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IL CICLO OMOFOBICO

(16/01/2006)  Cosa si intende per omofobia? Il maschio eterosessuale negli ultimi secoli

ne ha dato sfoggio a fasi alterne.


Cosa si intende con il termine omofobia?! Per omofobia non si intende solo un sentimento di ostilità verso gli uomini omosessuali, ma anche e soprattutto un atteggiamento che condanna ed emargina quei comportamenti considerati “devianti” da una mascolinità eterosessuale. Logico pensare che nel corso dei secoli i comportamenti devianti non siano stati sempre gli stessi. Eppure pare quasi tracciabile una logica ciclica di cause-effetto che si ripetono. Proviamo a fare ordine. Poiché dell’omosessualità maschile a spaventare sono soprattutto i comportamenti “femminili”, va da sé che nel corso della storia le battaglie femministe hanno influito sempre sui comportamenti omofobici. Si pensi ad esempio al XIX secolo, periodo storico in cui le donne si imposero contro la figura maschile tradizionale. Le rivendicazione dei movimenti femministi accelerarono i processi di modernizzazione, laicizzazione e liberalizzazione, che inevitabilmente indebolirono il tradizionale dominio maschile. Dominio in cui teoricamente c’era spazio solo per il vero uomo; la donna come pure gli omosessuali maschi (visti come un errore evolutivo, una degenerazione della natura, un tradimento verso il proprio genere) appartenevano ad un mondo inferiore, bisognoso di controllo maschile superiore. Molti studiosi identificarono quella come l’apocalisse della virilità maschile. Virilità che per contrapporsi alla mascolinità degenerata, effeminata, svirilizzata, necessitava di emozioni profonde, avventura, coraggio, forza e violenza, ritrovabili solo all’interno di una trincea, come ad esempio quella della Grande Guerra (1914 -1918), che agevolò, secondo la mentalità maschile eterosessuale, il blocco del processo di femminilizzazione che stava investendo l’italico uomo virile. Ma la Grande Guerra fu solamente la base culturale per l’apoteosi maschilista che scaturì dopo, non solo in Italia (e del resto non occorre ribadire i legami socio-politici tra le due guerre mondiali, l’una scatenante la seconda). Durante il primo dopoguerra il regime di Mussolini si impegnò nella fortificazione degli uomini e per farlo il Duce pensò bene di: esaltare la mascolinità ipervirile, autoritaria e guerriera; riequilibrare il potere tra uomo e donne, escludendo le donne da quasi ogni forma di competenza e attività pubblica (compreso il lavoro extradomestico), reprimere, senza troppo clamore, l’omosessualità. Le direttive del regime fascista ebbero però vita breve. Con la guerra, in Italia finì anche la voglia maschile di essere a tutti i costi i più forti. Risultato? All’uomo fu concesso il “rilassamento” dell’identità. Rilassamento che oltre a ridimensionare gli atteggiamenti omofobici, aiutò la nuova stampa progressista che vide nelle insicurezze maschili terreno fertile per rubriche che puntualmente cominciarono a comparire sui giornali. Tolleranza. Tolleranza verso le fragilità maschili, ma anche verso gli omosessuali (uomini e donne) come soggetto politico collettivo. Soggetto politicizzato e pubblicizzato da diversi intellettuali “illuminati”, che concepivano l’omosessualità come una presa di distanza dalla vecchia etica cattolico-patriarcale fin nelle pieghe più intime del proprio sistema di valori.

Alla rivoluzione sessuale di questi anni non si accompagnò però quella sentimentale, affettiva. Ciò permise nuovamente, tra gli anni ottanta-novanta, all’uomo etero di poter tornare ad esprimere quella virilità castrata nei decenni precedenti. Questa volta però non si munì di arme per combattere il nuovo conflitto. Per imporsi su tutto ciò che di femminile il mercato offriva, l’uomo cercò di avvalersi di quello specifico pragmatismo economicista (affari, carriera, finanza, potere) che la guerra del nuovo boom economico richiedeva ai nuovi combattenti. Ma non basta. Lo sdoganamento (non del tutto avvenuto, sia chiaro) della donna, ha messo in fuga il maschio dalla competizione che egli stesso ha costruito nei secoli. Con la differenza che in questa nuova epoca dove le opportunità sono (quasi) parificate, il maschio eterosessuale non vince in quanto tale, ma in quanto persona. Decaduto il paravento della sessualità certa e ostentata, l’eterosessuale maschio contemporaneo si trova a dover dimostrare di sapere essere padre, lavoratore, competitore. E quando non ci riesce, fugge. Frustrato dalle aspettative della società, ancora legata a stereotipi patriarcali, grazie anche alla cultura cattolica, il maschio eterosessuale si rannicchia nella propria fragilità, diventa aggressivo e tende a ribadire di nuovo, sistematicamente, un atteggiamento fobico verso la donna, verso la parte femminile di sé, verso gli omosessuali. E il ciclo ricomincia. Nei secoli dei secoli.

giovanni.molaschi@gay.tv
(fonti: promiseland.it, storieinmovimento.org)

UE CONTRO L`OMOFOBIA, CATTOLICI ALLA GUERRA

(18/01/2006)  Oggi il parlamento europeo presenterà una risoluzione contro l’omofobia. L`agenzia cattolica Zenit: vogliono parificare il matrimonio.


Strasburgo. Allarmato dall’aumento degli episodi contro omosessuali, oggi il parlamento europeo voterà una risoluzione contro l’omofobia. A motivare il parlamento sarebbero state, come spiega l’ex ministro francese Roseline Bachelot, anche alcuni esternazioni delle autorità polacche.
“Abbiamo visto l'emergere di dichiarazioni inquietanti delle piú alte autorità polacche, il presidente della repubblica, il primo ministro. In molti paesi europei, politici uomini e donne hanno fatto affermazioni omofobe”.
Ragion per cui sono stati presentati una serie di emendamenti alla risoluzione contro le discriminazioni e per le pari opportunità. Come testimonia Martine Roure, che ha presentato gli emendamenti,“l'articolo 13 del trattato di Nizza è molto preciso, l'hanno firmato tutti. È possibile che la gente non sappia del trattato, ma le autorità lo conoscono. Hanno firmato questo trattato. Poi abbiamo la carta dei diritti fondamentali, quindi le cose sono molto chiare. E anche se culturalmente abbiamo approcci diversi, nella lotta contro le discriminazioni dobbiamo avere tutti gli stessi criteri”.
Concorde con Rosalie Bachelot e Martine Roure è il laburista Michael Cashman. “La questione, per me è personale- ha dichiarato Cashman- sono omosessuale. In aula ho chiesto: Perché, visto che sono gay, dovrei veder rinnegati i mie diritti come uomo? Ritengo che questa non sia una questione primaria solo per gay o lesbiche, ma riguarda tutte le persone che credono nella difesa della diversità, sfidando l'omofobia, l'odio e le discriminazioni”.

Per l'Italia Radicali, DS, Di Pietro, Rifondazione hanno votato a favore. Attenzione! La Margherita, partito cattolico, si è astenuto. Secondo la Margherita dunque una risoluzione contro una discriminazione non giustifica un voto a favore? Sono questi i sedicenti cristiani? Per la cronaca una parte consistente del Partito Popolare Europeo (l'ala moderata e di ispirazione cristiana del Parlamento Europeo, in cui c'è anche la Margherita) ha votato a favore. Contro hanno votato Forza Italia, An e la Lega.

I CATTOLICI
VANNO ALLA GUERRA

Intanto i cattolici vanno alla guerra, agitando le acque, seminando zizzania e preparando le crociate. Su Zenit, agenzia internazionale cattolica di notizie, è apparsa ieri una nota nella quale si sostiene che domani Giovedì 19 Gennaio il Parlamento Europeo voterà una risoluzione in cui si definisce il matrimonio gay come un diritto fondamentale. L'anticipazione sarebbe stata data a Zanit da Giorgio Salina, Vicepresidente della Convenzione dei Cristiani per l’Europa.
Non sarebbe affatto strana per l'UE una risoluzione sulla parificazione del matrimonio e del diritto all'adozione e anzi segnerebbe un'avanzata lusinghiera per l'Europa sul versante dell'allargamento dei diritti dell'individuo, tuttavia questa nota dell'agenzia ZENIT ha tanto l'aria di essere stata diffusa solo per spaventare le fasce di popolazione moderata. Il solito, vecchio trucco vaticano di usare la paura per opprimere.
Fonte: euronews.net - zenit.org

giovanni.molaschi@gay.tv - giuliano.federico@gay.tv
 
Ecco cosa scrive Zenit.org »


Ecco il testo consolidato come approvato al PE:
RISOLUZIONE COMUNE - 16 gennaio 2006  

presentata a norma dell'articolo 103, paragrafo 4, del regolamento da
    – Alexander Stubb, a nome del gruppo PPE-DE
    – Martine Roure e Michael Cashman, a nome del gruppo PSE
    – Sophia in 't Veld, a nome del gruppo ALDE
    – Kathalijne Maria Buitenweg, Jean Lambert, Monica Frassoni, Elisabeth Schroedter e Raül Romeva i Rueda, a nome del gruppo Verts/ALE
    – Giusto Catania, Jonas Sjöstedt, Vittorio Agnoletto, Roberto Musacchio e Willy Meyer Pleite, a nome del gruppo GUE/NGL
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:     – PPE-DE (B6?0025/2006)
    – Verts/ALE (B6?0039/2006)
    – ALDE (B6?0040/2006)
    – GUE/NGL (B6?0043/2006)
sull'omofobia in Europa

 Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa   
Il Parlamento europeo,

– visti gli obblighi internazionali ed europei in materia di diritti umani, quali quelli contenuti nelle convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo e nella Convenzione europea sui diritti dell'uomo e le libertà fondamentali,

– viste le disposizioni dell'Unione europea sui diritti umani e in particolare la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nonché gli articoli 6 e 7 del trattato UE,

– visto l'articolo 13 del trattato CE che assegna all'UE il potere di adottare misure finalizzate alla lotta alle discriminazioni basate, tra l'altro, sull'orientamento sessuale e di promuovere il principio dell'uguaglianza,

– viste la direttiva 2000/43/CE e la direttiva 2000/78/CE che proibiscono le discriminazioni dirette o indirette basate sull'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o l'orientamento sessuale,

– visto l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che vieta "qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali",

– visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'omofobia può essere definita come una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo,

B. considerando che l'omofobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all'obiezione di coscienza,

C. considerando i recenti eventi preoccupanti verificatisi in vari Stati membri dell'UE, ampiamente segnalati dalla stampa e dalle ONG, che vanno dal divieto di tenere marce per l'orgoglio gay o per l'uguaglianza all'uso di un linguaggio incendiario, carico di odio o minaccioso da parte di esponenti politici di primo piano e capi religiosi, la mancata protezione e, addirittura, la dispersione di dimostrazioni pacifiche da parte della polizia, le manifestazioni violente di gruppi omofobi e l'introduzione di modifiche costituzionali espressamente mirate a impedire le unioni tra persone dello stesso sesso,

D. considerando, nel contempo, che in taluni casi si sono registrate reazioni positive, democratiche e tolleranti da parte della popolazione, della società civile e delle autorità locali e regionali che hanno manifestato contro l'omofobia, e da parte della magistratura che ha preso provvedimenti contro le discriminazioni più sensazionali e illegali,

E. considerando che in alcuni Stati membri i partner dello stesso sesso non godono di tutti i diritti e le protezioni riservati ai partner sposati di sesso opposto, subendo di conseguenza discriminazioni e svantaggi,

F. considerando che al tempo stesso in un numero più grande di paesi europei si stanno adottando iniziative intese a garantire pari opportunità, integrazione e rispetto e ad offrire protezione contro la discriminazione basata sull'orientamento sessuale, l'espressione di genere e l'identità di genere, nonché ad assicurare il riconoscimento delle famiglie omosessuali,

G. considerando che la Commissione Barroso ha dichiarato il suo impegno ad assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nell'UE ed ha istituito un gruppo di commissari responsabili in materia di diritti umani;

H. considerando che non tutti gli Stati membri dell'UE hanno introdotto nel loro ordinamento misure atte a tutelare le persone GLBT, come invece richiesto dalla direttiva 2000/43/CE e dalla direttiva 2000/78/CE, e che non tutti gli Stati membri stanno combattendo le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e promuovendo l'uguaglianza,

I. considerando che occorrono ulteriori azioni a livello dell'UE e degli Stati membri per eradicare l'omofobia e promuovere una cultura della libertà, della tolleranza e dell'uguaglianza tra i loro cittadini e nei loro ordinamenti giuridici,

1. condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale;

2. chiede agli Stati membri di assicurare che lesbiche, gay, bisessuali e transessuali siano protetti da discorsi omofobici intrisi d'odio e da atti di violenza e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società;

3. invita con insistenza gli Stati membri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni all'odio e alla violenza e a garantire l'effettivo rispetto della libertà di manifestazione, garantita da tutte le convenzioni in materia di diritti umani;

4. chiede alla Commissione di far sì che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale sia vietata in tutti i settori, completando il pacchetto antidiscriminazione fondato sull'articolo 13, mediante la proposta di nuove direttive o di un quadro generale che si estendano a tutti i motivi di discriminazione e a tutti i settori;

5. sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia mediante un'azione pedagogica, ad esempio attraverso campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, le università e i mezzi d'informazione, e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa;

6. reitera la sua posizione relativa all'Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) secondo la quale la Commissione deve garantire che tutte le forme di discriminazione previste all'articolo 13 del trattato e all'articolo 2 della decisione che istituisce tale Anno europeo siano considerate e trattate in maniera equilibrata, come indicato nella relazione del Parlamento europeo sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) - Verso una società giusta, e ricorda alla Commissione la sua promessa di seguire da vicino questa materia e di riferire in merito al Parlamento;

7. esorta vivamente la Commissione a garantire che tutti gli Stati membri abbiano recepito e stiano applicando correttamente la direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e ad avviare procedimenti d'infrazione contro gli Stati membri inadempienti; chiede inoltre alla Commissione di assicurare che la relazione annuale sulla tutela dei diritti fondamentali nell'UE comprenda informazioni complete ed esaustive sull'incidenza di atti criminosi e violenze a carattere omofobico Stati membri;

EMENDAMENTO 3

presentato da Kathalijne Maria Buitenweg e Raül Romeva i Rueda a nome del gruppo Verts/ALE

Paragrafo 7 bis (nuovo)


7 bis.   insiste affinché la Commissione presenti una proposta di direttiva riguardante la protezione contro tutte le discriminazioni per i motivi menzionati nell'articolo 13 del trattato CE, con lo stesso campo di applicazione della direttiva 2000/43/CE;


EMENDAMENTO 4

presentato da Kathalijne Maria Buitenweg e Raül Romeva i Rueda a nome del gruppo Verts/ALE

Paragrafo 7 ter (nuovo)

7 ter.    esorta la Commissione a prendere in considerazione il ricorso alle sanzioni penali per i casi di violazione delle direttive basate sull'articolo 13;


8. chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all'omofobia e alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nella loro società e nel loro ordinamento giuridico;


EMENDAMENTO 6

presentato da Martine Roure e Michael Cashman a nome del gruppo PSE

Paragrafo 8 bis (nuovo)

8 bis.   sollecita gli Stati membri ad adottare disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite dai partner dello stesso sesso in materia di successione, proprietà, locazione, pensioni, fiscalità, sicurezza sociale ecc.;


9. plaude alle iniziative recentemente intraprese in numerosi Stati membri volte a migliorare la posizione delle persone GLBT e decide di organizzare il 17 maggio (Giornata internazionale contro l'omofobia) un seminario finalizzato allo scambio delle buone pratiche;

10. reitera la sua richiesta avanzata alla Commissione di presentare proposte che garantiscano la libertà di circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari nonché del partner registrato di qualunque sesso, come indicato nella risoluzione del Parlamento del 14 ottobre 2004 sul futuro dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia;

11. chiede agli Stati membri interessati di riconoscere finalmente che gli omosessuali sono stati tra i bersagli e le vittime del regime nazista;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati all'adesione.

U.S.A.: PRETE OMOFOBO FA AVANCES AD UN POLIZIOTTO

(13/01/2006)  Benché percepisse l’omosessualità contro natura, un prete ha fatto delle avances ad un poliziotto.

Oklahoma City. A causa delle avances fatte ad un poliziotto in borghese, è stato arrestato un prete battista omofobo.
Il reverendo Lonnie Latham (foto a sinistra), che per i gay ipotizzava o la rinuncia al proprio orientamento sessuale o la conversione a quello etero, dopo essere stato arrestato lo scorso 3 gennaio è stato costretto a dimettersi dalla sua posizione nella South Tulsa Baptist Church.

Fonte: Ansa