Segnalazioni & Recensioni______
Magdi Allam, Vincere la paura. La mia vita contro il terrorismo islamico e l'incoscienza dell'Occidente, Mondadori 2005
Contenuto:
"Questo libro sulla paura dei terroristi che uccidono nel nome di Allah, ma
anche sulla paura dell'incoscienza di quella parte dell'Occidente che considera
i terroristi dei resistenti, nasce dalla mia personale esperienza professionale
e di vita, che mi vede costretto da due anni a vivere sotto scorta." Per la
prima volta Magdi Allam racconta se stesso, musulmano laico nato e cresciuto
nell'Egitto di Nasser ed emigrato in Italia nel 1972: "Partendo dal mio vissuto
posso testimoniare che soltanto quarant'anni fa la situazione in Medio Oriente
era radicalmente diversa. La società e le istituzioni erano laiche. La cultura
dell'odio e della morte, che l'Occidente oggi associa ai musulmani, non è nel
Dna dell'islam". Allam, in questo libro, ha deciso di togliersi tutti i
"sassolini", denunciando apertamente sia gli integralisti che l'hanno condannato
come "nemico dell'islam", sia i loro complici occidentali che alimentano uno
scenario di scontro e di odio. È una testimonianza forte, sofferta, estrema. Un
atto d'accusa contro gli estremisti che mirano al controllo delle moschee, i
giornalisti che simpatizzano con i terroristi, la sinistra che strumentalizza la
"guerra ingiusta" per il proprio tornaconto elettorale, la classe politica che
paga milioni di euro per il rilascio degli ostaggi italiani senza preoccuparsi
del fatto che quei soldi provocheranno nuove stragi tra gli iracheni. Una
vibrante denuncia che culmina in due lettere aperte: a Oriana Fallaci per la sua
volontà di criminalizzare l'insieme dei musulmani e a Tariq Ramadan per il suo
tentativo di imporre una realtà integralista in seno alle comunità musulmane
d'Europa. Nonostante tutto, Allam è convinto che un islam moderato, rispettoso
del valore della sacralità della vita, finirà con il prevalere. Perché
all'interno del mondo islamico è in atto una riscossa civile ed etica e un
rinascimento liberale che ha per protagonisti gli uomini e le donne che sempre
più si ribellano al terrorismo. Vincendo la paura. "È il sentimento della paura
la vera arma degli integralisti, dei terroristi, degli estremisti di ogni risma"
spiega Allam. Quindi "la parola d'ordine è vincere la paura".
Una lettera-commento di Carlo Castellini
Caro Magdi, ho appena terminato
di leggere il tuo coraggioso libro dal titolo “Vincere la paura”. Non è un libro
come gli altri; e non necessita di tante recensioni o commenti, ricco com’è di
chiarezza espositiva, di chiavi di lettura, di contenuti etici e civici, ma
anche di grande tensione intellettuale e morale.
Ora comprendo bene perché da alcuni anni tu viaggi sotto scorta: sono ancora scolpiti nella tua memoria, e presenti come icone viventi, quei soldati e combattenti che tu hai onorato all’inizio del tuo scritto, con una efficace memoria descrittiva e documentativa, perche’ hanno garantito e garantiscono ancora adesso la sacralità della tua vita e di quella altrui: la loro morte ha permesso alla nostra vita di continuare.
E’ un libro diverso: perché infonde una nuova linfa e si inserisce come un cuneo tagliente, nella nostra cultura religiosa e laica italiana ed europea; per questo esso va ad incidere efficacemente i bubboni di due integralismi, egualmente statici ed ingessatori, della vita civile e politica degli stati e dei popoli: quello dell’islam,dogmatico ed immutabile nella formulazione dei dogmi, ma anche nei comportamenti anacronistici, perché fuori dalla storia, che ci riportano al primo Maometto, evocati da Tariq Ramadan e dai suoi seguaci.
Ma taglia netto anche altre forme di integralismo e di fondamentalismo laico e cattolico: che si chiude in maniera schizofrenica e rifiuta ogni forma di dialogo e di reciproco rispetto e integrazione. Anche se si registrano segni di aperture profetiche, nelle scuole, nelle chiese locali, negli istituti religiosi a vocazione missionaria e da gruppi di costruttori di pace e movimenti giovanili.
Quello di Magdi e’ un libro che non ti lascia indifferente o tiepido: perché gli episodi di cronaca, che cerca di leggere con nuove chiavi di lettura, sono veritieri e riportati senza sbavature, ed invita anche il lettore sprovveduto, a guardare oltre il fatto di cronaca, per giungere ad una visione e culturale più alta, fatta di una integrazione più condivisa, perché ricca di comprensione e di inclusione.
Si nota nel tuo scritto, una grande esigenza di fare chiarezza, un alto senso civico di accoglienza e di rispetto laico per la nostra civiltà; ma si respira anche una soffusa religiosità, nutrita di fede fiduciosa in un futuro, che è già presente, ma che è ancora da raggiungere con la nostra tensione intellettuale e morale.
Per questo, alla fine, risulta un libro sapido di contenuti: non rimane succube di complessi di inferiorità nei confronti di giornalisti e scrittori più blasonati come Oriana Fallaci, che apprezza e che ammira, ma dalla quale prende anche le distanze, perche’ intende chiarire il proprio punto di vista. Poiche’ il suo estremismo razionalistico rischia di creare piu’ paura e rancore che dialogo ed accoglienza.
Il libro parla anche al nostro perbenismo cattolico e borghese; perché dopo avere bacchettato i suoi “fratelli mussulmani” troppo chiusi in un dogmatismo ideologico e di casta (da qui la lettera in risposta a Tariq Ramadan, si trasforma in un invito biblico dal tono di “Chi ha orecchie da intendere intenda”).
Questo, mi sembra di aver capito, è il sogno di Magdi Allam, che ci ricorda un po’ il sogno di Martin Luther King “I have a dream”, della grande marcia di Washington. E noi ci auguriamo che il suo sogno, che è anche il nostro, prenda il volo sulle ali della libertà e della sacralità della vita, che per ora si sta spegnendo ancora una volta,sui morti e sui feriti di Gaza. Ma noi riteniamo che questa sia solo una battuta d’arresto. Perche’ il sogno del viaggio continua. Martin Luther King è stato assassinato ma le sue idee continuano a camminare nella mente e nel cuore di tanti uomini. Ora Obama sta vincendo. E questo ha valore di realtà ma anche di simbolo.
Il viaggio riprende con la Speranza ,che dà significato e sapore alle nostre fedi comuni.