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IL CARD.NEWMAN

 

 

IL FATTO.
 

CITTA’ DEL VATICANO - “Il segno caratteristico del grande dottore nella Chiesa mi sembra essere quello di non insegnare solo con il pensiero e i discorsi, ma anche con la sua vita”. E’ il pensiero conclusivo del Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, al termine di un partecipe omaggio alla memoria di John Henry Newman. Quest’uomo, che presto (et pour cause) Benedetto XVI dichiarerà beato, incarna il modello del “pellegrino della fede”: la sua è la storia di una “conversione in fieri”. “Newman - concludeva Ratzinger nel 1990 - appartiene ai grandi dottori della Chiesa, perché egli nello stesso tempo tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero”.

 

 

IL COMMENTO.

 

Perché tanta attenzione per un dotto viaggiatore anglicano convertitosi al Cattolicesimo, Cardinale di Santa Romana Chiesa negli ultimi anni di una vita durata quasi un secolo? Perché tanta passione di Ratzinger, prima come Prefetto ed ora come Successore di Pietro, per la causa di Newman, definito, arditamente, “dottore della Chiesa” ancor prima che si mettesse in moto, quasi dieci anni dopo, la complessa macchina per la gloria degli altari?

Secondo me perché l'anglicano convertito al cattolicesimo che ricevette la berretta cardinalizia da Leone XIII ha sempre osservato una chiara adesione al Magistero della Chiesa di Roma

E Dio sa,per interpetare il pensiero di Ratzinger, se in questo momento non ci sia bisogno di richiamare il valore della fedeltà al magistero della chiesa.

 

 

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