DUALITA' ECCLESIALE
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IL FATTO.
Fonte: Zenit.org. La Santa Sede segue con "seria attenzione" la richiesta di "unità corporativa" con la Chiesa cattolica presentata dalla Comunione Anglicana Tradizionale. Lo si può leggere in una lettera inviata dal Cardinale William Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, al primate di questa Comunione, l'Arcivescovo John Hepworth. La lettera, datata 5 luglio, è stata scritta prima dell'inizio della Conferenza di Lambeth, che riunisce i rappresentanti della Comunione Anglicana ogni 10 anni e che ha ricevuto minacce di scisma, in particolare per due questioni scottanti: si tratta dell'intenzione degli episcopaliani (ramo statunitense della Comunione Anglicana) di ordinare Vescovi omosessuali e della possibilità di ordinare donne Vescovo, approvata all'inizio di luglio dal Sinodo Generale della Chiesa d'Inghilterra. Secondo quanto spiega la lettera del porporato, "nel corso degli ultimi anni la Congregazione per la Dottrina della Fede ha studiato le proposte che avete presentato a nome della Casa dei Vescovi della Comunione Anglicana Tradizionale durante la vostra visita agli uffici di questo dicastero il 9 ottobre 2007". "Mentre si avvicinano i mesi estivi, voglio assicurarvi della seria attenzione che la Congregazione presta alla prospettiva di un'unità corporativa presentata in quella lettera", aggiunge il testo. Il Cardinal Levada riconosce che "in questo periodo la situazione nella Comunione Anglicana in generale è diventata decisamente più complessa". Per questo motivo, conclude, "non appena la Congregazione sarà nella posizione di rispondere in modo più definito sulle proposte che avete presentato vi informeremo". Il primate della Comunione Anglicana Tradizionale ha ricevuto la lettera del rappresentante vaticano, attraverso il Nunzio Apostolico in Australia, il 25 luglio e subito dopo ha pubblicato una nota di ringraziamento.
IL COMMENTO Mentre le governance finanziarie si pentono delle "dualità" dovute agli accorpamenti di gruppi finanziari (tipo Unicredit, per esempio) in cui, per accontentare tutti, si allargano i consigli di amministrazione, si creano due figure presidenziali, ecc., le chiese inseguono questa prospettiva. Sia ben chiaro: sono da una vita fautore dell'unità dei cristiani e da una vita dico e scrivo che Cristo ebbe una sola paura: la disunione dei fratelli (si veda in proposito la preghiera accorata che rivolse al Padre nel Vangelo di Giovanni). Ma qui temo una cosa: ci si unisce per combattere chi la pensa diversamente e non per ricercare la verità. Mi spiego: si sa che la chiesa anglicana nacque perché ci fu il monarca che voleva sposare un'altra donna e – dissenziente il papa – trovò pronube il vescovo di Canterbury. E ci fu lo scisma con tutte le conseguenze del caso. Adesso l'ala tradizionalista della chiesa anglicana guarda con sospetto l'ordinazione di vescovi omosessuali e l'ordinazione al presbiterato ed all'episcopato delle donne. Piuttosto che fermarsi, riflettere, dialogare, convocare un sinodo, pregare, studiare, elaborare nuove prospettive teologico-spirituali, esplora la possibilità di allearsi con un'altra chiesa che in materia la pensa allo stesso modo e dalla quale – per altri motivi del tipo: divorzio, contraccezione, celibato del clero… - si era divisa lanciando e ricevendo scomuniche che tornano a disdoro di entrambe le istituzioni. No. Non funziona così. Un mistero non è frutto di alleanze politiche, ma di una fede che trascende le contingenze.
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