Chiudi X  

«I CATTOLICI IN RETE? LI STIAMO ASPETTANDO»

Tratto da FAMIGLIA CRISTIANA n. 39,  30 settembre 2007. Articolo firmato da Alberto Bobbio

Per la maggior parte dei fedeli, Internet è ancora un pianeta sconosciuto, in mano ai gruppi tradizionalisti.
Non sono molti e, in effetti, non sono neppure tra i protagonisti più appassionati della blogosfera italiana. I blogger cattolici non amano i commenti, le discussioni on-line sulla politica e la società, non si sono lasciati sedurre dall’ansia di visibilità in Rete. Francesco Diani, che cura da dieci anni il portale www.siticattolici.it, …dice di essere deluso: «Scarsissima la presenza di blog cattolici e molto basso il profilo dei contenuti e dei temi affrontati».

I cattolici stanno in fondo alla fila elettronica. Se ne sono lamentati anche i webmaster cattolici nel loro recente convegno nazionale a Perugia: solo il 60 per cento delle parrocchie ha un indirizzo di posta elettronica e appena il 16 per cento gestisce un sito Internet. Dello strumento c’è anche un po’ di paura. L’Azione Cattolica ha chiuso i forum di libera discussione, presenti sul suo sito, per evitare il rischio di dibattiti troppo liberi e magari critici e l’invio di tanta spazzatura elettronica.

Sottolinea Diani: «È un errore ritirarsi da Internet. Riporta la memoria a quando i cattolici sostenevano che la stampa era lo strumento dei protestanti e non bisognava mescolarsi con le invenzioni del diavolo. Tuttavia è meglio sempre essere presenti, senza illuderci che contributi autorevoli e la presenza di attenti guardiani siano sufficienti a neutralizzare l’ampia dose di spazzatura che passa anche per i nostri forum e le nostre chat. Il male non è il blog quanto il suo cattivo uso. E, per un cattolico, anche il non uso». Navigare sulle poche decine di blog cattolici esistenti è un’esperienza sconfortante.

Il profilo è basso

Quasi nessuno si occupa dei dibattito più clamoroso della Rete, cioè il "V-day" di Grillo. Bisogna finire su lospillo.it, il blog assai frequentato di don Diego Goso, viceparroco a Leinì, in provincia di Torino, per trovare una punzecchiatura come si deve: «Un Paese che ha bisogno di un comico per ribellarsi a un sistema sbagliato è più sbagliato del sistema stesso». Per il resto, il profilo è basso, sia per i contenuti sia per i temi affrontati. Incalza Diani: «Brilla per ripetitività un certo devozionalismo sentimentale, arricchito talvolta da forme di preghiere intercessorie che rasentano la magia e la superstizione. È molto diffuso l’assillo della difesa di una cattolicità integralista. Cliccando su decine e decine di siti, l’immagine grafica più diffusa è quella del cavaliere templare con la spada sguainata». Chi crede che sia l’anima del cattolicesimo progressista o dissidente quella più rappresentata in Rete si sbaglia. I blog religiosi sono quasi tutti animati da esponenti del cattolicesimo tradizionalista. Dal blog di Antonio Socci ad antikomunista, astranocristiano, al Circolo La Pira, un blog di esternazioni politiche antigovernative che in comune con il sindaco santo di Firenze ha assai poco, a censurarossa, a fattisentire, la Rete è spalmata da blogger teocon.

Patologica impreparazione

Nelle ultime settimane in rilievo in questi blog appare il motu proprio sul presunto ritorno della Messa in latino, naturalmente tutto inteso come punizione verso i sacerdoti progressisti e gli abusi del Vaticano II. Commenta Diani: «Sembra che esso sia il più importante documento della Chiesa dalla fine del Concilio. Preoccupa invece la quasi totale mancanza di confronto tra esperienze religiose».

Anche la precoce mortalità dei blog indica, secondo Diani, «una patologica impreparazione alla testimonianza in Rete della vita cristiana»: ho trovato blog che sono stati visitati la prima volta quando erano già chiusi». Qualche eccezione, osserva Diani, si riscontra nei blog curati dai vaticanisti: «Sanno immergersi in un mondo che esprime contrasti, anche a livello intellettuale. E sanno offrire materiali e riflessioni con lo stile giusto». Ne citiamo tre: Settimo cielo di Sandro Magister, ricchissimo, il blog di Luigi Accattoli ricchissimo, e quello di Andrea Tornielli. Ci sono poi molti blog sul Papa. Il migliore è ratzinger.it, che mette in Rete testi e documenti del Papa, quando era ancora cardinale, la cui lettura è indispensabile per capire il percorso culturale e teologico di Benedetto XVI.

cfr. link sorgente http://www.cisf.it/fc07/0739fc/0739fc55.htm

IL COMMENTO

Condivido nella sostanza la valutazione di Diani. Internet è uno strumento potente, ma lo strumento senza contenuti è niente, addirittura può essere dannoso. Nella Chiesa attuale, intesa non nei suoi vertici, ma nel popolo dei fedeli, l’incapacità di usare la rete è paradigmatica di una grave incapacità di dialogare, approfondire, discutere. Una fede devozionale non sa che farsene dei blog.

Personalmente credo la rete sia ancora in una fase immatura. E’ come se ci fossimo appena affacciati su un mondo nuovo, ma ancora non ci rendiamo conto delle sue potenzialità e tendiamo a trasformarlo nel vecchio.

Guardiamo ancora più la televisione che la web tv. E pensare che la seconda è infinitamente più ricca (e più pericolosa). Abbiamo la possibilità di raccontare il mondo al mondo, ma su YouTube i video  più visti… sono quelli ripresi dalla televisione! Papere, talk show, gol…

Internet è ancora troppo inteso come un far west, una terra senza legge, dove trovano sfogo gli estremisti da una parte e dall’altra. Sì, perché se è vero che da una parte la rete permette a chiunque di esprimersi è pur vero che crea un certo pessimismo in chi vedeva in questo strumento la possibilità di cambiare il mondo. Ora diciamo il nostro parere, ma il mondo va avanti come prima.

 Il mondo cattolico è a sua volta molto “papa dipendente”. Non si sente in dovere di esprimersi, perché tanto lo fa il papa per lui.

Alla riflessione di Diani aggiungerei solo che l’aridità di confronto di cui è affetto il mondo cattolico internettiano colpisce anche il mondo laico.

Pochi sono i siti che propongono l’ateismo e l’agnosticismo con rispetto, e desiderio di dialogo con il mondo religioso. Si trovano esagerazioni, insulti, minacce, ma poche provocazioni ben argomentate. L’attuale pontefice ripetutamente espone un concetto di razionalità che si sposa solo con il credo cattolico e questo a mio parere dovrebbe provocare una certa reazione non solo tra noi cattolici, cosa che succede ben poco, ma soprattutto tra i laici. I laici invece, quando non sono favorevoli e devoti, come Ferrara, Pera o Berlusconi, tacciono, a parte qualche reazione isolata, il più delle volte scomposta e offensiva.

Mauro Borghesi

 

Chi vuole intervenire con un commento può inviarlo qui al sito di Donne Co-Si

 


Chiudi X