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I GIOVANI E LA CHIESA.
IL FATTO
Si tratta di un'indagine chiesta dalla Cei, quindi la Chiesa la conosce
bene e la considera anche attendibile. L'ha realizzata il Censis su 'I giovani e
la cultura nell'era della comunicazione'. Risale al 2002, in piena era Woityla,
quando forse era un po' più facile dirsi cattolici. Allora i giovani cattolici
erano i papa-boys e l'aborto non era poi così in cima ai problemi del Paese. Le
posizioni erano meno esasperate quindi anche i risultati forse sono meno
ideologizzati.
E chi sono questi giovani cattolici? A dir loro, il 73,8% dei ragazzi,
più di sette su 10. Certo, dichiarare di appartenere alla religione cattolica
non vuol dire professarla, e infatti a credere in Gesù Cristo sono il 64,9%, 6
giovani su 10. Di questi il 30,5% si dichiara fedele a Gesù Cristo e alla Chiesa
mentre il restante 34,4% sostiene di avere alcune perplessità rispetto alla
dottrina. Insomma tutti con in alto il vessillo del cattolicesimo, ma poi ognuno
pronto a vivere come meglio crede.
Andiamo avanti. Il 9,4%, più o meno un giovane su 10, va in Chiesa almeno
una volta a settimana e più di 4 su 10 invece non partecipa mai, o quasi mai,
alle funzioni. Solo il 26%, due giovani e mezzo su dieci si confessa sapendo
perfettamente che cosa sta facendo e il valore della penitenza. Quasi la metà
(il 46%) lo fa con l'atteggiamento un po' scanzonato di chi va a chiedere un
consiglio.
Quando si inizia a parlare di temi etici, le percentuali diventano ancora
più nette, gli intervistati si dividono in due. Il 50,2% affronterebbe l'aborto
e il 52,1% se la sentirebbe di appoggiare la scelta dell'eutanasia. Addirittura
il 74,7% è a favore del divorzio. Come dire che, se andassero a confessarsi,
nessuno di loro verrebbe assolto.
Uno immagina che al nord vivano in modo più disinvolto anche da un punto
di vista etico. E invece i più favorevoli all'aborto sono i ragazzi del Centro
(53,8%) e del Sud (51%) mentre lo sono un po' meno nel Nord Est (49,4%) e nel
Nord Ovest (46,7%). Il discrimine è un altro, è la vergogna, la necessità di non
far sapere. I meno entusiasti delle interruzioni di gravidanza infatti sono i
giovani dei piccoli centri, con meno di 10 mila abitanti (43,8%), i centri
insomma dove ci si conosce tutti.
IL COMMENTO
Il sondaggio la dice lunga sul profondo solco che divide la chiesa istituzione dalla chiesa militante. La chiesa istituzione si è data della leggi sulle quali è inflessibile, ma la chiesa militante continua imperterrita per la sua strada a pensare e vivere come se quelle leggi non esistessero, anzi…fossero quasi un fastidio. Il monito di Gesù di essere nel mondo, ma non del mondo rimane un bel principio sul quale meditare e basta.
Il sondaggio è datato sei anni, ma mi sembra ancora attuale. Interessante è notare che i giovani si sentono legati al mondo cattolico, ma non lo vivono. Va da sé che l'essere cattolici per essi è tradizione, cultura, ambiente…ma non è "vita". In questi sei anni non mi sembra che i responsabili della pastorale ecclesiale si siano scaldati molto per cercare di cambiare le cose. Vivono nel loro dorato mondo fatto di pontificali e riverenze e continuano a sfornare documenti che leggono solo i devoti. Non scelgono di camminare per le strade per condividere la vita di tutti e non si mettono in discussione per persuadere o essere persuasi.
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