Ma guardate che bella esperienza quella del nostro amico Gualtiero Sollazzi, di Carrara,che io ho conosciuto avendogli telefonato per complimentarmi del suo pezzo su JESUS di questo mese, pagina 8, dal titolo:'Meno faciloneria sui preti che lasciano  '.

Vi saluto caramente   Giuseppe

 

Settembre 2005

Carissimo, sono tornato da fuori e così posso rispondere, in ritardo giustificato, alla tua del 13 scorso.

Venerdì partirò per Roma fino alla settimana prossima, per cui se non vedi niente, eventualmente, sai perché.

Condivido quello che scrivi, specie a d. Zega, e mi rallegro delle tue varie collaborazioni per aiutare anche altri a centrare il tema  "preti sposati". Io posso fare poco in questo senso, sia per l'età (71 anni) e anche per una salute non eccelsa; sia perché quel poco che posso fare è stato sequestrato qua in diocesi e in parrocchia: due frontiere (per noi) che mi consentono di lavorare e così costruire mentalità nuove nei nostri confronti. E per ora è così. Il mio lavoro (anche cercato!) è apprezzato, i preti del Vicariato (una trentina) mi hanno nominato responsabile della segreteria vicariale e animatore della pastorale del Vicariato stesso. Sul settimanale diocesana la mia firma è quasi abituale e a nessuno frega niente chi ero: preferiscono valutare chi sono.

Così, credo di alimentare, nel mio piccolo o ultrapiccolo, una mentalità positiva che prenda il posto di una mentalità che ancora nei nostri confronti resiste, ma che può piano, piano, dissolversi.

Speriamolo. Lo faccio non tanto per me, quanto per chi ha fatto o farà come me.

Che almeno possa trovare nella Chiesa un habitat assai, assai più positivo di quello che c'è stato (e c'è, almeno in parte) finora.

Ti saluto, carissimo, con ogni augurio per te, la tua famiglia, il tuo prezioso lavoro.

Con un abbraccio, Gualtiero