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VESCOVI CRITICABILI

 

IL FATTO. 

1.Parliamo della  diocesi di Aversa, anzi del suo vescovo, mons.Mario Milano, e di un suo prete, don Peppino Diana, ucciso il 19 marzo 1994 dalla camorra.

La Chiesa locale aversana, sebbene sollecitata da diversi gruppi di fedeli e associazioni, non ha mai voluto iniziare il processo di beatificazione di don Diana.  La Curia si premurò, inoltre, di vietare la presentazione di un libro  intotolato alla memoria di don Diana ed edito dalle Edizioni Paoline, con una motivazione degna dell'Inquisizione: il libro conteneva una velata critica alla Chiesa aversana. Sempre la stessa Curia, si premurò di cancellare all'ultimo minuto l'intervento del vescovo di Caserta, Raffaele Nogaro, alla manifestazione “Io c’ero”, intitolata alla memoria di don Peppe Diana.
In compenso, però, il vescovo Mario Milano ha ritenuto opportuno inaugurare il centro pastorale di San Cipriano d’Aversa, dedicato ad un imprenditore morto dopo essere stato arrestato per mafia.

Inoltre, circa un anno fa, Sua Eccellenza è balzato agli onori della cronaca nazionale per un edificante esempio di azione pastorale: il parroco di Pescarola, frazione di Caivano, aveva dato vita ad un gruppo di preghiera dedicato ai gay e alle lesbiche. Un gruppo, per dirla con le parole del parroco padre Edoardo Capuano, “nato per combattere l’emarginazione sociale che vivono gli omosessuali. L’intento era quello di integrare queste persone parlando dei loro problemi, della loro vita ordinaria, ma questo a qualcuno non è piaciuto.
Tuttavia, questa morale medievale così rigorosa non si applica certo indiscriminatamente. Così, il 19 dicembre 2007, i carabinieri arrestarono in flagranza di reato don Marco Cerullo, sacerdote della diocesi aversana. Il reato in questione era quello di abuso sessuale su un minore. Don Marco, approfittando della sua posizione di insegnante di religione (per amor di precisione, gli insegnanti di religione sono nominati dai vescovi locali), aveva condotto un bambino di 11 anni fuori dalla struttura scolastica, senza permesso. Lo aveva portato, in macchina, in una località isolata, e lì i carabinieri lo avevano trovato mentre costringeva il bambino a subire un rapporto orale. Durante l'incidente probatorio, che ha avuto luogo qualche giorno fa, il bambino ha raccontato che non era quella la prima volta che il sacerdote lo insidiava.

  

IL COMMENTO.

Mons.Milano è di Lamezia Terme. E' ad Aversa dal 1998. Se quel che ho tratto dal sito www.ilcannocchiale.it è vero, c'è da fargli qualche pulce. Non gliela facciamo. Gli chiediamo solo perché don Diana è morto in silenzio e rimane in silenzio, che provvedimenti ha preso contro don Marco Cerullo, perché ha vietato che gente che è socialmente emarginata possa sentire vicino a sé il segno della misericordia di Dio.

Non ci risponderà: i vescovi sono troppo importanti per curarsi di leggere queste note e degnarsi di rispondere. Ma a Dio dovrà pur rispondere! Ancora un riflessione: ma perché vogliono beatificare don Diana? Non basta onorarne doverosamente la memoria e propagandarne i gesti ?

 

Chi vuole intervenire con un commento può inviarlo qui al sito di Donne Co-Si

 


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