Perché parliamo di discepolato



Parlare di discepolato non è un illudersi di voler tornare al primitivo cristianesimo, secondo il solito modo di rifarsi alle origini per criticare la chiesa di oggi. Per noi è un inserirci nel solco di esperienze nuove, nate dal VaticanoII e che non sono svanite nel nulla come tante altre, con una proposta forse più radicale ancora di quelle che si realizzano in più parti. Infatti assistiamo a formazioni di gruppi che hanno tanta freschezza ed entusiasmo nel riproporre un cristianesimo IN RICERCA, ma che resistono poco senza l'appoggio di istituzioni forti, e soprattutto senza la dedizione di consacrati/e.
Noi ci ispiriamo ad un ideale di fede che permei la società e si rinnovi continuamente, servendosi anche dei mezzi di comunicazione attuali, come ad esempio un sito, il raccogliersi attorno ad una rivista, un comunicare con ogni esperienza nuova e passata, senza lasciarsi imbrigliare nel formalismo.
E' una scelta che talvolta nasce dalla sofferenza di chi ha avuto un passato (o ha un presente) travagliato, e sa che la Chiesa sorveglia sulle appartenenze in maniera rigida.
Noi vogliamo agire dal basso e dire alla Chiesa: ci siamo! Tendiamo una mano per il dialogo. Il quale, se vero, deve partire da una condizione di parità. Ecco perché vorremmo collegarci a tutti quei gruppi e formazioni varie, che SONO CHIESA, senza timbri. Il nostro spirito vuole essere altamente ecumenico e perfino inter-religioso.
E se vogliamo meritarci il diritto di una ministerialità, questa dovrà essere riconosciuta dalle nostre coscienze: CON LA SPERANZA CHE LA CHIESA NE PRENDA ATTO.
Il taglio del nostro sito che dà spazio A CHI NON HA VOCE NELLA CHIESA è per noi una opportunità. una scelta di condivisione, sostanziata di fatti. Perché di parole come "carità" e "servizio" nella chiesa si fa fin troppo uso... A NOI PIACE STARE-INSIEME PROPRIO CON CHI "GODE" DI EMARGINAZIONE ECCLESIALE-