I
silenzi senza qualità
Riflettendo sul cammino che stiamo percorrendo insieme in Donne Così, mi piace
provare a puntualizzare contro quali silenzi di cattiva qualità, a volte solo
senza qualità, ma comunque non “di qualità ” io mi sia imbattuta. La parola
silenzio può dire molto, ma soprattutto è parola intuitiva e allusiva: silenzio
non può infatti essere sinonimo di non dialogo, perché questo sito non ha mai
taciuto, pur impegnandosi a non gridare. E allora, quali silenzi sono senza
qualità? Esiste il silenzio dell’ipocrisia che abbiamo spesso denunciata, ma
esiste anche un silenzio strisciante, trasversale, che manca di offrire risposte
da parte di persone qualificate a darle, e che in ambito di giornali cattolici
magari parlano anche di argomenti attinenti alla problematica che noi trattiamo.
Poi vi è quel silenzio inerte, della mancata reazione a qualsiasi stimolo vuoi
di ordine morale e vuoi di ordine intellettuale, che è l’antitesi degli scopi di
Donne Co-Sì. Il silenzio dell’inerzia, del disinteresse, del non voler ascoltare
per pigrizia, o per un costume diffuso che preferisce ignorare, che non gradisce
essere disturbato nelle sue certezze. E’ un silenzio strisciante e che non ha
appartenenze né di genere né di categoria: è a mio parere e per mia esperienza
generalizzato e generalizzante. Poi esiste un silenzio che non deriva
dall’oppressione, ma da tanto pudore nell’affrontare a livello emotivo prima che
culturale, una tematica come la nostra che va a toccare corde archetipali
profonde, ed ecco il motivo per cui vi è necessità di condividere cultura ed
esperienza, anche qui oltre l’identità di genere. I silenzi senza qualità non
sono né maschili né femminili: rappresentano efficacemente lo spaccato di una
società che preferisce essere provocata dalle urla e dalle grida, e ignora i
dolori e le difficoltà di chi si esprime con pudore ma fermamente, nel tentativo
di informare per crescere e non per distruggere. Come crescere? Ognuna/ognuno
può trovare percorsi diversi, ma la meta è ai miei occhi chiara: il divenire
persone intere, il raggiungere una pari dignità non di facciata. Il burqa del
silenzio, il mondo costretto dietro una grata fittizia ma culturalmente
incombente, non è riservato a certo Islam, ma è pericoloso portarlo nel cuore:
lo indurisce, lo rende freddo, preclude ogni respiro. Per il cristiano preclude
quel cuore di carne che può e deve venire toccato dall’alito dello Spirito in
pienezza. Ornella 1011875907