Eugen Drewermann, Funzionari di Dio - Psicodramma di un ideale
Raetia, Bolzano 2005
DescrizioneL’opera di E. Drewermann, recentemente pubblicata in Italia dalla Edition Raetia di Bolzano con il titolo Funzionari di Dio, non è solo una vera pietra miliare della ricerca teologica e psicoanalitica, ma è anche un’occasione per riflettere sulla fede cristiana e sul modo con cui essa si è andata strutturando nei secoli attraverso una peculiare organizzazione. Data la complessità del lavoro ci limiteremo a illuminare alcuni passaggi fondamentali della ricerca di D. (Drewermann).
Ben consapevole della difficoltà di sottoporre ad analisi un’organizzazione bimillenaria che coinvolge milioni di persone, D. non poteva eludere il problema metodologico che si presenta complesso soprattutto quando si mira a comprendere le correlazioni e le dinamiche dell’inconscio collettivo. La soluzione adottata dallo psicoanalista-teologo tedesco ci è parsa convincente in quanto egli ha cercato di collegare tra di loro, ed in modo coerente, una molteplicità di fonti e precisamente: i risultati di psicoterapie e consulenze attuate dallo stesso D. su ecclesiastici e religiose; i documenti ufficiali della gerarchia e degli ordini religiosi; i testi della riflessione teologica; le opere della letteratura e del cinema, nonché le interviste e le notizie connesse con la vita clericale.
Lo scopo della ricerca è stata quella di individuare le falle patologiche dell’organizzazione clericale, non le deficienze dei singoli. In tal senso si potrebbe dire che l’approccio di D. è più psico-socioanalitico dal momento che il suo interesse primario è comprendere l’insieme, non le parti. E la ragione di tale scelta sta proprio nel fatto che lui ha a cuore la salute del chierico, la sua realizzazione personale, la sua felicità, ma per raggiungere tale obiettivo è fondamentale e prioritario individuare quelle dinamiche istituzionali che mutilano l’uomo-chierico.
Tutta la ricerca è attraversata dalla passione per la pienezza della vita. L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire a generare una nuova personalità di chierico, aperto ad una sconfinata fiducia in Dio, capace di comunicare in modo umano, pronto a disfarsi di retaggi ideologici proprio come faceva Gesù che, nella sua infinita libertà di spirito, viveva una intensa alleanza con la natura.
“Per dirla in modo paradossale: gli sforzi della Chiesa dovrebbero essere tesi non già a formare dei sacerdoti ma a promuovere nel modo più intenso possibile l’elemento sacerdotale che i giovani portano dentro di sé.”