06/02/05

Ernesto Miragoli risponde così alla lettera della comunità di Coteto

C o  n s i g l i (e alle nostre osservazioni)

 

 

 

 

 

06/02/05
Ho visitato, con l'assidua frequenza bisettimanale, il sito e vi ho trovato spunti interessanti.

Schematizzo, non per concentrare idee, ma per amore di chiarezza.

1.               Nuove donne (e quindi nuovi preti) sono alla prese con il prepotente problema dell'amore nascosto. Con tutto quel che ne deriva: sensi di colpa, fughe appaganti e riflessioni sul tradimento, dilemmi angosciosi fra un essere e un voler essere o un dover essere... So come finiranno queste storie: nei due soli modi possibili: il salto di qualità (scelta di condividere la vita) o il salto di quantità (meglio lasciare lei a se stessa e tornare nel rassicurante utero della chiesa madre).

Penso che anche quest'anno appena iniziato porterà a questa chiesa sempre più avvitata su sé medesima i soliti problemi dell'anno scorso, di dieci anni fa, di cento anni fa. Su questo tema tertium non datur: o si è preti celibi, o non si è.

2.               Eppure i segni dei tempi sono chiari: un prete non è più l'uomo dietro l'iconostasi, l'intoccabile, l'uomo del divino. E' un uomo che ha scelto di far conoscere il vangelo di Cristo e di camminare sulla strada degli uomini, condividendone... gaudium et spes,luctus et angor... La talare ha lasciato il posto al clergyman e il clergyman ai jeans e maglietta. L'eucaristia non è più celebrata con parole incomprensibili e gesti misteriosi, ma è alla portata di tutti. Altri mille segni inducono a cogliere aspetti positivi di un sempre maggiore coinvolgimento nel cammino umano...ma questo del celibato rimane un punto fermo. L'unico punto che demarca nettamente il prete dagli altri uomini: è l'uomo del sacro.

Il tributo da pagare  ad una cultura semitico- occidentale che vede nella donna l'Eva primordiale perennemente adescatrice non viene ancora cancellato. Continuano nella nostra chiesa ad essere celebrati la donna vergine e l'uomo vergine perché questi sono segni di un tempo che fu (un'età dell'oro di cui nemmeno il Cristo ci ha parlato nei suoi tre anni fra noi) e di un tempo che sarà (dove saremo tutti come angeli di Dio).

Ma Dio ci ha incarnato in questo tempo, Dio vuole che camminiamo in questa storia, Dio non ha scelto il celibe per la sua chiesa, né ha allontanato la donna che ha versato del prezioso profumo sui suoi piedi.

3.               Ai preti ed alle donne dei preti, alle suore che vivono una verginità per la quale non si sentono portate e lasciano il convento, a chi crede che il Dio di Cristo ha creato l'uomo maschio e femmina, dico: non lasciatevi intimorire da una disciplina! Non vivete inutili, frustranti, anodini sensi di colpa! Liberatevi di questo vestito vecchio ed indossate quello nuovo, fatto di verità e di carità.

abbiate il coraggio del profeta! Dio è con i profeti!


Ernesto Miragoli