Vi parliamo così______
Poesie
INTIMA ASSONANZA
Un boato sordo,
uno scoppio d’ira.
Trema la terra
e sprofonda il sorriso.
Quanto spazio attorno!
Sapore di tormenta.
Il seme della vita
ad incastro tra fiumane di pensieri.
Corto è quel brivido,
bagnato è il tuo sudore.
Vivi il suono dolce di un richiamo,
abbarbicata al tuo grande amore.
Tu vivi una tenera agonia,
nel mare verde dei ricordi.
T’imbevi di passione,
gongola il tuo cuore.
Assetato di armonia,
un ciclonico languore ti avvolge.
E con scalati movimenti
uno strepitìo di immagini.
Furore nella mente,
abbraccio ammainante,
curioso abbandono devastante.
Ricuci il tuo domani
partendo dal dolore.
Caterina Accardo
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SERENO
Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo
Mi riconosco
immagine
passeggera
Presa in un giro
Immortale
Giuseppe Ungaretti
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Finché una luce senza margini d'ombra illumina l'oscurità del tempo
risale ad uno ad uno i suoi tornanti
e m'accorgo di te entrata nella mia vita neppure mi chiedo da che parte e
e se lo sei o se invece non sei
su dalla sua profondità di notte in notte affiorando
- Che farà qui - mi dico mentre splendi
e sorridi un sorriso anche mio - forse
veglia su di me. Forse affina da sempre il mio pensiero
occupato da troppe cose e monco –
e ti guardo come sei, già nota sebbene mai prima d'ora veduta
e stupisco che l'amore abbia questo volto interno.
Mario Luzi
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Getta via le formule e le lampade,
E di ciò che tu scorgi nelle tenebre
Dì che è questo o che è quello,
Senza usare i vocaboli corrotti.
Come potrai avanzare in quello spazio, Se dello spazio ignori la follia,
Se ne ignori le allegre procreazioni? Getta via le tue lampade. E che nulla
Sia tra te e le parvenze che tu assumi Quando alle cose si rompe la crosta.
Tu così come sei? Tu sei te stesso. Ma ti sorprende la chitarra azzurra.
Wallace Stevens
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Quando le luci si spengono –
poco per volta ci si abitua al buio
come quando il vicino, sollevando alto
il lume, sigilla il suo addio –
Dapprima - i passi si muovono incerti
nel buio improvviso –
poi - lo sguardo si abitua alla notte –
e senza incertezza affrontiamo la strada –
Ed è così nelle oscurità più fonde -
in quelle notti lunghe della mente
quando non c'è luna che disveli un suo segno -
quando non c'è stella che - dentro - si accenda –
E i più coraggiosi - per un poco brancolano –
e battono - a volte - dritti in fronte –
contro il tronco di un albero –
ma poi imparano a vedere -
E allora è la notte che si trasforma -oppure un qualcosa
nella vista che alla Mezzanotte si conforma -
E la vita riprende quasi senza incertezza.
Emily Dickinson
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"NON CHIAMARMI STRANIERO"
A causa del grembo materno diverso,
o perchè i racconti della tua infanzia
ti hanno forgiato in un’altra lingua,
non chiamarmi straniero.
Il tuo grano è simile al mio grano,
la tua mano, simile alla mia,
il tuo fuoco, simile al mio fuoco,
e tu mi chiami straniero!
Perchè in un altro popolo sono nato,
perchè altri mari conosco,
perchè un altro porto, un giorno, ho lasciato,
non chiamarmi straniero
E’ lo stesso grido che noi portiamo
è la stessa fatica che trasciniamo,
quella che sfianca l’uomo dalla notte dei tempi,
quando non esisteva nessuna frontiera,
prima che arrivassero quelli
che dividono e uccidono,
quelli che rubano, quelli là, gli inventori
di questa parola: straniero.
Triste parola ghiacciata, tanfo d’oblio e d’esilio.
non chiamarmi straniero.
guardami bene negli occhi,
ben al di là dell’odio,
dell’egoismo e della paura
e vedrai che sono un uomo.
No, non posso essere straniero!
Anonimo
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Nell'istante di Dio
Tra il flusso che tutto travolge, Tu
penetri o Spirito o Vuoto e sgombri
inutil turbinio affollato di
vane moleste apparenze
Chiudi l'accesso allo spazio ed al tempo
Sei quiete distacco rapimento amore
promessa d'eterno nell'istante inverata
Mi nutri di Te mi rapisci
mi basti
A. R.
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