Amore ostinato

Ci permettiamo questo titolo, anche se sappiamo di ferire alquanto la ragazza che scrive. Non abbiamo pubblicato la prima mail nella quale lei descriveva il trattamento, a dir poco irridente e sprezzante, del prete-amante di fronte ad un suo grave malessere, perché ci pareva offensivo per tutte le donne… Ma subito dopo qualche giorno sopraggiunge un'altra mail che riportiamo qua sotto. Forse è bene fermarsi un po' a considerare a qual punto giungono le donne quando amano "troppo", come dice un libro femminista. Non abbiamo rimedi da offrire, ma certamente sarebbe urgente un trattamento psicoterapeutico per tutti e due. Chiediamo aiuto a chi legge per dare suggerimenti a Marita. Da parte nostra soffriamo con lei, a motivo della sua situazione psicologica di dipendenza che fa male alla stessa e all'interessato (si capisce, per motivi diversi). Un solo consiglio: fare del bene ad altri, impegnarsi a rendere migliore questo mondo. La Redazione

N. B. Scrivi pure, anche se non pubblichiamo. Ti vogliamo essere amiche.

Marzo 2004

Ciao carissime,

Ho riparlato con il mio prete, mi ha inventato un po' di scuse che io non ho accettato, però l’ho perdonato lo stesso. Lo amo al punto che farei qualsiasi cosa per lui. Gli ho dato un ultimatum: o me o la Chiesa.

Stamattina è venuto a casa mia e dopo una bella mattinata di dolcezza e di amore mi ha detto che io non sono al primo posto nella sua vita, che nonostante tutto il bene che mi vuole sente più forte la sua vocazione e che non riesce a vedermi come "moglie". Non sono arrabbiata con lui, la rabbia e la delusione che sentivo la settimana scorsa è svanita guardandolo in quegli occhi che io amo tanto. D’altra parte amare vuol dire anche lasciare libero l’altro di decidere della propria vita e io non gli posso imporre niente. Abbiamo deciso di non vederci più, per non aumentare la sofferenza di entrambi. Però so che anche se stessimo lontani per anni, io lo amerei lo stesso. Il mio cuore si è chiuso per sempre intorno a lui e lui ne possiede la chiave. Non solo non lo dimenticherò, ma rimpiangerò la sua dolcezza, la sua immaturità, quel suo affidarsi a me in tante piccole cose, il suo dirmi in un fiato "non lasciarmi" e poi un attimo dopo ricordare a me che è un prete. Sarò sempre la sua amante, perché anche se non ci vedremo so di essere costantemente presente nei suoi sogni e nei suoi desideri, così come lui lo sarà nei miei.

Soffro tanto, lo stomaco comincia a farmi male di nuovo e io ho tanta paura di dover tornare in ospedale. Ma perché il Signore permette queste cose? Non ditemi che devo dimenticarlo, non è possibile. Io sarò sempre con lui, lo seguirò da lontano perché voglio essere presente quando lui si troverà nel bisogno. Non posso abbandonarlo.

Un abbraccio, Marita