Una corrispondenza che vi facciamo presente perché chi vuole possa intervenire, o anche rispondere all’interessata. Siamo una famiglia, i cui membri debbono aiutarsi l’un l’altro

11/05/05

Inizio  questa,  "Ringraziandovi".  La  mia  storia  non  é  diversa  d' altri  e  comunque   anche  io   faccio  parte   delle  vostre   storie ,    una   in    più    che  arriva  al  vostro  sito.  "Donne-cosi",  è  la  mia  scintilla  di  speranza.  Vi  supplico   aiudatemi    per  favore !

Mi   chiamo   Rosetta,   ho   41   anni,   sono  latinoamericana  e  la  mia  lingua  é  lo  spagnolo   - scusatemi  la  mia  scritura ,  ma  non  so  scribere  bene   l'italiano-  Sono   12  anni  di  convivenza   con  un  sacerdote  e  abbiamo  un  figlio  de   7  anni che  ancora non  conosce   la  verità   e  ho  paura  di  come  può  reagire  il  mio  bambino .  La  mia  famiglia  mi  è  stata  molto  vicina  non  ostante  la  lontananza  e  purtroppo  non  ho  il  sostegno  del  mio  compagno,  bien  sea  per  le  sue  paure   o  la  sua  inmadurità  psico-affettiva.   

Abbiamo  un  grande  bisogno  di  orientazione  psicologica.   Cosa  debo  fare  per  avere  un  appuntamento  con  la  dottoressa   Lidia  Rizzo o  un'altra  che  collabora  con  la  associazione ?  .   Nella  attesa  di  una  pronta  risposta   e  che  ringrazio  con  tutto  il  cuore ,  vi  saluto  augurandovi   un  buon  laboro  pastoral.

 Confermo  il  mio  correo   (ndr. per l'indirizzo e-mail contattare la redazione)

Vi  ringrazio .    Rosetta

 

 

Carissima Rosetta, ma certo che ti aiutiamo,o almeno ce la mettiamo tutta per esserti vicini. D'ora innanzi,sentiti a casa tua nel nostro sito e parla liberamente perché siamo qui per questo.

Non trovo facile darti un consiglio perché non sono chiari alcuni particolari:

1)'Sono 12 anni di convivenza con un sacerdote..':

ma ha lasciato il ministero e state insieme, oppure vi frequentate soltanto?

2 ) 'Abbiamo un figlio di sette anni che ancora non conosce la verità..'

allora stai con il sacerdote, il quale non ha ancora parlato con il ragazzo?

3 ) 'E ho paura di come può reagire il bambino..':

è un problema successivo, bisogna che tu ed il tuo compagno troviate serenità e sicurezza e con queste potrete dire tutto al bambino.

4 ) 'Non ho il sostegno del mio compagno, per le sue paure e per la sua immaturità psico-affettiva ..':

allora non dovrebbe essere il sacerdote in causa.

Se così fosse, problema di parlare col bambino non esiste o meglio viene rinviato alla maggiore età ( 18 anni ) coinvolgendo anche il suo padre naturale, cioè il sacerdote.

E per i problemi economici, lui ti ha dato un aiuto o se ne è andato a fare il prete, chiedendo 'perdono' a Dio di aver fatto un figlio per sbaglio ?

5 ) '..bisogno di orientazione psicologica...Cosa debbo fare per avere un appuntamento con la dottoressa ?'

Ti parlo anche come assistente sociale e ti dico che devi passare attraverso il tuo medico curante, quello della mutua e chiedere a lui una visita specialistica per il bambino. Ma mi domando poi: qual'è veramente il problema del bambino ?

Carissima Rosetta, se mi risponde a quanto ti ho chiesto, vedrai che sarò più preciso nel risponderti io.

Un saluto da parte di tutti quelli del sito, da parte di mia moglie Daniela e da parte mia.

Ciao Giuseppe

Condivido quello che ha scritto Giuseppe: meglio agire in sintonia. Il mio consiglio a Rosetta è di rivolgersi al suo partner e metterlo davanti alle sue responsabilità: non gli suggerirei di lasciare il ministero perché se no l'avrebbe già fatto. Evidentemente è un soggetto poco affidabile sia per Rosetta che per suo figlio che per le anime affidate alle sue cure.

Alicia potrebbe affrontarlo e dirgli di dire insieme al ragazzo che egli è suo padre.

Questa potrebbe essere una soluzione che se attuata potrà portare sviluppi che non mi sento di prevedere.

Altrimenti Rosetta deve dimenticare lui e quella storia d'amore che ha portato questo frutto e considerarsi una ragazza madre, come tante altre. Non è un disonore. Potrà quando lo riterrà opportuno dire la verità a suo figlio.

Ciao Ernesto

Cara Rosetta,

in punta di piedi e velocemente perché sto vivendo un momento di grosso impegno familiare e di lavoro nella mia Cooperativa sociale. Aspetto la risposta ai vari interrogativi che Giuseppe ti ha fatto.

Solo una cosa: se il tuo lui non trova il coraggio di prendersi le sue responsabilità e di entrare nella visibilità che esige l'amore ci sarà ancora tanta sofferenza per te. Va aiutato in questa direzione.

Miriam (figlia) - Pina (moglie) - Mauro (prete sposato nella totale visibilità).