Fatti di Chiesa________________
 

NO ALLA TALARE?

 

IL FATTO


I religiosi cattolici sono poco attenti alle forme e alla disciplina. A lanciare l’allarme è Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita Consacrata, «L’imborghesimento e il relativismo morale sono i due grandi pericoli che indeboliscono la vita religiosa - avverte il porporato -. Nonostante il calo delle vocazioni sia irrisorio, dello 0,7% nel 2006, attualmente i problemi più grossi sono determinati dal clima di secolarizzazione che è presente non solo in tutta la società occidentale ma anche all’interno della Chiesa stessa». Gli indicatori, secondo lo stretto collaboratore di Benedetto XVI, sono: «Una libertà senza vincoli, un debole senso della famiglia, uno spirito mondano, una scarsa visibilità dell’abito religioso, una svalutazione della preghiera, una insufficiente vita comunitaria e uno scarso senso dell’obbedienza».
Nei quasi ventisette anni di pontificato di Karol Wojtyla, il numero di religiosi nel mondo è diminuito del 25% ed è sempre più evidente la sproporzione tra vocazioni femminili e vocazioni maschili negli ordini religiosi.

 

IL COMMENTO

Se il problema del card. Rodè è la talare, siamo messi bene. Ma siamo messi bene anche se pensa che le vocazioni calano perché c'è una libertà senza vincoli (mi scusi, ma se ci sono vincoli, che libertà è?), un debole senso della famiglia (ma ai religiosi…che gliene frega della famiglia?), uno spirito mondano (non sono mica io che frequento i salotti romani! Vero, sig.Cardinale?), una svalutazione della preghiera (e chi la svaluta? I religiosi? ) un 'inefficiente vita comunitaria (ma non dovrebbe presiedere lui alla stesura delle regole comunitarie?) e uno scarso senso dell'obbedienza. Solo qui mi sento di dargli ragione: se un religioso non vuole obbedire, religioso non è. E deve scegliere un'altra strada. Per il resto…il cardinale dovrebbe riflettere sui modelli proposti che  non rispondono più alla esigenza di autenticità della vita contemporanea

 


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