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INTERCETTAZIONI DI PRETI

 


IL FATTO

La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche (che è la Mastella riveduta e corretta) ha fatto scoprire un codicillo che c'era nella legge precedente e che riguarda i preti cattolici: se sono sottoposti ad intercettazione deve essere avvisato il superiore (vescovo, Conferenza Episcopale o Curia Vaticana).

Rosi Bindi, alla trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora" ha dichiarato candidamente che votò quella legge, ma non era a conoscenza del codicillo, se no non l'avrebbe votata.

Adesso si pone il problema se sia giusto o no.

 

IL COMMENTO

Giustissimo, a mio avviso. Con qualche riserva:

- se un prete è messo sotto intercettazione è perché c'è un motivo grave. Sarebbe però almeno atrettanto grave che l'ascoltatore acquisisse agli atti dialoghi fra il prete e una persona che confida cose molto riservate, quasi da confessionale. Si tratterebbe qui di violazione del segreto confessionale o almeno professionale da parte di estranei. E' necessaria una disposizione urgente: i preti NON possono dialogare a mezzo telefonico, mai, per nessun motivo, di casi personali con nessuno. Debbono essere scortesi e troncare la conversazione. Ne va della credibilità dell'istituzione sacerdotale.

- non si deve avvisare il superiore dell'intercettato. C'è il rischio che l'avverta e inquini le prove.

                                    Ernesto Miragoli
 

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