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IL PRETE E LA SUA FIGURA

 

IL FATTO.

 

Il prof. Vittorino Andreoli, su Avvenire, ha trattato, dal 13 febbraio al 14 maggio 2008, una serie di riflessioni sulla figura del prete. Devo a Joelle la notizia. E la ringrazio. La riflessione sulla figura del prete è trattata  non in sé, quanto in rapporto a noi, in rapporto alla società in cui egli vive. Ovvio infatti che per parlare del sacerdote come tale, ci sono competenze e responsabilità precise.  Andreoli  precisa che vuole  socializzare il discorso, includerci, considerare il profilo del sacerdote nei risvolti che ci riguardano ed aggiunge: «Non sono credente, ma voglio bene ai preti. Tutti devono voler loro bene. Sono figure importanti per tutti. E io voglio che siano felici».

 

 

IL COMMENTO.

Ho letto con attenzione tutti gli articoli e mi pare che l'argomento sia stato trattato a dovere.Ci sono solo un paio di cose che mi piacerebbe sottolineare e che il quotidiano non ha trattato: il celibato e la figura del prete. Il celibato è stato appena toccato perché, si sa, è argomento che scotta. La rimessa in discussione della figura del prete, non è stata per nulla oggetto di discussione.  Andreoli dice che si deve voler bene ai preti. Ci mancherebbe! Proprio perché si deve voler loro bene, è importante che si discuta del loro ruolo sociale che appare a molti perlomeno strano.

cc.ecc.

 

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