Da LA PAROLA AI LETTORI

Tuesday 03/07/2006 5:15:56pm
Name: dani
Comments: Ma perchè tanta paura? Ci vuole coraggio da parte vostra. Imparate da Berlusconi. Quello che conta è parlare, discutere, essere visibili!!!!
"Che se ne parli bene o male l'importante è parlarne! Per trovare questo sito mi ci è voluto un sacco di tempo. Il mondo non vi vede. Volete instaurare un dialogo con la Chiesa sul celibato? Così non farete mai nulla. Scegliete la via della visibilità. Prima di tutto bisogna che la gente si accorga di questi problemi. I laici badano alla loro messa e basta. Bisogna aprirgli gli occhi! Le alte gerarchie stanno bene così. Se nessuno prende VISIBILMENTE in mano la situazione sarà sempre peggio. Non nascondiamoci in internet. é un ago in un pagliaio. Sfruttiamo i giornalisti. Provochiamo. Io sogno tanti preti, suore, laici sensibili seduti in piazza s. Pietro che chiedono un dialogo, delle risposte, CHE FANNO NOTIZIA. Bisogna che si inizi a discutere.... Non abbiate paura!! voi avete tuttigli strumenti

 

Cara Dani, il tuo discorso non fa una grinza dal punto di vista  di tutte le cose umane. E certo la nostra questione è umana!
Ma non solo, mia cara.
Mi chiedo a che cosa servirebbe un cambiamento della  Chiesa ottenuto con mezzi e strumenti politici, sia pure corretti.  Certo, si può ottenere che vengano rispettati i diritti umani, quali quello della possibilità di sopravvivere all’abbandono della  ministerialità con mezzi materiali adeguati in modo da poter condurre  una vita normale con “pane e lavoro” assicurato. Si possono ottenere  riconoscimenti vari, come il diritto di insegnare anche nei luoghi- sacri della cultura, eccetera.
Ma circa il cambiamento radicale della  legge celibataria nessuno di noi, credo, la vorrebbe ottenere "per la durezza del cuore”, come si dice nella Bibbia dell’Antico Testamento circa la concessione del divorzio; nessuno vorrebbe un cedimento della
Autorità ecclesiastiche perché “si brucia” nella carne, come dice San  Paolo riguardo a coloro che non possono fare a meno del matrimonio (sarebbe meglio dire del “sesso”); e nessuno accetterebbe, vorrei  sperare, un Ministero presbiterale di serie B rispetto a quello celibatario.
Ecco, cara: è in gioco un fatto spirituale di valore straordinario: l’atteggiamento evangelico di Gesù circa la purezza del cuore…, che ribalti la concezione della sessualità nella chiesa (e,  ripeto, non in nome di cedimenti). Ne va di mezzo l’impianto
strutturale della Chiesa cattolica, tanto è vero che coloro che si  fanno sentire, abbracciano nella loro critica ribelle questioni di  fondo…
Concentro il discorso: non c’è rapporto tra le rivendicazioni  umane e quella rivoluzione globale delle menti e dei cuori in grado di  porre al centro valori contrapposti a quelli terreni. Il matrimonio dei preti, stranamente, dovrebbe essere incluso in questa conversione  totale. Il matrimonio non è l’anti-sacro, è risposta alla chiamata  biblica: “non è bene che l’uomo sia solo”. Questo si otterrà, sempre in  maniera parziale, come avviene per tutte le realtà terrene, con l’ esemplarità e la coerenza di vita di chi non accetta compromessi e  abbandona il ministero per coerenza tra apparenze (che si salverebbero conducendo una doppia vita) e scelte di vita.
Cara, non ci vuole una  legnaia in fiamme per incendiare una foresta; basta la capoccia sfregata di un fiammifero.
Questo, almeno, noi ci proponiamo. SENZA  TRASCURARE DI SOLIDARIZZARE CON TUTTE LE ALTRE FORME VOLUTE DA QUESTA O DA QUELLA PERSONA PROVATA PER VIA DI UN CANONE CELIBATARIO. Vogliamo  essere accanto a ciascuno/a che soffre per questa causa. E vorremmo  avere la forza di alleviare tanto le persone che subiscono (per lo stesso motivo) disagi di vario genere. La solidarietà tra noi la  vorremmo gridare sui tetti. Puoi insegnarci un metodo per farlo?????
Grazie, Ausilia