Non dimentichiamo i diritti mancati delle altre donne

"Oggi leggiamo quindi con interesse e condivisione, e scegliamo volutamente di nominarle, le molte storie di donne che dall'Africa pił povera rivolgono un pressante appello ai potenti del G8 riuniti in Scozia: Elizabeth Nyanokwi coltivatrice di tabacco in Kenia, Annet Akugizibwe preside di una scuola elementare in Uganda, Justine Chesange coltivatrice di caffč in Uganda, Abiba Gyarko coltivatrice di pomodori in Ghana, Rustica Banda ostetrica in Malawi, Aderonke Afolabi educatrice sieropositiva in Nigeria, Sabina Nicholas infermiera in Tanzania e Lynette Karen coltivatrice di canna da zucchero in Kenia (vedi Internazionale, n° 597 1-7 luglio 2005); altrettanto esprimiamo soddisfazione e partecipazione con le donne che nel mondo islamico si battono per il riconoscimento dei diritti delle donne e con coraggio sfidano il fondamentalismo: Rania Al Yasin, palestinese regina "non ornamentale" di Giordania, Kalida Messaoudi Ministra della cultura algerina perseguitata dai "guerrieri di Allah", Massouma Al Mubarak Ministra in Kuwait che sfida l'integralismo mussulmano del suo paese, Zahira Kamal Ministra dell'Autoritą nazionale palestinese, leader di una Intifada al femminile" (L'Unitą 3 luglio 2005, pag. 10).