Noi e il femminismo______

Il “femminismo” oggi

Vorremmo avere lo stesso ottimismo espresso in questo bilancio. Ma è certo

che MOLTISIMO dipende da noi

 

Bilancio positivo a vent'anni dalla “Mulieris dignitatem”

di Miriam Díez i Bosch



 

Da quando Giovanni Paolo II ha scritto la Lettera Apostolica Mulieris dignitatem, vent'anni fa, il bilancio è “positivo” e “bisogna essere contenti perché si è fatto già molto per la donna”.

Lo rivela a ZENIT Rocío Figueroa, responsabile del settore donna del Pontificio Consiglio per i Laici, nel contesto del Congresso vaticano “Donna e uomo, l'humanum nella sua interezza”.

L'iniziativa riunisce donne di tutto il mondo per riflettere insieme agli uomini, alcuni dei quali Cardinali, Vescovi e sacerdoti, sulla reciprocità e la complementarietà tra uomo e donna.

La Figueroa ha spiegato che “la donna, a poco a poco, sia nella storia che nella stessa Chiesa, ha aiutato in questo processo di prendere coscienza della propria dignità”.

La rappresentante del Dicastero vaticano fa notare che “in primo luogo stiamo celebrando un evento importantissimo” perché si tratta di un documento dedicato dalla Chiesa “totalmente alla donna”.

“Attualmente, per promuovere la donna è necessario anche parlare dell'uomo, si deve parlare della complementarietà, della reciprocità tra uomo e donna”.

“Le nuove tendenze culturali – ha aggiunto – mirano spesso da un lato a generare un conflitto tra uomo e donna, dall'altro a eliminare le differenze tra di loro”.

“Credo che ci troviamo in una tappa in cui la Chiesa debba dare un messaggio positivo, di riconciliazione, di sintesi, di reciprocità tra uomo e donna per costruire ed edificare la società ed edificare la Chiesa”, ha affermato.

La Figueroa, dottore in Teologia, ha rilevato inoltre che sottolineando “la sua missione nell'ambito familiare e privato” si è rimarcato che la donna “deve essere responsabile e protagonista nella società, nei vari ambiti della cultura, nella Chiesa stessa”.

Ovviamente, non tutto è positivo: “credo che ci sia ancora molto da fare, che ci siano ancora molti Paesi del mondo, molte situazioni difficili in cui il concetto di donna viene sminuito”.

Per questo, spiega, il Congresso cerca di analizzare cosa si debba fare “in vari luoghi” perché “la donna prenda coscienza della sua vocazione e della sua missione nella Chiesa e nella società”.

 

8 febbraio 2008 (ZENIT.org)

 


Stampa questa pagina
 

Chiudi questa pagina