15/04/03

Riceviamo dagli USA

In Seattle Times, a nome del reporter Ray Rivera, un infocato articolo titola così: Regola della chiesa che tiene segreti i malfatti dei preti. Si tratta della piaga della pedofilia, registrata negli archivi segreti dell'Archidiocesi di Seattle.

"I Cattolici sono adirati, e diffidenti, stanno aspettando solo il prossimo sbaglio per ribellarsi", dice Linda Pieczynski, portavoce di Call to Action (Chiamata all'Azione), l'organizzazione di riforma cattolica più grande della nazione.

Tale organizzazione riformista esorta tutti i cattolici della nazione ad esigere due cose dai loro vescovi: visibilità finanziaria e franchezza sui casi di abuso sessuale.

Molti casi passati sono stati risolti nel silenzio. Molti prelati sono stati "esiliati". Quando i fatti non si sono potuti ignorare, non sono mancate condanne pubbliche. Ma gli archivi rimangono chiusi; e, dopo dieci anni dall'accaduto, si eliminano i documenti.

Il giudice di King County, Greg Canova ricorda di aver fatto una rassegna sugli archivi, a partire dagli anni settanta; ma non può ricordare nomi o numeri, dato che per il 95 per cento si tratta di casi scaduti ai limiti di legge.

Il popolo si ribella, e dalla sua parte c'è Umberto Lenzi di St. Brendan, il quale dichiara pubblicamente: "Finché l'archidiocesi non apre i suoi archivi al pubblico, alcuni parrocchiani fedeli continueranno a frenare le loro offerte. Se una chiesa non è totalmente trasparente, non rappresenta una religione, è una setta".

(© 2002 proprietà letterario riservato La Seattle Time Società)

Nostre brevi note

Comprendiamo che la Chiesa non ami scoprire le piaghe inflitte al suo interno. Ma non possiamo tollerare la sua intolleranza verso quei preti i quali, anziché ripiegare in facili disonesti aggiustamenti della loro immaturità sessuale, onestamente dichiarano di volere sposare una donna per amore, avendo maturato, dietro infinite sofferenze, una scelta seria, la quale è in contrasto con la legge canonica, ma non con la Legge Divina. E in tal caso siamo le mille miglia lontani dal ben più vero scandalo determinato dai casi di pedofilia; questi, sì, contro natura. Casi per cui è giusta, più che la condanna, la compassione, la quale dovrebbe indurre a risalire alle cause e a curarle.

Ci limitiamo ad aggiungere che nelle vicende del rapporto delle donne con i preti (in modo diverso se li sposano o se restano deluse), molto spesso sono le persone "in carne ed ossa" a pagare cara la loro scelta, mentre presso tanta gente che gira attorno alle sacrestie si preferisce parlare di "ferite della Chiesa". Non neghiamo che ci sia sofferenza da ambo le parti, ma, come sempre, a pagare di più sono i più deboli.