
Cosimo, una persona disponibile ad aiutare
Lettere da leggere attentamente. Può darsi che
qualcuna/o accolga l’appello…
Agosto 2004
Mi chiamo Cosimo, ho 58 anni, e vivo in provincia di Salerno a S. Cipriano picentino, a 13 Km circa dal centro urbano di questa città.
Sono un ex che non ha
avuto molto bisogno di sostegni esterni, per sua fortuna, quando ha deciso di
uscire dalla vita religiosa. Ho potuto da subito sostenermi,
puntando a creare una comunità con altri
amici, per vivere nella semplicità lo spirito del vangelo e delle prime
comunità
cristiane. Poi siamo rimasti soli io e mia moglie, ed abbiamo continuato ad
aprire la nostra porta a tante accoglienze, quelle che il Signore ci mandava e
l'ampiezza della casa rendeva possibili.
Gli inizi risalgono al lontano 1980, ma senza andare troppo per le lunghe, arrivo al punto in cui sono oggi. Da quando ci mettemmo insieme, io e Giovanna, mia moglie decidemmo che la nostra sarebbe stata una famiglia aperta, disponibile ad affidamenti o adozioni, per rendere visibile già nella nostra famiglia il progetto di Dio per l'umanità: siamo tutti suoi figli, la paternità/maternità non è soprattutto fisico-biologica ma di cura, di attenzione e di amore, per tutti i figli dell'uomo.
Non abbiamo avuto figli nostri, ma la mia famiglia è composta di 5 figli, e la prima è una ragazza in carrozzina gravemente handicappata che aveva 4 anni quando la prendemmo, ora ne ha 24. Nel frattempo, preoccupati di dare un futuro a questa nostra figlia abbiamo promosso e realizzato un Centro di lavoro e poi una casa famiglia per l'accoglienza di persone in situazione di disagio.
Oggi tutto questo è una realtà. Stiamo per terminare una struttura tutta nostra in cui potranno trovare adeguato spazio sia il Centro di lavoro, sia la Casa.famiglia per l'ospitalità di 5, o 6 persone che ne hanno bisogno.
Vengo al dunque. Esattamente 8 mesi fa, il 12 aprile u.s. mia moglie, colpita da tumore all'intestino, mi lasciava per tornarsene al Padre. Il Signore conceda a lei il meritato riposo nella gioia dei santi. Io però, con tutto il carico di lavoro che ci eravamo costruiti, sono rimasto solo.
Come avrete capito non ho
problemi economici. Avendo vissuto sempre nell'essenzialità e
nella totale disponibilità ad accogliere e farci carico dei poveri, la
solidarietà intorno a noi non è mancata.
Oggi a
me manca la persona con cui dialogare e progettare insieme il futuro,
manca una guida per i miei figli, una persona che si faccia carico della mia
casa, e appena terminata la struttura di accoglienza, una persona che assieme
a me voglia condividere la vita di quanti il Signore ci manderà nello stile
della condivisione e dell'accoglienza umana e
cristiana che sa vedere
in chi bussa alla propria porta il volto di Cristo sofferente.
Non sta a me sottolineare la grandezza e la bellezza di un servizio agli ultimi come quello che ho messo in piedi e sto realizzando. Qualsiasi pur breve esperienza in realtà come la mia può rendere certi di questo.
Questa mia lettera credo
possa essere intesa come un appello e un grido di aiuto, ma anche come
un'offerta ed una proposta di autenticità e di forte testimonianza di vangelo
vissuto, a chi non intende più continuare a vivere soggiogato dalle anguste
regole della struttura ecclesiastica ma
voglia continuare a testimoniare il suo amore a Cristo negli ultimi e negli
esclusi.
Vorrei chiarire che non intendo offrire lavoro, né quindi assicurare stipendio, ma proporre una condivisione di ciò che io ho e di quanto sinora ho realizzato. Conoscete una donna, matura e forte che abbia voglia di impegnarsi in una impresa di questo genere? Volete proporre a qualcuna questo mio appello, come l'opportunità di farsi un'esperienza di condivisione reale? Grazie!
Grazie, comunque vada a finire questo mio appello-sfogo. Grazie, perché ci siete, finalmente, e grazie per quanto riuscirete a fare.
Credo sia superfluo sottolineare quanto grave sia il
problema al quale vi state attrezzando a dare risposta e quanto ingiusto sia
il sistema che pone in essere situazioni di abbandono e di miseria, come
quelle che hanno per protagonisti tanti ex, soprattutto donne. Davvero il
regno di Dio
e la Chiesa di Gesù sono altra cosa dalla struttura gerarchica, spesso
settaria, cieca e sorda, ma soprattutto incoerente e traditrice della parola
di Gesù di Nazareth. Se dessimo valore reale a quel provocatorio ed esigente
"avevo fame e mi avete dato da mangiare ..." sì che la
Chiesa e il mondo con essa cambierebbe.
Tanti cari auguri ed ancora grazie, Cosimo.
Ottobre 2005
Carissimi, vi mando la lettera con la quale mi rivolsi alla CHIF appena la ritrovai su Internet e ad Ausilia, quando trovai il sito Donne così. Potrei aggiungere che attualmente la casa è quasi finita. Ho bisogno di completare la fossa biologica, con annessi e connessi e la sistemazione esterna con l'illuminazione. Spero entro un mese o due al massimo di poterla inaugurare. In questa casa ci saranno le ospiti che già ho in una struttura presa in fitto: sono 5 donne con problemi psichiatrici, ed il Centro di lavoro che ospita 20 ragazzi diversamente abili, nella forma del diurno: vengono presi al mattino col pulmino verso le 8 e riportati a casa dopo il pranzo ed attività di gioco ed animazione alle ore 16. I miei figli sono cresciuti nel frattempo; la più piccola ha 18 anni, deve fare la maturità quest'anno.
Nella casa ci sono sicuramente una o due stanze libere per ospiti occasionali che volessero farsi una esperienza o avessero bisogno di fermarsi a riflettere, per alcune settimane o qualche mese sul proprio futuro ed organizzarsi. Complessivamente la struttura abitativa è di circa 650 mq: un piano per il lavoro e le feste, grande di circa 150 mq, con un forno per le pizze. Una zona giorno con sala da pranzo cucina e 2 stanze di servizio, oltre i bagni; 2 livelli per la zona notte, con 13 stanze, alcune singole, altre doppie, con una capacità totale di posti letto, tra 18 e 20.
Se pensate che tutto questo è stato fatto da privati cittadini con l'aiuto esclusivo di alcuni amici, senza alcun contributo pubblico, credo che sia già questo un miracolo della provvidenza di Dio.
A presto, Cosimo
4 ottobre
Vi ho mandato i miei dati che già conoscete. Nella misura in cui posso essere utile. Mettetemi al corrente dei problemi e fatemi partecipe dei bisogni.Se possono coincidere con i miei e risolvere entravi, bene, altrimenti sono sempre contento di dare una mano in qualche modo! Grazie,Cosimo
Una risposta
Caro Cosimo, i bisogni sono tanti, e purtroppo molti si fanno vivi momentaneamente, poi, visto che non trovano un punto fermo di riferimento si eclissano con amarezza e rabbia. Certamente è cosa buona avere persone che si interessano dei singoli casi, ma non si tratta di avere un sussidio una tantum. Eppure potresti esserci di prezioso aiuto. Potresti avere con noi che lavoriamo attorno al sito un rapporto tale da pensare insieme come fare... Intanto giro la mail a stretti collaboratori. Comunicheremo ancora.
Ciao, Ausilia