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A colloquio col Vescovo Un quadretto da idillio. Un buon Vescovo che ascolta e apre uno spiraglio sul futuro, pur sapendo che nulla si può fare oggi. Ma il rapporto umano è pur sempre un segno di speranza. Questo almeno percepisce il nostro Giuseppe Zanon; e i suoi interrogativi forti hanno avuto certamente presa sul Vescovo. Ma c’è chi è abituato a simili gesti che considera paternalistici e non si fa illusioni. Quel che dà ragione a Giuseppe è la volontà di: a) non starsene inerte, b) collegarsi con gli altri (in Vocatio), c) amare la Chiesa.
E non è poco 02/03/05 Voglio parlarvi dei miei incontri col parroco di Leno, dove attualmente risiedo, e con il vescovo di Brescia. Nel Febbraio 2005, si svolgeva la visita canonica del vescovo di Brescia, mons. Sanguineti Giulio; per tale occasione ho voluto far presente a lui e al mio parroco, mons.Targhetti Giambattista,la realtà dei preti sposati presenti nella zona visitata, circa sette. Ho scritto a tutti e due con lettera separata e con accluso il mio pezzo pubblicato sul sito di Vocatio: 'Perché faccio parte di Vocatio'. Gentilmente mi hanno risposto,invitandomi ad colloquio personale. Con il parroco, giovedì 24/2, per un'ora circa: d'accordo sulle peripezie dei preti sposati, sulle difficoltà di ogni genere, da quelle economiche a quelle umane e psicologiche, mi sono soffermato soprattutto su un'idea di fondo:la Chiesa di oggi che fa tanto per coinvolgere nell'apostolato e nella evangelizzazione i laici, possibile che non trovi il modo per valorizzare in questo i preti sposati? Con il vescovo, sabato 26/2, per circa 20 minuti: cordiale, familiare, aveva letto il mio materiale. Gli ho detto dei miei impegni in parrocchia, nel sociale, in Vocatio, con una panoramica sui preti sposati e sulle loro varie posizioni. Mi ha risposto che la Chiesa va ascoltata anche quando è matrigna, perché è sempre la Chiesa di Cristo. Delle Comunità di base conosceva solo quelle dell'America latina; Lo ha sorpreso il fatto che ci siano dei preti sposati che hanno lasciato il ministero senza chiedere regolare dispensa. Del fatto che ci siano 'defezioni' (per usare il linguaggio burocratico dell'annuario pontificio ) anche tra le vocazioni adulte, ha dato la spiegazione che una delle cause potrebbe essere la mancanza del seminario… che non li ha forgiati. Naturalmente con un seminario, oggi,aperto, con la presenza femminile di donne insegnanti ed educatrici. Alla mia domanda centrale: la famiglia cristiana e cattolica che è la Chiesa oggi, perché insiste sulla legge del celibato obbligatorio che comporta la contraddizione che il 25% lo osservi poco e malvolentieri, con tutte le conseguenze di scandali e di sofferenze proprie e altrui che tutti sappiamo; e soprattutto come può tollerare che circa 100 mila dei suoi sacerdoti abbiano dovuto lasciare il ministero spesso non per cause di fede; e come mai su di loro si voglia soltanto stendere un velo pietoso e non sentirne più parlare? Ho avuto l'impressione di averlo coinvolto fortemente con questa domanda. Non ha voluto replicare sui vari punti; ha voluto darmi uno spiraglio di tempi migliori: 'La Chiesa di oggi tace su questo e fin che ci sarà questo papa, non sperate di vedere novità alcuna. Vi assicuro che il nuovo papa, non so in che modo e con quale esito, dovrà assolutamente affrontare la questione... Ho avuto l'impressione che avrebbe parlato più a lungo perché la questione lo interessava,ma gli impegni della visita pastorale lo pressavano.Gli ho dato i siti Internet che parlano dei preti sposati. Lui mi ha invitato ad andarlo a trovare in curia; ci siamo salutati affabilmente con promessa di preghiera reciproca. Dopo anni che sono in Vocatio, da questi due incontri ho avuto l'impressione che davanti a noi non c'è solo una istituzione rigida e granitica, ma anche uomini che sentono e vivono le cose a loro modo, certamente, ma che le sentono… Giuseppe Zanon
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