Riprendiamo un intervento sul silenzio,
molto bello
Riflettendo sul cammino che stiamo percorrendo insieme in Donne Così, mi piace provare a puntualizzare contro quali silenzi di cattiva qualità, a volto solo senza qualità, ma comunque non “di qualità ” io mi sia imbattuta.
La parola silenzio può dire molto, ma soprattutto è parola intuitiva e allusiva: silenzio non può infatti essere sinonimo di non dialogo, perché questo sito non ha mai taciuto, pur impegnandosi a non gridare. E allora, quali silenzi sono senza qualità?
I silenzi senza qualità non sono né maschili né femminili: rappresentano efficacemente lo spaccato di una società che preferisce essere provocata dalle urla e dalle grida, e ignora i dolori e le difficoltà di chi si esprime con pudore ma fermamente, nel tentativo di informare per crescere e non per distruggere.
Come crescere? Ognuna/ognuno può trovare percorsi diversi, ma la meta è ai miei occhi chiara: il divenire persone intere, il raggiungere una pari dignità, non di facciata.
Il burqa del silenzio, il mondo costretto dietro una grata fittizia ma culturalmente incombente, non è riservato a certo Islam, ma è pericoloso portarlo nel cuore: lo indurisce, lo rende freddo, preclude ogni respiro. Per il cristiano preclude quel cuore di carne che può e deve venire toccato dall’alito dello Spirito in pienezza.