Vi parliamo così______

 

 

Newsletter di Pasqua

 

 

Vinciamo la tentazione di parlarvi di cose belle», come pretenderebbe la prossimità della festa di Pasqua, evitando sia i toni gaudiosi che ci trasportino in paesaggi alienati dalla realtà sia i toni pessimistici di chi non ha speranza.

Se il nostro sito non vuole ridursi né ad un «cahier de deuillance» né ad un soporifero rifugio dello spirito, non possiamo parlarvi che come amiche ed amici, correndo sulle ali – questo dovete permettercelo - di una speranza gioiosa. Sì, dobbiamo rinnovare il bagaglio pieno di sofferenza, senza buttare via tutto ciò che c’è dentro, ma sostituendo qualche vecchio capo con uno nuovo. Si può. Sempre. Senza ricorrere a quel volontarismo che ci hanno insegnato «al catechismo» (ritagliato su teorie filosofiche di tutto rispetto), in cui la categoria dell’amore era proposta sotto il segno della volontà.

L’amore che è il soggetto principale del nostro discorrere con voi, per noi si alimenta di ciò che è, e cioè dello stesso amore. E questo nella sua sostanza ha bisogno di perenne novità, quale solo la fede può dare. Una fede radicata nelle profondità di noi stessi, che si alimenta con la dilatazione del cuore verso le sofferenze umane e rende solidali con la contemporaneità, inquadrata sempre nella quotidianità, senza concessione alcuna all’inerzia di ogni genere. Un esempio: ogni volta che mettiamo in sito un dossier o un lungo impegnativo articolo, ci viene il dubbio: ma chi avrà la pazienza di leggerlo? Già! Siamo in una società che ama scrivere prima di pensare e di parlare prima di ascoltare; figuriamoci se ha voglia di approfondire…. Noi ci proponiamo ben altro che uno sguardo superficiale sulla realtà.

Certamente ciò che conta non è basarsi su principi astratti, ma sapere CHE FARE quando si è «in situazione». Ed è per questo che il dialogo è per noi una buona medicina, perché fa emergere fatti concreti. Ma questi vanno sganciati da meccanismi indomabili, che schiavizzano e sono contro le esigenze del vero amore, che vuole la durata, il  «per sempre», la felicità non schermata da clausure di vario genere.

Chi legge le pagine del nostro sito lo troverà attraversato dal filo conduttore della liberazione. Vivere il momento istantaneo nella pienezza per noi significa protrarre un presente significativo, facendolo divenire perenne. La lotta o il cedimento sono segni di debolezza, che rendono l’attimo effimero, fuggente. E perciò ci va robustezza morale, nutrita di senso della prospettiva; il che significa saper guardare lontano, attorno, dentro le situazioni, e farle trapassare dalla fiducia di poter costruire sulle loro macerie un domani migliore.

Una precisazione. Non è vero che i consacrati sono per l’amore universale e noi… terrestri per l’amore singolare: l’amore degno di questo nome si staglia in un orizzonte vasto che sconfina nell’universo intero e oltre ancora. E’ per questo che ci fanno paura le clausure ipocrite di amori ossessionanti e ci facciamo forti della comunicazione nel suo senso più alto, per crescere assieme alle e agli altri e per ritrovare una capacità di amore che sia di risurrezione.
 

La redazione Bianca Amoruso , Mauro Borghesi , Joelle Cerfoglia , Ernesto Miragoli , Ausilia Riggi ,  Giuseppe Zanon

 


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