Il fine giustifica i mezzi?
COPENAGHEN - Voleva essere un'abile strategia di mercato, ma ha prodotto un incidente diplomatico tra due stati sovrani. E' l'iniziativa promossa da un'azienda di moda danese, la "Fighters and Lovers" che ha messo sul mercato delle T-shirt che inneggiano alla lotta armata portata avanti in Colombia dai gruppi ribelli della Farc e in Palestina dal PLFP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina). I due gruppi armati da decenni combattono per la "liberazione" dei propri paesi: il primo è da 40 anni in lotta con il governo colombiano, il secondo invece è stato protagonista di tanti attacchi suicidi nei territori israeliani e ha come scopo la distruzione totale dello Stato d'Israele.
STRATEGIA - L'azienda afferma che donerà cinque
euro per ogni maglietta venduta ai due gruppi armati che hanno ispirato
l'iniziativa. Naturalmente la notizia non è stata accolta bene dal governo
colombiano che ha protestato ufficialmente contro il governo Danese. "Il
finanziamento di gruppi terroristici" ha detto il ministro degli esteri
colombiano Carolina Barco "è inaccettabile e va contro tutte le legge
internazionali. Comunque il nostro ambasciatore ha contattato il governo danese
e gli abbiamo inviato una nota di protesta e soprattutto gli abbiamo chiesto una
spiegazione".
CAUSA - Gli stilisti però credono nella loro
giusta iniziativa: hanno sottolineato che gli ispiratori dei nuovi capi sono la
militante palestinese Leila Khaled e il leader dei ribelli colombiani Jacobo
Arenas e che parte del guadagno finanzierà la stazione radio in Colombia della
Farc e uno studio grafico nei territori palestinesi.
LEGGI - L'azienda probabilmente si dovrà
scontrare con la legislazione del proprio paese. Secondo una legge del 2002
chiunque si trovi direttamente o indirettamente coinvolto nel finanziamento a
gruppi terroristici può essere condannato a pene superiori ai 10 anni di galera.
Ma l'azienda non demorde. "Non abbiamo paura di essere portati alla sbarra e
condannati. Sono i clienti che decidono di comprare le nostre maglie e quindi
sono loro a voler finanziare questi gruppi" dice Bobby Schultz, portavoce
dell'azienda. "Inoltre abbiamo ragione perché combattiamo per dei valori come la
giustizia e l'educazione, per i quali sia la Farc sia il PLFP non hanno mai
smesso di lottare".
(Francesco Tortora Corriere 21 gennaio 2006)