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Oltre la notizia
Sentivo l’altra sera ad “Otto e mezzo” Alessandra Mussolini. Sì dichiarava in totale disaccordo con destra e sinistra: “tutti presuntuosi, in cerca affannosa di cariche, imbroglioni; tutti si prendono gioco dei pecoroni che li voteranno, eccetera eccetera”. Dunque abbiamo trovata la persona, la DONNA giusta!!! Tutti gli altri truffatori. Il fatto è che anche quelli che siedono in Parlamento, nonché quelli che ci governano, esprimono giudizi orrendi sui loro oppositori. Capita così ovunque. Anche a trovarsi in una comunità tutta spirituale e santa (si fa per dire), si sentono discorsi analoghi: il bene è qua, in questi che parlano, il male è là. Il bello è che, quando ad esprimere un giudizio è un gruppo, la sicurezza di essere dalla parte giusta cresce in maniera esponenziale. Allora? Vigilanza! Stiamo all’erta! Per avvicinarsi alla verità dei fatti bisogna andare sempre OLTRE ogni discorso, scritto o orale, da qualunque parte venga la notizia,!!!!! Il nostro sito, con questa rubrica, vuole lanciare un sano sospetto su tutto (compreso quello che diciamo noi!). La notizia non basta, le testimonianze non bastano. (Leggete sino in fondo). Quale obiettivo ha questa rubrica? Riconoscere che la verità è sempre tras-cendente: una trascendenza immanente nella nostra coscienza, se la sgombriamo da interferenze che ci vogliono inquadrati entro schemi preconcetti… Le idee non sono né di destra né di sinistra, né neutrali: sono frutto di attenzione, partecipazione, discernimento
Documento A: ci giunge da tre comunità, che hanno lavorato sul prossimo referendumDocumento B: due quadretti che presentano un Di Pietro e un D’Alema… stupefacentiDocumento c: la base al potere…..
Documento A Oltre il referendum
COMUNITÀ CRISTIANA DI BASE – ALPIGNANO (TORINO). VIA ROMA 28 - TEL. E FAX O11-9661521. DOMENICA ORE 10 – GIOVEDÌ ORE 21---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- COMUNITÀ CRISTIANA FEDE VIVA TORINO VIA SPANZOTTI 5 TEL. 0113856755 DOMENICA ORE 18 – MERCOLEDÌ ORE 21 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- COMUNITÀ CRISTIANA DI BASE FINALE LIG. BORGOP.ZZA DEL TRIBUNALE 5. TEL. 019690918 DOMENICA ORE 10 – GIOVEDÌ ORE 21 Per uno strano paradosso, accade a proposito dei referendum ammessi dalla Corte Costituzionale in materia di procreazione assistita, che «gli estremi si tocchino», che cioè alcuni soggetti coinvolti nel dibattito si trovino, pur da sponde opposte, ad avere qualcosa in comune: da un lato i sostenitori dell’interpretazione più rigida e restrittiva delle norme in questione e, dall’altro, i fautori di una liberalità sconfinata. Allignano fra i primi i rappresentanti della gerarchia cattolica e anche molti praticanti; fra i secondi molti scienziati oltre che, come è ovvio, coloro che sono toccati in maniera personale dal problema. È normale che, in politica, gruppi di cittadini si rivolgano agli interlocutori pubblici cercando di avere risposte il più possibile concrete ai loro concreti problemi; è questo un antidoto, in linea di massima, nei confronti delle fumosità e del pressappochismo politici; ed è lecito mettere alla prova le persone e le forze politiche a cui si è dato fiducia su questo o quel problema, dalle tasse alla necessità di servizi migliori, dalla sicurezza ai Comuni di montagna, dall’occupazione alle scelte in materia ambientale. Si chiede ai rappresentanti eletti di rispondere a delle richieste, e i rappresentanti devono legiferare in considerazione della cultura che permea una data società. Ma qui il problema è diverso. Non si tratta di privatizzare o meno la Rai né di spazi pubblicitari né di ministeri da sopprimere. In questo caso, come quando si parla di eutanasia o di bioetica in generale, si tratta di mettere in questione la nostra idea della vita. Se l’assenza di una legge in materia di procreazione assistita era pericolosa, e quella attuale denota grossi limiti, almeno in alcune parti, il referendum è anch’esso una soluzione insoddisfacente, schiacciato com’è tra promotori risoluti, oppositori altrettanto profondamente motivati e forze politiche che, mascherandosi dietro la formula del lasciare «libertà di coscienza» (ci mancherebbe!) utilizzano quello che un tempo era uno strumento dei cittadini per regolare i loro rapporti di forza. Così non si va al cuore del problema, che vede una sponda cattolica tutta compresa nel proprio ruolo che tende a dare indicazioni prescrittive ai fedeli (e anche ai non fedeli); e un’altra sponda, «laico-scientista» che, d’accordo con chi vive sulla propria pelle il problema procreativo, vorrebbe il più possibile lasciare libertà agli individui. Gli uni pongono l’accento sulla vita prenatale (l’embrione e i suoi diritti, se non la sua sacralità); gli altri intendono la vita stessa come qualcosa per la quale è lecito sperimentare e lavorare in un’officina tecnologica di grande specializzazione, lasciando prefigurare scenari da fantascienza. Entrambi, a modo loro, parlano di una vita che non vediamo, o che non vediamo ancora. Entrambi sono lontani dalla vita quotidiana degli altri uomini e donne i quali e le quali saranno chiamati a dire in termini secchi che cosa pensano di problemi (la vita e quale vita, la morte e quale morte) a cui, per decenza, sarebbe utile cominciare ad avvicinarsi in silenzio e, per chi è credente, in preghiera. CERCANDO UN RE «…ci sarà un re su di noi! E anche noi saremo come tutte le nazioni: il nostro re amministrerà la giustizia fra noi; marcerà alla nostra testa e condurrà le nostre guerre»(I Samuele 8, 19c-20) I festeggiamenti per l’inaugurazioine del secondo mandato della presidenza Bush hanno ricordato quelli dell’incoronazione dei re nelle antiche monarchie. Il mondo prende atto dell’esistenza di una dinastia politica mai conosciuta negli Stati Unìti. Infatti, nonostante il loro carisma, i Kennedy hanno ottenuto, solo un presidente (John), un ministro della giustizia (Bob), un senatore (Ted). I quattro figli di Franklin Delano Roosevelt non sono mai andati oltre un deputato. Nel caso della dinastia Bush, invece, il nonno è stato senatore per due volte; il padre deputato per due volte, poi direttore della Cia, vicepresidente e presidente per un mandato; un figlio è governatore della Florida, mentre George W. e stato governatore del Texas e presidente per due mandati. Ora, è del tutto evidente, che l’idea di dinastia politica è totalmente estranea allo spirito della Costituzione americana. La dinastia dei Bush è dunque la prova dell’involuzione politica in senso oligarchico subita da questo paese che, fino ad oggi, aveva conosciuto solo quelle del capitale. NELLO stesso giorno dell’investitura di Bush, in Italia, il presidente della Consulta, Valerio Onida, ha parlato dei rischi di concentrazioni pericolose che attentano alla divisione dei poteri e mettono a rischio la vita democratica del paese. Ha denunciato il varo di riforme che indeboliscono i poteri di garanzia, a partire dalla nuova composizione della Corte prevista dalla riforma federalista, e l’indebolimento dell’autonomia della magistratura prevista da quella giudiziaria. Ha denunciato i buchi nel tessuto istituzionale e normativo prodotti da riforme malfatte, come quella del titolo V della Costituzione, e dai conflitti di competenza che ne derivano fra stato, regioni, enti locali. Ha «bacchettato» l’estenuante conflitto tra politici e magistratura che avvelena da anni la vita pubblica. Ha deprecato l’uso e l’abuso dell’immunità parlamentare in luogo di un più sano conflitto sulla libertà di critica e di opinione di cui la sfera pubblica si avvantaggerebbe. INFINE Onida ha sollecitato i mezzi d’informazione a sentirsi parte in causa della posta in gioco costituzionale, difendendo la propria autonomia dai centri di potere politico. Un quadro preoccupante che svela il progressivo decadimento del quadro istituzionale e politico italiano, decadimento a cui non si può porre riparo con queste opposizioni: così, se verrà eletto al Quirinale, l’«unto del Signore» potrà fare il monarca. L’imperatore americano è stato incoronato anche grazie ai vari fondamentalisti cristiani del suo paese, il nostro re in pectore da numerosi fondamentalisti nostrani, privi di ogni fede, ma molto opportunisti, perché in gioco, per loro, non è il bene del paese, ma l’autoconservazione dei loro privilegi.
Documento BDue illustri personaggi (di A. Melocchi)
“Di Pietro è un signore che noi abbiamo eletto in Parlamento e poi ha votato contro il governo Amato, è stato senatore e deputato europeo al tempo stesso e ora tuona contro il doppio mandato, ha fondato un partito con Prodi e poi se n'è andato, si è messo fuori dall'Ulivo e ci ha fatto perdere le elezioni, gli abbiamo chiesto di discutere sul referendum contro il lodo salva-Berlusconi e lui ha raccolto le firme... A proposito di anti-berlusconismo radicale, ha eletto un solo senatore e costui il giorno dopo si è iscritto a Forza Italia. È una persona che si è dimostrata particolarmente inadatta a ogni disciplina collettiva" MASSIMO D'ALEMADa: "L'Espresso" del 24 dicembre 2003 http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=null&m2s=a&idCategory=4791&idContent=383547
PER COMPLETARE:
Documento CDa valutare: La base vuole il potere 1 Dal 26 al 31 Gennaio si è tenuto il V° Forum Sociale Mondiale (FSM) a Porto Alegre, la città brasiliana diventata il simbolo di una incipiente democrazia planetaria, dove i popoli e organizzazioni di lavoratori, di contadini, di ambientalisti, di esperti hanno avuto modo di dibattere i mille problemi del mondo nella più completa autogestione. Il motto è: “Un altro mondo è possibile”. A leggere le varie proposte ed alleanze si nota come i temi siano quelli dibattuti dalla sinistra (estrema); inoltre l’orizzonte in cui ci si muove è del tutto utopistico; e tutto l’enorme programma di… trasformazione del mondo non deve essere affidato a nessun organismo di vertice (governi in testa). La base, la base, la base. Ma la base che prende il potere (come? pacificamente???). Capitalismo, liberismo e neoliberismo sono da abbattere. Il socialismo va superato. Debbono essere protagoniste le masse. Don Chisciotte? A dire il vero, tutti gli uomini e le donne di buona volontà vorrebbero rifare il mondo, correggendo il primo. E’ il massimalismo che ci fa paura …; sono i metodi di un radicalismo estremo che finisce col portare l’acqua al mulino di chi vuol riposare sulle sicurezze, che ci fanno trepidare. Bisognerebbe distinguere tra l’orizzonte che deve essere vastissimo da abbracciare il tutto, e i singoli passi da fare. 2 A partire dall’8 Marzo di quest’anno avrà inizio una Marcia Mondiale delle Donne a partire da Sao Paulo (Brasile) per finire in Africa a Burkina Faso. 3 Ci sono raggruppamenti di base che vogliono incidere sulla trasformazione degli Organismi internazionali, come l’ONU, e studiano le strategie per agire in tale direzione. 4 Interessantissimo l’obiettivo Fame zero…..
*************************** In fondo si tratta di lodevoli tentativi di uscire dalla gabbia delle strutture esistenti per cambiare il mondo a favore dei poveri della terra e non in difesa di chi i beni ce li ha. Ma la notizia più bella è sempre quella che registra un risultato concreto anche minimo. Se questa ci giungesse da iniziative di governi, che magari si adoperassero a collaborare a livello internazionale, sarebbe sempre una bella notizia.
Il “mondo della Chiesa” è analogo. Attenersi alla volontà di FARE la verità, e di farla giorno per giorno, vale per tutti .
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