|
CONVEGNO DEI PRETI SPOSATI
"Intendiamo dichiarare il nostro fermo impegno a rinnovare la Chiesa e i
suoi ministeri con fedeltà allo spirito del Concilio Vaticano II": un
"rinnovamento che presenta un'urgenza nuova". Lo dicono a chiare lettere i
sacerdoti sposati, nel documento conclusivo del VI Congresso della loro
Federazione Internazionale, svoltosi in Germania, a Wiesbaden, dal 16 al
19/9 e dedicato al tema: "Il rinnovamento dei ministeri oggi". "Noi - dichiarano i sacerdoti che in questo appuntamento si sono riorganizzati in quattro federazioni: latino-americana, filippina, europea e nord-atlantica - confermiamo il nostro amore e la nostra lealtà verso la Chiesa. Non vogliamo in alcun modo creare una Chiesa parallela e desideriamo avviare un dialogo costruttivo con i vescovi". "Vorremmo però aiutare la Chiesa ad essere al servizio del mondo e a non essere fine a se stessa" . I sacerdoti sperano quindi che Benedetto XVI possa finalmente avviare una discussione seria sull'argomento che coinvolga anche i rappresentanti delle varie associazioni di preti sposati. A riaccendere la speranza di un dibattito è stata l'ordinazione, lo scorso agosto, alla diocesi di Tenerife, del pastore anglicano David Gliwitzki, sposato e padre di due figlie, convertitosi al cattolicesimo. Il caso di questo sacerdote nativo dello Zimbabwe non è un fatto straordinario. Durante il pontificato di Wojtyla 200 sacerdoti anglicani si sono convertiti al cattolicesimo e hanno ottenuto da Roma una dispensa per il celibato. Il punto è: "una volta che si accetta che ci possano essere eccezioni", ha rilevato Proconcil, il "Coordinamento dell'iniziativa internazionale verso un Nuovo Concilio", vuol dire che "non è una questione completamente inammissibile" e si potrebbe "generalizzare quella che al momento non è che una significativa eccezione in una regola intransigente". Chiedono perciò al papa che "prosegua e approfondisca questi cambiamenti in dialogo con l'insieme della Chiesa". Magari in un Nuovo Concilio a Roma con tutti i vescovi del mondo. Sulla vicenda Gliwitzki si è espresso anche l'autorevole l'abate di Montserrat, Josep Maria Soler, ammettendo che vedrebbe di buon occhio un dibattito sulla soppressione del celibato: "è sempre positivo poter discutere di queste cose" ha detto, e ha avanzato l'ipotesi che all'interno della Chiesa "potrebbero coesistere due modi di essere sacerdote, come nelle Chiese orientali," (dove il celibato è obbligatorio solo per i vescovi). "L'ordinazione presbiterale e il celibato - ha spiegato - sono due cose differenti che possono coesistere oppure no": la Chiesa occidentale "vuole che coesistano", ma "in altre Chiese non è così". (33005. WIESBADEN-ADISTA)
|