Piste percorribili______
Dialogo al femminile - All'Amiata[1]
Pietro Parmense - 21/10/2002
Caterina Benincasa e Chiara Lubich: due dottrine che dicono quanto le
relazioni umane debbano spogliarsi delle proprie certezze per generare
spiritualità e cultura.
Abbadia San Salvatore, alle pendici del Monte Amiata, era città rossa (percentuali bulgare alle elezioni per il partito comunista), ma anche nera (per le lavorazioni inquinanti del mercurio) e ovviamente verde (castagneti, prati e vette muschiate). Oggi non è più così rossa e così nera, dopo il crollo del Pci e la chiusura delle miniere. Ma è più verde, il colore della natura, della vita, della speranza. È anche il verde della associazione "Osa" - che ostinatamente, caparbiamente direi, cerca di impedire che il rosso e il nero diventino solo memoria - e il colore sociale dell'associazione "Il dono" di Siena, dedita al volontariato.
"Caterina Benincasa e Chiara Lubich.
Dottrine al confronto", e non "Dottrine a confronto". Errore di sintassi o scelta voluta per il sottotitolo delle tre giornate organizzate dalle due associazioni? Scelta. "Una dottrina eccelsa come quella di Caterina, approvata e comprovata", come spiega il teologo Vandeleene, non viene confrontata con "la dottrina ancora in via di elaborazione, anche se già prorompente ed efficace" di Chiara Lubich, ma giunge "al" dialogo, necessario e affascinante, al di là dei secoli.
Prima provocazione,
dunque, questa di una preposizione articolata che vuole "accorciare" la storia.
Accanto alla provocazione dell'altra, identica preposizione del titolo del
convegno: "Dialogo al femminile". Dialogo, parola abusata e bistrattata, in
questi tempi attraversati da venti di guerra e da scomuniche reciproche. Dialogo
troppo spesso "maschile", stantio, istituzionalizzato, gestito da posizioni
arroccate e perciò stesso indifendibili in un reciproco approccio.
Dialogo "al" femminile, cioè fresco, libero da
sovrastrutture, da posizioni immobili, ma non per questo esposto alla Caporetto
del momento.
Terza provocazione, gustosissima questa: il meeting di Abbadia San Salvatore è
organizzato da un "gruppo di dialogo" vicino ai Focolari, che conta al suo
interno persone che hanno o che non hanno convinzioni religiose. Da qui il
confronto che gli studiosi definirebbero diacronico (cioè tenendo conto dei
secoli) o sincronico (cioè facendone a meno) tra due spiritualità-dottrine di
matrice chiaramente femminile. Dottrine
svincolate, in certo modo, dalle tradizioni agiografiche, per portarle in un
campo "laico" da tutti accettabile: non santa Caterina ma Caterina
Benincasa; non Chiara, come si dice normalmente, ma Chiara Lubich.
Un confronto-dialogo a più voci, talune di uomini e donne di comprovata fede cattolica, altre "laiche". Tutte, in ogni caso, unite dal minimo comune denominatore (o, perché no, dal massimo comune multiplo) dell'ascolto, dello sforzo di comprensione e accoglienza reciproche, del presupposto dell'innocenza dell'interlocutore.
Ha detto Luciana Scalacci, della associazione "Osa" e del gruppo di dialogo dei Focolari, introducendo i lavori: "Il dialogo è l'incontro tra persone, che nello sforzo di accogliere pienamente la ricchezza-diversità dell'altro, si pongono in un atteggiamento di libero ascolto, per contribuire alla salvaguardia dei valori di ciascuna cultura e dell'identità di ogni persona".
Caterina è apparsa così donna attualissima per l'intraprendenza politica, per la forte vocazione comunitaria dei suoi seguaci, i caterinati. Come è stato detto, "è spirituale vigìlia e preparazione all'azione tra gli uomini ". Mentre Chiara è oggi colei che forse più di ogni altra figura pubblica incarna il dialogo stesso, sotto le sue forme più varie, da quello ecumenico all'interreligioso, dall'intraecclesiale all'extraecclesiale.
Nel dibattito conclusivo - alla presenza tra gli altri dell'on. Rosy Bindi, del vicesindaco di Siena, Carlo Rossi, e di don Luca Bonari, teologo - è emersa una grande verità, necessaria perché il dialogo non sia solo confronto: si deve cominciare da chi sta vicino, per giungere a una reciprocità effettiva, in cui chi ha convinzioni religiose arricchisca chi ha una posizione laica, e viceversa.
La donna, lungi
dall'essere antagonista dell'uomo, può tuttavia offrire alla società intera
qualcosa di specifico, essenzialmente dialogico. Non a caso la conclusione non
prevista del convegno è stato l'intervento di una biologa, esperta del dialogo
tra la madre e il nascituro.
Dialogo tra diversi che dà la vita, che sa morire a sé stesso, che crea
sintonia.
Novità e provocazioni
Dal 4 al 6 ottobre, ad Abbadia San Salvatore e dintorni, si è tenuto il convegno "Dialogo al femminile. Caterina Benincasa e Chiara Lubich: dottrine al confronto", organizzato dalle associazioni "Osa" e "Il dono". La sessione dedicata a Caterina è stata animata dal prof. Roberto Berzanti, laico, che ha dipinto la santa senese come una provocatrice, una rivoluzionaria, una turbatrice dell'ordine costituito, grazie alle sue ardite puntate profetiche, dal religioso al politico. Il domenicano padre Alfredo Scarciglia, ha tratteggiato da parte sua le note fondamentali di una spiritualità attenta all'uomo nella sua complessità e a Dio nella sua grandezza.
La sessione dedicata alla
Lubich, invece, ha visto l'intervento del teologo belga Michel Vandeleene, che
ha presentato la novità di una spiritualità effettivamente collettiva. Pietro
Taiti ha quindi provocato l'uditorio, cercando, da laico, di capire perché una
persona senza convinzioni religiose possa dirsi seguace di una personalità della
chiesa.
Visite ai luoghi caterinati e due spettacoli teatrali hanno completato il
programma."Specchi" ha mostrato come il dialogo nasca dall'accettazione del
"diverso da sé", in questo caso il portatore di handicap. Mentre Paola Lombardi,
nella meravigliosa abbaziale di San Salvatore, ha presentato una toccante
lettura di testi cateriniani.
Il convegno è stato organizzato in collaborazione con il Centro del dialogo tra
persone di convinzioni diverse dei Focolari, con le associazioni "Caterinati",
"Spartaco Lucarini" e "Igino Giordani", e col patrocinio dei comuni di Siena,
Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore, Castiglione d'Orcia, Radicofani, la
Provincia di Siena e la Comunità montana dell'Amiata senese. Sponsor ufficiale è
stato il Monte dei Paschi di Siena.
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Scritto da gherardo pecchioni
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[1] Per capire meglio le nostre preferenze, vi rimandiamo all’altro articolo; “Sveglia Donne-contro-il-silenzio!!!!”. Noi non auspichiamo comunità fraterne, ma un diritto fraterno….. E per noi “Dialogo al femminile” significa saper rompere la corazza della tartaruga con SAPIENZA (come dire “senza insipienza” gridarola).