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Tre partecipanti al Social Forum Europeo rispondono ad alcune domande su genere nella società

e soprattutto nella chiesa. Due padri comboniani: Gabriele Perfetti, missionario in Messico e Guatemala, Alex Zanotelli missionario in Kenya e animatore della rete Lilliput, Giovanni Ruggiero, giornalista di Avvenire

P. Gabriele - Alla donna si dà importanza ma non le redini

Partendo dal principio che la donna è l'immagine più bella del Dio della vita, che è lei che accoglie e soffre per la vita e la difende, vedo che dove c'è da dar vita la donna dovrebbe venire in primo luogo. Dovrebbe capirlo anche la chiesa.

E' vero che si dà importanza alla donna, ma non le si danno le redini. E' ancora l'accompagnante, quella che supplice. Nella chiesa non è la protagonista del vangelo della vita. Per me è importantissimo che la donna, ontologicamente disponibile all'amore e al servizio per la vita possa diventare più protagonista.

In Europa si sono fatti dei passi grandi. Peccato che la chiesa non sia sempre all'avanguardia in questo compito. Che sia stato prima il movimento femminista a spingere e prendere campo… e forse in questo affanno il movimento in sé non ha tenuto in conto alcuni principi... certo la donna in Europa deve avere più forza in tutti i campi, ma senza perdere la sua caratteristica che è la difesa della vita. Se si dimentica e perde questo valore che ha dentro di sé non vedo più quell'importanza perché diriga il mondo.

In America Latina sicuramente le donne soffrono umiliazioni, disprezzo, sono sottoposte a sacrifici disumani. L'Europa, anche attraverso i mezzi di comunicazione, può aprire cammino a queste donne e senza ripetere gli sbagli che si sono fatti qui. Noi missionari e come chiesa dovremmo far sì che la donna trovi un cammino un po' più piano. La chiesa, da una parte innalza e loda Maria, dll'altra la tiene un po' accantonata, modello di silenzio; non Maria di Nazareth che canta la potenza di Dio, la forza di Dio che umilia i potenti e innalza gli umili.

P. Alex Zanotelli - Non vedo parità nella chiesa. Vedo molta meno parità nella chiesa che nella società civile. A questo Forum si vede. Ci sono molte donne, anche se negli interventi dov'ero io non sono intervenute molto.

Riguardo alla collaborazione tra padri e missionarie non dico che è positiva o negativa. Dico che deve esserci. E' essenziale. Ma sarà un cambiamento molto lento. E' una tradizione che viene da lontano e non si cambia in fretta. La donna è stata vista come causa di peccato.

Nella mia esperienza sento che le suore hanno fatto un salto antropologico, un salto culturale. I padri no. Nella loro formazione dovrebbero calarsi di più nella situazione della gente, delle famiglie, fare esperienze con i poveri… capire le difficoltà delle coppie, la problematica della famiglia, delle donne povere, maltrattate, Pensa che la donna ammalate… La chiesa ha già perso gli operai e potrebbe anche perdere le donne.

Giornalista Giovanni Ruggiero

In un'intervista di alcuni giorni fa un giornalista ha chiesto a un vescovo perché il chiede perdono a tutti e non alle donne: cosa ne pensa?

Prima di tutto non condivido questa necessità di chiedere perdono per quello che è successo in tempi passati quando per mentalità e situazioni storiche non si poteva fare altrimenti. Perché chiedere perdono alle donne? Non capisco.

Crede che nella chiesa la donna ha tutto il riconoscimento e spazio per esercitare il suo ministero? Credo di sì.

(da "Femmis", 22/11/02)