Natale 2005
Per una Parrocchia “Sconfinata”(ovvero “senza confini”)
Un saluto fraterno dal paese che non c’è, dalla parrocchia “s-confinata” della comunità dei fratelli e delle sorelle che s’incontrano nel cuore (cfr. significato biblico di “cuore”)… A tutti uno Shalom-Saalam per il nuovo anno. Questo messaggio (strano) che state leggendo è una proposta (ancora allo stato germinale) di incontro (in rete) di tutti coloro che si sentono Popolo di Dio “nonostante tutto e… tutti”, che si sentono discepoli di Gesù e dei profeti; uomini e donne animati dallo stesso Spirito del maestro, Spirito che in tempi e luoghi diversi ha parlato attraverso profeti e santi, e continua oggi a parlare nella vita dei piccoli e dei semplici. Questo messaggio è titolato “parrocchia Sconfinata”…C’è un motivo… Parrocchia dice, nella etimologia (para oikos), l’essere presso le case, lo stare attorno all’abitato, l’essere dentro e nello stesso tempo fuori, sentire il fermento della vita degli uomini ma non occupare il centro, essere nel mondo ma non sopraffatti dalla logica del mondo… Sconfinata perché questa parrocchia non ha bisogno di confini, di linee amministrative, di registri, di burocrazie, di capi e di gregari… Qui s’incontrano tutti quelli che ci stanno; non esistono patenti di bontà, nessuno è scomunicato e nessuno scomunica, tutti si cerca di darsi una mano (seppur per alcuni virtuale) e tutti sono responsabili di se stessi e (un po’) degli altri. Qui nessuno predica perché tutti lo possono fare, e nessuno ascolta (annoiato) perché liberamente tutti possono interessarsi a ciò che pensano gli altri. Insomma questa parrocchia è degli uomini e delle donne liberi e liberati nello Spirito. E’ una proposta che bisogna (se si vuole) riempire di contenuti, far “girare” (anche aiutati dalle possibilità della rete… ma in quale modo?), rendere viva e adulta per noi e per “chi ci sta”…
In questi giorni del Natale la vita di Gesù diventa, per noi, paradigmatica: per Lui non c'era posto nell'albergo (quando nacque), morì fuori le mura della città sul luogo detto Golgota… Non c’era posto… Fuori le mura… Coloro che non hanno posto, chi muore fuori le mura, costoro sono i miei fratelli e le mie sorelle…, di costoro (e non di saccenti burocrati del sacro, né di pii ipocriti) è fatto il popolo della luce che cammina verso il futuro di Dio.
A presto…
Shalom lekem
Salam alekum
Pace a voi fratel Ciro
P.S.
Se ci state a continuare e a far crescere questa “proposta” scrivete e “offrite” idee.
Chi non vuole ricevere questo tipo di messaggio me lo scriva e non lo …disturberò.
I contenuti sono nostri… Ognuno se ne faccia carico.
Carissimo Ciro,
c’era da aspettarselo. Tutti coloro che hanno idee ed esperienza di investitura sacra (anche se le persone prendono ormai le distanze dal sacro clericale), compresa me che ho avute investiture simili, quando riprendono (riprendiamo) quota, tirano (tiriamo) fuori iniziative e si mettono (ci mettiamo) in un pulpito povero povero, ma pur sempre da maestri. Io per prima, ripeto!!!!!!
L’esperienza che ho dei preti sposati è davvero larghissima. I migliori fanno cose analoghe (non simili) a quelle che fai tu. Me ne rallegro di cuore. La tua iniziativa è bella. Ti auguro che possa raccogliere adesioni. Io, da parte mia, sono adepta di tutti e di tutte le iniziative: naturalmente il mio è ecumenismo sui generis, perché la mia parrocchia è formata da tutti/e coloro che hanno avuto esperienze simili a quella mia e di Giacomo, ed HANNO BISOGNO, a cui venire incontro principalmente con l’amicizia.
Sono a Messina, ma senza telefono e senza gas, e perciò, soprattutto perché incidentata (sono stata ingessata, eccetera), in casa di mia nipote.
Vi ricordo con grande affetto, Ausilia