Le lettere di C. rispecchiano tutto un mondo sommerso di donne innamorate del prete che vedono leader benefico tra tanti, ne sono entusiaste e si rafforzano nell'idea della sua sacralità. E il gioco della sublimazione continua tra pause di scoraggiamento e momenti di esaltazione. Una tipologia interessante che qui in sito ci voleva per avere un quadro il più completo possibile del rapporto Donne-Preti. Rispettiamo molto la posizione di C. e accettiamo la sua collaborazione, a patto di non pretendere che le mandiamo le lettere: Si inserisca, piuttosto, in tutto ciò che il sito pubblica. Se è vero che manteniamo una corrispondenza privata accanto a quella pubblica, il fatto riguarda unicamente noi della redazione, che ci confrontiamo e conduciamo una seria ricerca. Di più non possiamo fare. Una nota: Augurarsi che preti e suore possano sposarsi? Anzitutto le suore, così come sono - parte organica di un'istituzione in cui si fanno i voti - non possono chiedere di far parte di coloro che, tra l'altro, scelgono di non sposarsi, e nel medesimo tempo volersi sposare. Altra cosa è per il prete, nel qual caso va distinto il ministero dal celibato. La Redazione

Agosto 2004
Cari sella redazione,
ho dovuto pensarci un po'. Ma premetto che si tratta soltanto di un mio parere personale, che non giudica in nessun modo le scelte fatte da altre persone. Leggendo le numerose lettere che sono state pubblicate sul sito, mi è sembrato di aver capito che la maggior parte delle donne trovatesi nella mia stessa situazione e che non sono riuscite a realizzare il proprio sogno, non abbia accettato la realtà dei fatti. Io faccio del volontariato in diversi luoghi religiosi e credo di essermi rassegnata: perché? Perché? io non mi sento di portare via ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, ma anche alle famiglie, agli anziani e ai bisognosi il loro educatore, o se vogliamo meglio definirlo, il loro secondo papà, il loro sostegno materiale, morale e spirituale.
E' una scelta altruistica (ma visto che mi do da fare per gli altri, non vedo perché avrei dovuto fare diversamente). E' anche vero che se la Chiesa avesse concesso ai preti il matrimonio forse le cose sarebbero andate diversamente. Ci sarebbero meno ragazze sofferenti, meno sacerdoti lacerati e soprattutto più vocazioni. Questo lo ammetto. Ma quello che forse vorrei far notare è che non si può sempre pensare che la colpa di tutto ciò sia da attribuire alle Istituzioni Ecclesiastiche, ma piuttosto al nostro destino, alla necessità di crescita di ognuno di noi. Chi lo sa? Probabilmente è proprio Lui che non vuole che determinate ragazze (e ci sono anche io in mezzo) raggiungano il loro scopo (se così lo si può definire) perché i suoi progetti su di noi sono diversi.
Per stare bene in questo caso, bisogna accettare la Sua volontà; bisogna lasciarsi guidare da Lui.
Non è facile, lo ammetto, anche per me, e ci sto provando con tutte le mie forze. Credo che se Lui vorrà, tutti questi ostacoli crolleranno e allora saranno permessi anche i matrimoni di preti e di suore.
Questo è il mio pensiero, che chiaramente si adegua alla mia scelta (di sofferenza). Ma capisco anche chi invece si trova in una situazione diversa che non accetta e ciò lo porta a soffrire ancora di più. Bisogna pregare tanto e aiutarsi a vicenda per quanto possibile.
Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma il tempo che ho a disposizione mi ha permesso di scrivere solo questo.
A presto. C.

Da una risposta:
Ti dico brevissimamente (apro una fessurina) che cosa penso io: l'equivoco che l'amore di Dio si frapponga ed opponga, all'amore umano, va smontato, ma non sostenendo una sorta di assolutezza dell'amore umano contro l'assolutezza dell'amore divino, bensì mostrando, soprattutto con la vita, che amare Dio è così essenziale che non può essere privilegio di nessuna categoria. Le categorie hanno una loro funzione, ma nella sostanza quel che conta è dare un forte senso alla propria vita, d essere di aiuto al prossimo. Le conseguenze di questo discorso sono molte... A te svilupparlo, se te la senti.

C. riprende il discorso:
….
Grazie ancora per avermi ascoltata. Volevo fare i complimenti per il sito, per la grande volontà nel gestirlo e per l'aiuto sincero che state dando a tanta gente in difficoltà... Credo che il buon Dio se ne ricorderà sicuramente....
Per ciò che riguarda me e per quanto ti possa essere utile (compatibilmente con i miei numerosi impegni), accetto di rispondere alle lettere che mi invierete per cercare di sostenere, confortare per quanto possibile, altre donne con i medesimi problemi (se non ci si aiuta tra di noi.... chi lo potrebbe fare?!?). Vi chiedo soltanto (e in questo so di ripetermi), di non divulgare la mia storia (e' già difficile cosi'....; se lui venisse a scoprire che mi sono rivolta a voi e soprattutto se si sapesse là dove lavora adesso....beh non avrei più il coraggio di farmi vedere...., e mi dispiacerebbe tantissimo perché mi trovo bene).
A presto, C.