sbattere la testa. Soprattutto tu non mi abbandonare, ce la voglio fare, ma sono impossibilitata di avere uno psicologo e lo psicologo del sito lo so come mi risponderebbe, come pure Ernesto, io ho bisogno del buon samaritano. Se potessi ti verrei a trovare… Dimmi dove abiti….. Ti voglio bene, C.

[La corrispondenza continua per telefono e per posta….]
 


Cara Lu

non so altro che dirti che in questo dolore non sei sola. Molte prima di te, ed anche io, abbiamo vissuto la stessa esperienza.

Ciò che è vero - profondamente vero - e molto femminile, è la consapevolezza che non ci si vergogna e non si chiede perdono per avere amato.

Il perdono lo dovrebbe chiedere lui. Per l'egoismo cieco che ha in sé. Egoismo che spesso nei preti che si innamorano è inconsapevole.

Non gli è stato insegnato ad amare. Sono cresciuti in un ambiente anaffettivo, sterile, rigido. Tutto centrato sulla norma, sulla negazione dei propri sentimenti e impulsi vitali.

E ovviamente recidendo una parte di sé, che è quella legata alle proprie emozioni, non sono nemmeno capaci di riconoscere il proprio egoismo.

Abbiamo amato e amiamo degli uomini scissi, separati, e forse ci siamo innamorati di loro proprio per questo tentativo disperato di dare loro la linfa vitale che esprime tenerezza, amore, sessualità ...

Purtroppo in molti casi, la norma che hanno dentro di loro è troppo forte per riuscire ad andare oltre.

Qualcuno un giorno mi disse "bisogna imparare a stare anche con quello che manca in un rapporto d'amore"

Lo dico anche io a te, oggi. Anche se so che è molto difficile, è un lungo cammino di com-passione verso di sé. Vai verso questo tuo grande sentimento, e sii grata a te stessa perché ciò che hai dato nasceva da un atto d'amore. Da un dono totale.

Altri ti diranno - e tu stessa lo dici - che non dovevi lasciarti coinvolgere, ma questo perché ora sei nel dolore.

C'è un tempo per ogni cosa sotto il sole! Questo è il tuo tempo di dolore, di rabbia, di tristezza e forse di vergogna.

Sappi però che questo è solo un tempo. La vita ce ne dona tanti altri. Per ritornare ad amare, per ritornare ad essere felici ...e anche per ritrovare questa parte di te che ha voluto amare al di là delle convenzioni e dei divieti.

Un'ultima cosa: ciò che per me è stato più difficile e lo è ancora, è provare una sana rabbia nei confronti del mio compagno, delle sue incapacità, chiusure e mancanze. Forse anche questo è un percorso che dobbiamo fare insieme.

Ti abbraccio forte e ti sono vicina

Giulia

La corrispondenza continua in modo personale


Rispondo alla donna che scrive a Lu... Mi piace la tua saggezza. Vorrei scriverti personalmente e continuare la corrispondenza anche io che forse sono nelle condizioni di Lu e perciò bisognosa di aiuto. So che Ausilia sta male e non la voglio disturbare, ma anche lei per me è un punto fermo. Ce la farò anch'io! Mariolina


Sono contenta di leggervi perchè le nostre storie si somigliano, e non so dire altro che la donna è fatta per soffrire per il gran cuore che abbiamo, e mi chiedo: come dobbiamo fare per non cadere nella trappola dell'amore per un prete? e poi perchè non dobbiamo sperare di portare avanti belle storie come quelle che ho letto nel libro dove Ausilia parla di donne dei preti? Siamo sfortunate noi o alcune ce la sanno a fare le cose per bene e alcune non ci riusciamo? mi domando questo... e voi che ne dite? C'è qualcuno che ci insegna come fare? Linda
 

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