Vi offriamo questa corrispondenza indiretta per riflettere      

 Gentile Redazione,

vi segnalo questo messaggio comparso in preti on line. E' da paura! Ma come possono lasciare soli i sacerdoti che vivono tali situazioni? Come fa la Chiesa a non capire che da sola non ce la fa? E soprattutto quanta sanità mentale circola tra i sacerdoti? Comincio davvero a pensare che sono uomini soli, privati delle loro virtù maschili di forza, coraggio e determinazione. Siamo più forti, decisamente tutte le donne dei preti che sono apparse nel vostro sito sono più forti di questi poveri individui, lasciati a se stessi, soli, con l'unico conforto in Dio !
        Quante energie sprecate mia cara Ausilia....quanti talenti lasciati sottoterra!
Luigia

 

 


Carissimi amici non esagero se vi dico che già due anni fa mi avete tirato fuori da una crisi tremenda, ero sull'orlo del suicidio.
        Vi ringrazio per il vostro sostegno e la vostra solidarietà, ma vi ringrazio maggiormente perché non mi avete giudicato!
        Adesso ancora una volta ho bisogno di voi.
        Non sono uscito ancora totalmente dalla depressione, ma ormai la fase acuta è superata.
        Ora sono in crisi con il mio sacerdozio, lasciare o continuare ad essere prete?
        Per piacere mi rivolgo soprattutto ai miei confratelli, datemi una mano. Ho già un Padre spirituale che mi segue, ma vorrei altri aiuti ed altri confronti.
        Ovviamente i preti della mia Diocesi non sanno nulla e preferisco non parlare con nessuno di loro per ora.
        Forse ci sarà un altro miracolo qui su preti-on-line come due anni fa!?
        Io me lo auguro.
        La preghiera e la meditazione non mi mancano quindi scartate a priori gli argomenti religiosi, perché li vivo con ardore e fede non solo personalmente ma anche con la mia parrocchia.
        Il motivo della crisi? Non lo so davvero.
        Mi sono rivolto anche a bravi psicologi cattolici, ma non si riesce a capire un granché. Vi supplico niente prediche già ne ho sentite tante!
        Forse l'amicizia sacerdotale di coloro che me la vogliono offrire vale molto di più. Sono un prete del sud e ho 35 anni.
        Per amore di Dio chi può fare qualcosa per me lo faccia e il Signore certamente lo ricompenserà.
        Grazie che ci siete ho bisogno di voi.

Don Luigi.
 

 

26/09/04    

Caro Luigi,
Ho letto il tuo SOS su preti online e ho deciso di scriverti e cercare, per quanto mi è possibile, di lenire la tua sofferenza.
Io non sono un prete, ne tantomeno una religiosa, ma sono una donna che pensa di conoscere abbastanza bene la tua sofferenza interiore, visto che ho anch'io sofferto di depressione e vivo un rapporto d'amore con un prete del quale percepisco tutte le difficoltà e i limiti dovuti un po' alla formazione che gli è stata impartita, che ne ha limitato al massimo la crescita umana, e un po' alla sua infanzia di povertà e scarso amore.
 Tu ti chiedi se rimanere prete oppure no... Ma già il fatto che ti stai ponendo la domanda è segno di una volontà di ricostruire la tua vita. Non mi stupisce  che gli psicologi "cattolici" che hai frequentato dicano di non capire il tuo problema...ma credo che loro, proprio perchè si definiscono cattolici, non se la sentono di orientarti verso una scelta che esuli dal dictat del Magistero.


        Sei davvero convinto di non sapere qual'è il tuo problema, o non vuoi vederlo? Prova a porti questa domanda e cerca di vedere chiaro dentro te stesso , non rifiutando a priori qualsiasi possibilità.
 Secondo me ( ma posso sbagliarmi ), il tuo malessere è dovuto ad una scelta di vita che non contempla uno dei diritti fondamentali della persona e cioè quello di amare ed essere riamato in modo esclusivo e non generalizzato..."Non è bene che l'uomo sia solo...voglio fargli un aiuto che gli corrisponda!" Il celibato è un dono indipendente dalla vocazione sacerdotale e proprio perchè è un dono che viene direttamente da Dio, non puo' e non deve essere "imposto"...(Ti consiglio la lettura dell' ottimo libro di Hans-Jurgens Vogels: CELIBATO-DONO, NON OBBLIGO- "Il Segno dei Gabrielli editori" Negarine 2004  www.gabriellieditori.it e di PRETI SPOSATI PER VOLONTA' DI DIO? SAGGIO SU UNA CHIESA A DUE POLMONI di Basilio' Petrà EDB Bologna, peraltro presente anche nelle librerie cattoliche!)


Dio non vuole olocausti, ma vuole essere servito con gioia VERA e nel pieno della nostra realizzazione umana. Solo chi sta bene dentro e si sente amato, riesce a essere libero e ad amare veramente gli altri. Una persona prigioniera non ama ed è per questo che Dio non ci tiene al guinzaglio.
Dici nella tua lettera di non aver condiviso coi preti della tua diocesi, questo problema...(e chissà quanti di loro sono nella tua situazione!), ma temo da parte loro il black out, anche perchè si sentirebbero "obbligati" a risponderti in un certo modo, con le solite prediche...Fa parte della loro funzione...In caso contrario avresti a che fare con degli "illuminati"...ma penso siano delle mosche bianche. Spero con queste mie parole che vengono dal cuore, di averti un po' aiutato e se vorrai continuare la corrispondenza con me sarò ben lieta di esserti amica. Dio non ti abbandonerà MAI, ne tantomeno si ergerà a giudice, ma ti accompagnerà qualunque sia la scelta veramente "libera" che farai, perchè Lui NON CI IMPONE niente e ci vuole persone felici e realizzate. Ora stai attraversando la "porta stretta". Non smettere di lottare in questo senso e il premio sarà la tua rinascita.
 Se ti fa piacere corrispondere con me non esitare a farlo. Voglio esserti amica! In questi momenti c'è veramente bisogno di amicizia sincera e come altri hanno aiutato e aiutano me, così io voglio fare con te.


 Un abbraccio grande,
                                       Marialuce


PS. Permettimi una piccola domanda personale. Hai una ragazza che ami e che ti vuole bene? Se è cosi' non esitare a condividere con lei la tua vita coerentemente con l'amore che le porti.
        Se questo non è il tuo caso, allora come non detto. Dovessi conoscere preti in questa situazione, non fare loro la solita predica, ma invitali a leggere chiaramente dentro di loro (ricordandogli che hanno a che fare con una "persona" e non una bambola) e a essere coerenti con questo amore. E' evangelico!