Newsletter Luglio 2005

 

Consapevoli che un sito oggi vuol dire un luogo di incontro, di scambio di esperienze, di progettazione e quant’altro, anche la sosta estiva che faremo ci invita a fare il punto della situazione.

“Donne contro il silenzio indica un modo di essere delle persone che lo conducono e che gli si affezionano. Il gruppetto redazionale si estende oltre se stesso a coloro che, pian piano, fanno parte organica di un comune progetto.

Vorremmo che questa estensione fosse ancor più accentuata. Basterebbe inserirsi nei discorsi che mese per mese andiamo conducendo. Una pluralità di pareri aiuta a trovare il migliore. Dunque scriveteci scriveteci scriveteci. Su qualsiasi argomento trattato o che credete opportuno trattare..

Una parola sui criteri (questi si vanno precisando lungo il cammino; crescono con noi).

L’impressione di chi legge la corrispondenza è che raccogliamo doglianze.

Il verbo “raccogliere” non è tra i più appropriati. Ascoltiamo, è vero, ma non lasciamo dire soltanto. Cerchiamo di riflettere insieme perché le crisi siano superate; per guardare in avanti, per irrobustire la volontà, per trovare amicizia, per ri-generare la propria vita. Non basta il ritrovamento dell’equilibrio psichico. Vorremmo che ci si aprisse ad una visione meno unilaterale delle proprie sofferenze e… rabbie. E certamente chi ha la fede, ha maggiore possibilità di ritrovare nella propria interiorità la capacità di ESSERE PIU’ GRANDE DEL PROPRIO DOLORE.

Operando laicamente dal basso, e cioè senza supervisioni ecclesiastiche (ma non per supponenza!), la fede è l‘ambito spirituale nel quale ci muoviamo, quando dal particolare ci solleviamo ad una visione più ampia e compiuta. D’altra parte, provenendo da un’esperienza di vita religiosa (le persone che non ce l’hanno, possono se vogliono assimilarsi a noi), non abbiamo deposto la fede nel cassetto. Cerchiamo piuttosto altri equilibri, indirizzando i valori che ci nutrono là dove troveranno un terreno adatto a farli fruttificare.

Perciò siamo certi di essere  presenza anche nella chiesa e nella sua vita, perché quel che facciamo silenziosamente attraverso il web è un modo per vivere il nostro carisma evangelico.

Questo non spaventi nessuno! La libertà di spirito che ci siamo conquistata è il bene più prezioso che non vogliamo smarrire. Né la nostra “ecclesialità” (per altro misconosciuta… tranne che per coloro che ritornano ai vecchi paradigmi) ci impedisce di veder chiaro su ciò che non va, dal momento che siamo le persone che più tocchiamo con mano insufficienze strutturali che reclamano riassetti, che purtroppo ancora non intravediamo. Ecco perché sogniamo un nostro modus vivendi coerente con le nostre scelte e non intaccato da inutile spirito distruttivo (di ciò che conta). Non ci facciamo vanto (per portare un esempio) della coppia Monteasi che in quel di Napoli fa ciò che preti diocesani e monsignori non fanno, e il Vescovo li ritiene preziosi. Li consideriamo esemplari, come tanti altri, aiutanti assidui di parroci o impegnati in altre attività eccelsiali, ma attendiamo il momento che questo “FARE” riveli l’ESSERE. E non perché venga riconosciuto questo o quello, ma perché vengano riconosciuti i carismi della categoria. A fare quel bene è questo prete sposato, questa donna che gli sta accanto, questa ex-suora. La lucerna deve stare sul moggio, deve far luce sulle possibilità inedite della Chiesa.

Ci siam fatti prendere la mano questa volta, ma parliamo dall’abbondanza del cuore.

Intanto non manchiamo di ricordare che la prima cosa che ci sta a cuore è l’aiuto fraterno. Facciamo la nostra rete di solidarietà (vedi…): che sia robusta, continua, tenace. Adottiamoci a vicenda. Ricordiamoci che  poveri sono più capaci dei ricchi di DARE…

Buone vacanze!

Leggeremo la  prossima news ai primi di ottobre: in un sito radicalmente rinnovato. Già Joelle ci sta lavorando. Attendiamo le vostre lettere.

La redazione

(in ordine alfabetico):Joelle Cerfoglia , Ernesto Miragoli , Ausilia Riggi , Giuseppe Zanon