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12/09/04 Da Pretionline sotto1970@libero.it |
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messaggio |
Quando per una vita sbagliata senti l'amarezza, l'angoscia, la delusione pensi che non vi sia via d'uscita. |
Alcune risposte potresti trovarle nel libro da cui ti mando qualche stralcio:……….
…….Come vorrei consigliare alle donne che, a causa dell’incendio divampato dalla prima scintilla di amore, non hanno il coraggio di volere bene a se stesse! Forse riusciremmo ad aiutarle se tra noi, donne che abbiamo detto sì all’amore di un prete, ci fosse un maggiore scambio o almeno una qualche intesa.
………….
Sembra che l’Istituzione trovi più opportuno (in verità più comodo) usare il suo "dignitoso" silenzio e imporlo alla donna, impedendole di rivelare fatti scandalosi che disonorerebbero il prete. Ciò che fa raccapriccio è la noncuranza e il disprezzo, ricoperto di pietà pelosa, per i suoi patimenti: da inquadrare clinicamente nel settore della nevrastenia e delle fissazioni "femminili".
…….
Pare che la Gerarchia ecclesiale non abbia da pentirsi per il trattamento riservato alle persone che non si adeguano alle norme. Tanto meno è presa dal dubbio di avere qualche debito nei riguardi di tante donne; soprattutto di quelle che vivono all’ombra di quei preti che sono nel pieno esercizio del ministero, nella più grande incoerenza tra quello che sono e che predicano, e quello che fanno.
A quando il cambiamento di rotta?
Dal libro di A.Riggi Pignata, Da donna a donne, Il segno dei Gabrielli, Negarine (VR) 2000