Fatti di
Chiesa________________
Come si sa don Gelmini, accusato di gravi reati a sfondo sessuale, ha chiesto al
papa la riduzione allo stato laicale per essere più libero nel gestire il
proprio caso.
Molti hanno applaudito il gesto. Io no.
Mi sembra un gesto istrionico che non porta nessun frutto.
Se l'essere laicizzato fosse per don Gelmini un modo per essere davvero più
libero, cioè un modo per non influenzare la giuria o il giudice, capirei e mi
unirei al coro di approvazione.
Ma non è così.
Quando don Gelmini sarà processato l'eco sui media ci sarà comunque, sia che
abbia davanti il "don" sia che abbia davanti il "sig." Gelmini.
Quando il sig. Gelmini sarà processato, sarà un po' difficile che l'aura di
sacralità che investe ogni prete, improvvisamente si sciolga.
Se sarà condannato in ogni caso sarà sempre un prete che ha abusato della
propria autorevole posizione per commettere un reato.
Se sarà assolto, sarà sempre un prete che è stato accusato ingiustamente.
Qualcuno mi chiede se sarà reintegrato nel ministero.
Se sarà assolto, penso proprio di sì. Non ho visto il decreto papale, ma penso
che sarà stato stilato in modo che il sacerdote, qualora sia assolto con formula
piena, potrà essere reintegrato nel ministero sacerdotale attivo.
Trovo la cosa, mi ripeto, abbastanza teatrale. Ritengo che sia un coup de
theatre che serva più alla propaganda personale che alla causa.
E. Miragoli
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