Analisi politica non di parte

La settimana di fuoco di Silvio Berlusconi

 

 
Quella con la quale ha di fatto inaugurato la campagna elettorale, spostando l'attenzione più che sui risultati portati a casa dal governo, o sulle promesse o minacce della sinistra, sugli intrighi politico-giudiziari connessi alla scandalo Unipol-Bnl.
Una svolta, anzi un blitz, culminato nella deposizione di Berlusconi alla procura di Roma e poi negli interrogatori di Antoine Bernheim e degli altri vertici delle Assicurazioni Generali. Che cosa resta? E che conseguenze ci saranno nelle prossime settimane?

AZIONISTA STRATEGICO
Secondo l'opposizione l'iniziativa si è risolta in un mezzo fiasco, se non in un boomerang. Dagli interrogatori è emerso che i leader del centrosinistra avevano incontrato il presidente delle Generali (azionista strategico della Bnl) nei giorni caldi delle scalate bancarie, e mentre l'Unipol preparava la sua all'istituto romano. Ma di «incontri conviviali» si sarebbe trattato, con nulla di penalmente rilevante.
A un'analisi più attenta, e non partigiana da una parte o dall'altra, questa versione minimalista regge poco. I vertici ds e unionisti non sono stati coinvolti nelle inchieste, e probabilmente non era questo l'obiettivo di Berlusconi. Tuttavia si è alzato un sipario, o un velo, sui rapporti tra il Botteghino e gli ingenti capitali accumulati da Giovanni Consorte, l'ex presidente dell'Unipol, ideatore della fallita scalata alla Bnl.

RAPPORTI DA CHIARIRE
Rapporti che restano tutti da chiarire. Perché il tesoro di Consorte e del suo vice Ivano Sacchetti, come nel frattempo sta accertando la procura di Milano, già rilevantissimo secondo la prima stima (sui 50 milioni), potrebbe salire a molto di più: soldi ricavati non da parcelle o consulenze ma da un meccanismo di plusvalenze finora inspiegato. Ora, nello stesso arco di tempo (dal 2002 al 2005) i Ds hanno ristrutturato e quasi ripianato il loro debito. Nessun nesso è stato stabilito tra le due cose, tranne accertare che il piano di ristrutturazione era stato predisposto dalla Unipol Merchant, guidata, indovinate da chi?, proprio da Consorte.

POLITICAMENTE DISCUTIBILE
Anche in questo caso nulla per ora di penalmente rilevante, a meno che non si accerti che dai fondi venivano finanziamenti al partito: e su questo fronte i magistrati non hanno scoperto alcunché. Ma molto di politicamente discutibile, e soprattutto
una contiguità o un collateralismo tra lo stato maggiore della Quercia e il gruppo di manager dell'Unipol: questo sì.

SUL TAPPETO
Questo resta appunto sul tappeto. Basterà a Berlusconi, per ottenere un effetto sull'orientamento degli elettori, avere dimostrato che non esiste la tanto sbandierata «superiorità etica» degli avversari, quindi per evitare la sconfitta del Polo che molti sondaggi pronosticano? Probabilmente questo argomento da solo non sarà sufficiente.
Occorrerà tornare a parlare dei problemi della vita quotidiana, insomma dei programmi.

SCALDARE I TIEPIDI
Ma già oggi, ancora stando ai sondaggi che circolano, il blitz del Cavaliere qualche effetto sull'elettorato lo ha prodotto: scaldando un po' quello (finora tiepido) di centrodestra ed erodendo un po' di consensi nell'area diessina.
Berlusconi non avrebbe perso punti, il che smentisce l'effetto boomerang.
Smentisce inoltre quanti nell'area moderata insistono affinché il premier passi la mano a esponenti meno «arrembanti». Un esempio è l'appello di Antonio Socci a lasciare spazio a Pier Ferdinando Casini.

L'UNICO A MOVIMENTARE
Nel bene o nel male, Berlusconi ha mostrato di
essere l'unico nel centrodestra a saper movimentare una campagna elettorale che appariva persa in partenza.