Settembre 2002
Pedofilia
: affrontiamo lo scandaloLa nostra tematica "donna-sacro" è specifica e perciò ci induce a trascurare argomenti che non siano strettamente attinenti ad essa. Eppure lo scandalo esploso recentemente negli Usa, ma che già si agitava in diversi luoghi a partire dagli anni ‘80, ci tocca per via delle tesi che costituiscono la base del nostro dialogo con chi frequenta il sito:
a) la difesa dei
diritti delle donneb) la presa di posizione a favore delle
persone indifese,c) in particolare se
costrette al silenzio ed all'occultamento del reatocommesso a loro danno da parte di persone "sacre".
Il fatto che nel campo della pedofilia dei preti, alcuni dei quali vescovi, figurino dalla parte dei violentatori, ci sollecita ad esprimere un nostro parere.
E’ vivo in parecchi il sospetto che la loro caduta sia dovuta alla repressione sessuale, e alla legge del celibato. Detto così, il dubbio diventa legittimo: sol perché "repressione sessuale" e "legge", nella prassi educativa seminariale, forgiano una mentalità portata a svisare il significato del celibato, che o è accettato come dono di Dio o diventa peso ascetico insopportabile.
A nostro parere il nodo della questione è più a monte: nell’idealizzare e sublimare la rinunzia del prete ad una moglie, facendone un simbolo di qualcosa di eccelso. L’essere del prete è inserito in un Ordine che ne fa una persona diversa ontologicamente, quindi non solo nella sessualità, ma nel suo rapportarsi agli altri, a partire da una posizione di potere (sacramentale, e non solo); e ciò avviene sia in senso passivo - ubbidienza verso i superiori in maniera deresponsabilizzante -, sia in senso attivo - nell’esercizio del "governo" della parte di chiesa da guidare -. Le persone più fragili possono acquisire la sensazione di essere rivestite di una dignità in grado di occultare i propri deficit umani, non solo di carattere sessuale. E la pedofilia è segno inequivoco di chi vuol colmare la propria debolezza, approfittando dei più deboli; porta ad evitare il confronto relazionale con la persona adulta da pari a pari.
Dunque è vero ed è legittimo avanzare dei seri dubbi su come, nella chiesa cattolica, è impostato il fattore celibato e sessualità; ma mettendo in rilievo quanto sta dietro tale orientamento, e anzitutto il modo di essere del prete e della Chiesa.
Lo possiamo dedurre dallo stesso comportamento mantenuto dal papa, punitivo e penitenziale, in quest’ultima circostanza. Lo sintetizziamo così:
1) Nel caso specifico avvenuto di recente, bisogna tener presente l’aspetto politico delle misure del papa: egli nel suo incontro con Bush, previsto nel viaggio dello scorso maggio, doveva rappresentare una Chiesa in grado di farsi antidoto e contrappeso alla voracità senza scrupoli nella società di Internet e del benessere. E l’unico modo per recuperare credibilità era quello di sgravarsi di colpe commesse da singoli, contro i quali scaraventare il peso infamante, isolandoli e staccandoli dal corpo integro e sano della Chiesa.
2) Anziché accettare l’umiliazione come fa una famiglia che viene disonorata dalla colpe del figlio degenere, da castigare ma soprattutto da recuperare, il mea culpa è apparso una forma tesa ad evidenziare un dolore tanto acerbo da attirare sulla Chiesa com-passione e comprensione, quasi fosse stata lei la prima ad essere offesa. Lo sdegno ha soverchiato la pietà. L’accusa è divenuta difesa. Il dolore e il risarcimento delle vittime è divenuto un onere addossato ad un’altra Vittima, la Chiesa. I singoli, solo i singoli sarebbero i veri colpevoli...
3) Per il papa il risanamento in radice a mali del genere riguarda soltanto la formazione seminariale circa l’educazione ad un uso retto della sessualità. Noi ci permettiamo di avanzare dei dubbi. Li esprimiamo in forma interrogativa:
non sarebbe ora nei capisaldi della dottrina della Chiesa parlare meno di precetti e comandamenti e virtù, e molto di più di doveri laici di rispetto e quant’altro riguarda la convivenza umana? Come mai Gesù prima della "sacra cena" non parla affatto di sesso, ma invita alla lavanda dei piedi, da fare gli uni verso gli altri, vicendevolmente, dandone lui per primo l’esempio? L’enfasi di cui si nutre l’immaginario dei preti celibi-consacrati non altera la loro autocoscienza? Senza umiltà vera, propria della limitatezza umana (di cui tutti/e dobbiamo essere serenamente consapevoli) non può reggere una vita di mortificazione e di gioia, comune ai celibi e agli sposati, perché per ogni stato di vita si richiede equilibrio.
4) In sostanza col mea culpa il papa ha, non solo salvato, ma ribadito la sacralità del prete e della Chiesa. Ne ha reclamato dignità scevra da impurità, insieme al potere sommo di mediazione divina!
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Fatte queste premesse, siamo pregate da persone competenti a rispondere al questionario da loro preparato, con la seguente premessa:
LA PEDOFILIA NEL CLERO CATTOLICO
( TABU’, CONOSCENZA ED EMOZIONI)
Tutti noi abbiamo sperimentato di recente il significato profondo ed inespresso della parola tabù, quando la cronaca si è interessata al tema della pedofilia nei preti. Dopo un primo stupore per lo scandalo, è subentrata la rimozione per un argomento che disturba nel profondo. La presente ricerca invita, al contrario, a riflettere ancora su questo episodio di cronaca, sulle emozioni che esso ha suscitato e ad estendere il ragionamento a temi più generali come il sacerdozio, la sessualità e, appunto, il tabù.
Il presente sondaggio non mira ad ottenere alcuna prova statistica ma vuole unicamente ampliare le conoscenze circa una questione dibattuta recentemente nella società civile a seguito di episodi di pedofilia di cui sono stati protagonisti preti cattolici.
L’ inchiesta costituisce anche l’occasione per approfondire un argomento (vita religiosa e sessualità) dai molteplici aspetti che , per motivi tutti da liberare, sono stati finora sottratti ad un dibattito ponderato, documentato e sereno.
La linea guida del sondaggio è la salvaguardia della privatezza di chi risponde; ad essa sono stati sacrificati altri parametri, pure utili per l’indagine, come il sesso, l’età, lo stato civile, la professione, il titolo di studio ecc.
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Per ogni paragrafo numerato si risponda ad un solo ITEM, segnandolo con una crocetta. Al termine del paragrafo sono possibili osservazioni personali.
1 - L’attenzione del pubblico è stata recentemente richiamata dal fenomeno della pedofilia. Come giudica in linea generale il comportamento pedofilo ?
2 – Quale provvedimente adotterebbe, se lei fosse il legislatore, per arginare tale fenomeno ?
3 – I mezzi d’informazione hanno dato grande rilevanza ad episodi recenti di pedofilia aventi per protagonisti membri del clero cattolico. Come giudica questi fatti ?
4 Il caso dei preti pedofili ha avuto notevole risonanza pubblica. Come immagina l’atteggiamento della chiesa gerarchica al riguardo ?
5 – Dopo che il caso è divulgato, quale atteggiamento dovrebbe tenere la chiesa verso i colpevoli ?
6 – Gli episodi di pedofilia sono quasi sempre mediati dai mezzi d’informazione. Quale è stata la sua reazione nell’apprenderli ?
7 – Quali conseguenze ha avuto la conoscenza di questi episodi sul suo atteggiamento verso la chiesa ?
L’INDIGNAZIONE E’ UNA VIRTU’ E VE LO DIMOSTRO…
SONDAGGIO PEDOFILIA – Parte seconda
Questo secondo livello dell’indagine sulla pedofilia nel clero è rivolto ai preti nel ministero, ai sacerdoti laicizzati, sposati e non. E’ ovvio il carattere esoterico – nel significato etimologico della parola - di tale campione, così come sono scontate le resistenze che i preti dovranno fronteggiare per analizzare un argomento tabù. Ma, esserne consapevoli è il primo passo per tradurre in una lingua le emozioni profonde e guardare con coraggio il totem che è dentro ognuno di noi.
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1 – Lo scandalo dei preti pedofili ha avuto l’effetto di un temporale estivo la cui acqua non è penetrata nel terreno. Perché secondo lei, dopo appena un mese dall’esplosione del caso, nessuno più ne parla ?
2 – Perché, a sollevare il velo sul triste caso dei preti pedofili, sono stati i laici oppure quelli che sono definiti i preti del dissenso ?