In dialogo con Stefania

05/10/05

Ciao Ausilia (e voi tutti del sito),

sono Stefania, mi siete stati molto vicino in passato, dandomi consigli a volte duri e quindi difficili da

mandare giù, ma eccomi di nuovo a scrivervi.

Non so quanto tempo sia passato dal nostro ultimo contatto, non ricordo.

Forse risale allo scritto che è in sito....

So per certo che la tua speranza sarebbe quella di trovarmi fuori dalla situazione di cui ti ho tanto parlato.

Non è così. Lui è ancora nella mia vita. In che modo? E' un po’ difficile dirlo.

Quello che posso dirti è che sto imparando ad agire su me stessa, più che su di lui. Le sue reazioni sono una conseguenza delle mie diverse manifestazioni.

Sto cercando con tutte le mie forze e con tutti gli strumenti che ho a disposizione di capire cosa vuole il  Signore da me e per me. Non l'ho capito, ma confido che prima o poi mi sarà chiaro.

La mia vita è piena, ricca di mille cose da cui traggo grande soddisfazione. Il lavoro, le amicizie, le mie attività in parrocchia, la compagnia amatoriale di cui faccio parte (per spettacoli di beneficenza). Il tutto non necessariamente in quest'ordine.

Non c'è spazio né tempo per la disperazione.

Certo ci sono momenti in cui è difficilissimo farmi bastare ciò che lui mi da e vorrei urlare.

Sento in me l'esigenza di un uomo accanto, in tutti i sensi. E cerco di chiedere a lui ciò di cui ho bisogno.

E' difficile fargli capire le cose senza che passino per pretese, ma, col tempo, sto imparando a parlarci.

Stiamo imparando a dirci le cose con sincerità. Per me è più facile, il carattere schietto mi aiuta. Per lui un po’ meno. Tra l'altro i suoi tempi sono a dir poco elefantiaci......

Tra varie vicissitudini che non è necessario spiegare in dettaglio, mi ha detto chiaramente che mi vuole bene, che mi desidera e che ha paura, conoscendosi, che io gli diventi necessaria. Non lo sopporterebbe.

Il perché, onestamente, non lo capisco bene. Dice che il suo essere sacerdote gli impedisce di

permettersi di legarsi in modo particolare a qualcuno (fin qui nulla di nuovo), anche se poi è il primo a ricercare questo rapporto esclusivo che lo gratifica e gli da gioia. Parole sue.

 Non ho inteso mai assecondare approcci fisici ai quali non mi sembra pronto. QUALCUNO mi ha

messo una mano in testa concedendomi questa forza. Sapessi quante volte avrei potuto approfittare della nostra vicinanza... Non mi interessa. E perché poi? Per rischiare che si vergogni?

No, non sono disposta.

Oggi, sì oggi, nel momento in cui ti sto scrivendo, posso dirti che le sue parole sono state "grazie

per quanto di bello e di grande provi per me". Ti sembrerà ridicolo, ma per lui è moltissimo. E lui cosa prova? Domanda a cui non so rispondere. Non sa rispondere neanche lui.

 Mi sono negata per un periodo. Sembrava impazzito. Si è arrabbiato, tantissimo per poi arrabbiarsi con se stesso per il fatto di essersi arrabbiato.

Solite cose...

Ho provato anche a spostare la mia attenzione su altri soggetti. Non c'è niente da fare.

Non sopporto che un altro mi sfiori.

Perché ti sto scrivendo?

Vorrei che mi aiutassi a capire questa cosa.

Rispondimi pure con durezza, se lo ritieni necessario...

Se io avessi una famiglia, un marito, dei figli (cosa che credo essere la mia vocazione), sicuramente non potrei fare tutto quello che faccio. Non ti sto parlando di riempitivi, credimi.

Ti sto parlando di un servizio ininterrotto a persone bisognose, o più semplicemente, una costante

disponibilità verso tutti coloro che amo (esempi stupidi: iniezioni a infermi, spesa, consolazione ad amiche sofferenti). Un servizio alla comunità della Basilica di S. Lorenzo che spazia dal servizio liturgico, all'animazione, dall'organizzazione degli eventi alla stampa dei libretti... Il coro...Il servizio in cucina e poi a tavola per i pranzi ufficiali... I pellegrinaggi...

Inoltre il lavoro in compagnia per la messa in scena dei nostri musical di beneficenza. Attività per la quale è necessario, cucire, costruire le scenografie, incidere le basi musicali, cantare, recitare, provare...

Questa è la mia vita.

Credi possibile che il Signore voglia semplicemente che io faccia tornare a Lui questi numerosi talenti che mi ha regalato, così come mi sforzo di fare?

E che la mia attuale storia sia ciò che, in fondo, consente tutto questo. Una persona che mi vuole bene, non così vicina, e quindi così impegnativa nella quotidianità, da amare semplicemente?

Forse sto vaneggiando....

Aspetto anche te per stabilirlo....

 Grazie, Stefania Salomone

Risposte a Stefania

07/10/05
Cara Stefania,
mi sono commosso nel leggere la tua lettera. E' amore. Serio, sincero, profondo, ma SOFFERTO e DOLOROSO a causa di una legge umana. Lui non ti sta prendendo in giro, come succede in alcuni casi, ma non sa decidersi per profonde ragioni umane e spirituali che lo attanagliano in una morsa dilacerante.
Non so che consigliarti, ma mi viene spontaneo suggerirti di parlargli e chiedergli di vivere un tempo di fidanzamento ritagliandovi vostri momenti.
Che ne dici? Ciao, Ernesto

 

 

Carissima Stefania,
data la tua disponibilità a parlare con tutti i componenti della Redazione e il desiderio di sentire qualcosa che ti aiuti a superare le difficoltà del momento, mi faccio vivo anch'io e con una chiacchierata che, spero, possa esserti utile.
Fa piacere sentire che sei immersa in tante attività e che sei gratificata da esse:
'LA MIA VITA E' PIENA,RICCA DI MILLE COSE DA CUI TRAGGO GRANDE SODDISFAZIONE:IL LAVORO,LE AMICIZIE,LE MIE ATTIVITA' IN PARROCCHIA,LA COMPAGNIA AMATORIALE....'
Meno male, altrimenti il tuo vuoto sarebbe riempito, con ossessione, da quell'amore che non è amore, non è coinvolgimento, non è vita ma solo calcolo, dosaggio, opportunismo e tanta furbizia.Un copione già visto,un amore che fa comodo a chi lo propone, perché non gli costa niente, che costa solo alla partner, del quale non occorre neanche confessarsi perché non ci solo le esternazioni:
'MI HA DETTO CHIARAMENTE CHE MI VUOLE BENE,… E CHE HA PAURA,CONOSCENDOSI,CHE IO GLI DIVENTI NECESSARIA:NON LO SOPPORTEREBBE :IL SUO ESSERE SACERDOTE GLI IMPEDISCE DI PERMETTERSI DI LEGARSI IN MODO PARTICOLARE..'.
A lui va bene così,a lui fa comodo così,sono salvi il celibato e la coscienza!Che importa domandarsi, come semplice cristiano,se è lecito tener legata a sè una creatura ,sapendo che lei ci gioca tutto e ci spera, mentre per sè la vicenda sentimentale è un'andata con già in tasca il biglietto di ritorno ? Lui ti tiene legata,con tutte le conseguenze che seguono:meno entusiasmo e meno dedizione per quello che fai e ,soprattutto,esclusione della possibilità di un incontro giusto,totale ,per la vita.Lo dici tu stessa:
'HO PROVATO ANCHE A SPOSTARE LA MIA ATTENZIONE SU ALTRI SOGGETTI:NON C'E' NIENTE DA FARE. NON SOPPORTO CHE UN ALTRO MI SFIORI'.
Aveva ragione il grande maestro spirituale S.Giovanni della Croce,carmelitano (come lo ero io! ) a dire che nel cammino ascetico verso Dio,bisogna staccarsi da tutto,anche alle piccole cose, perchè che importa ad un uccellino essere legato alla zampa da una fune o da uno spago,dal momento che il suo suo volo è sempre impedito? Mi permetto di far mie le sue alte parole ed applicarle a te Stefania,e domandarti, amichevolmente, a che serve dire:
'NON HO INTESO MAI ASSECONDARE APPROCCI FISICI...QUALCUNO MI HA MESSO UNA MANO IN TESTA....'.
Non serve a te perché le tue ali per volare saranno sempre tarpate, non serve a lui che continuerà a vivere inconcludente e profittatore. Con affetto e stima, Giuseppe Zanon

 

Mi sono affidata alle risposte dei primi due. Ti ho parlato con piacere per telefono. Mi sei sembrata abbastanza matura per avere discernimento. Comunica con noi, e speriamo che anche altre/i ti faccia giungere un pensiero di condivisione ed illuminante, che ti sia di aiuto.

Da me un abbraccio, Ausilia