Cosa è l’omosessualità

di Anna Sacco

 

Oggi si fa un gran parlare della Omosessualità, tanto che è diventato, più o meno direttamente, argomento politico, sollevando l'opposizione della Chiesa Cattolica fino al punto di arrivare a risollevare la "Questione Romana". Ma in tutto questo parlare di "omosessualità" cosa sia veramente. E' vizio? E' disordine mentale e comportamentale? E' una malattia? E' semplicemente una variante del comportamento umano? Sicuramente appartiene a quel campo delle "diversità" non pienamente riconosciute nonostante "Nell'ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) l'omosessualità non occupa più alcuna casella diagnostica. Questa posizione è stata fatta propria anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1993. Così, sul piano scientifico è stata posta fine alla criminalizzazione, colpevolizzazione e medicalizzazione di questo frequente comportamento umano. Malgrado ciò, permane un atteggiamento discriminatorio e pregiudizievole di rifiuto, condanna e patologizzazione dell'omosessualità." (http://www.benessere.com/sessuologia/omose.htm)

L'Omosessualità è, quindi, un orientamento sessuale di chi è attratto emotivamente, fisicamente e sessualmente da individui dello stesso sesso, e che - contrariamente a quanto si dice - è fortemente caratterizzato dal desiderio di costruire una profonda relazione con la persona dello stesso sesso e non esclusivamente a fine di atti sessuali.

In quanto orientamento sessuale esso coinvolge sia le persone di genere maschile che di genere femminile.

Quindi quando parliamo di "omosessualità" stiamo parlando di "omo" affettività, dove "omo" dal greco sta per "uguale", "stessa". In altri termini essa rappesenta una delle varianti dell'espressione di "amore" fra persone che, nella logica, ha la stessa valenza e lo stesso valore di qualsiasi altro tipo di affettività.

Il fatto che l'Omosessualità sia pregiudizialmente definita "sterile" la condanna come "contro natura", poiché si ritiene assiomatica ed assolutamente vera quella legge che impone a tutti gli esseri il dover essere per la sopravvivenza della specie! Sarebbero contro natura tutte le donne che hanno tolto l'utero, quelle sterili, quelle per un qualsiasi motivo non hanno avuto figli? Tutte le coppie etero senza figli sono quindi contro natura? Ma chi lo ha detto che il fine della relazione fra due persone è finalizzata alla procreazione? Va da sé che il "crescete e moltiplicatevi" non può essere usato come argomento, anche perché di fronte alla morte quotidiana di oltre duemila bambini, quanto meno questo argomento sa di una ipocrisia e di una faziosità allucinante.

Attualmente alle persone omosessuali sono negati diritti assolutamente ovvi, quali quello di poter vivere la loro affettività apertamente senza essere discriminati sul posto di lavoro, di poter condividere pienamente un progetto di vita con il proprio patner, cioè poter acquistare una casa insieme, poter essere curato ed assistito in caso di malattia o in caso di carcerazione, la reversibilità della pensione e dei contratti di affitto, o di altro tipo. Mi chiedo: cosa e a chi lederebbe dare questi semplici diritti non solo alle persone omosessuali, ma a tutti?

Bacio, Anna