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Carissimi amici non esagero se vi
dico che già due anni fa mi avete tirato fuori da una crisi tremenda, ero
sull'orlo del suicidio.
Vi ringrazio per il vostro sostegno e
la vostra solidarietà, ma vi ringrazio maggiormente perché non mi avete
giudicato!
Adesso ancora una volta ho bisogno di
voi.
Non sono uscito ancora totalmente
dalla depressione, ma ormai la fase acuta è superata.
Ora sono in crisi con il mio
sacerdozio, lasciare o continuare ad essere prete?
Per piacere mi rivolgo soprattutto ai
miei confratelli, datemi una mano. Ho già un Padre spirituale che mi segue, ma
vorrei altri aiuti ed altri confronti.
Ovviamente i preti della mia Diocesi
non sanno nulla e preferisco non parlare con nessuno di loro per ora.
Forse ci sarà un altro miracolo qui
su preti-on-line come due anni fa!?
Io me lo auguro.
La preghiera e la meditazione non mi
mancano quindi scartate a priori gli argomenti religiosi, perché li vivo con
ardore e fede non solo personalmente ma anche con la mia parrocchia.
Il motivo della crisi? Non lo so
davvero.
Mi sono rivolto anche a bravi
psicologi cattolici, ma non si riesce a capire un granché. Vi supplico niente
prediche già ne ho sentite tante!
Forse l'amicizia sacerdotale di
coloro che me la vogliono offrire vale molto di più. Sono un prete del sud e ho
35 anni.
Per amore di Dio chi può fare
qualcosa per me lo faccia e il Signore certamente lo ricompenserà.
Grazie che ci siete ho bisogno di
voi.
Don Luigi.
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26/09/04
Caro Luigi,
Ho letto il tuo SOS su preti online e
ho deciso di scriverti e cercare, per quanto mi è possibile, di lenire la tua
sofferenza.
Io non sono un prete, ne tantomeno
una religiosa, ma sono una donna che pensa di conoscere abbastanza bene la tua
sofferenza interiore, visto che ho anch'io sofferto di depressione e vivo un
rapporto d'amore con un prete del quale percepisco tutte le difficoltà e i
limiti dovuti un po' alla formazione che gli è stata impartita, che ne ha
limitato al massimo la crescita umana, e un po' alla sua infanzia di povertà e
scarso amore.
Tu ti chiedi se rimanere prete oppure no... Ma già il fatto che ti stai
ponendo la domanda è segno di una volontà di ricostruire la tua vita. Non mi
stupisce che gli psicologi "cattolici" che hai frequentato
dicano di non capire il tuo problema...ma credo che loro, proprio perchè si
definiscono cattolici, non se la sentono di orientarti verso una scelta che
esuli dal dictat del Magistero.
Sei davvero convinto di non sapere
qual'è il tuo problema, o non vuoi vederlo? Prova a porti questa domanda e
cerca di vedere chiaro dentro te stesso , non rifiutando a priori qualsiasi
possibilità.
Secondo me ( ma posso sbagliarmi ), il tuo malessere è dovuto ad una
scelta di vita che non contempla uno dei diritti fondamentali della persona e
cioè quello di amare ed essere riamato in modo esclusivo e non
generalizzato..."Non è bene che l'uomo sia solo...voglio fargli un aiuto
che gli corrisponda!" Il celibato è un dono indipendente dalla vocazione
sacerdotale e proprio perchè è un dono che viene direttamente da Dio, non puo'
e non deve essere "imposto"...(Ti consiglio la lettura dell' ottimo
libro di Hans-Jurgens Vogels: CELIBATO-DONO, NON OBBLIGO- "Il Segno dei
Gabrielli editori" Negarine 2004 www.gabriellieditori.it
e di PRETI SPOSATI PER VOLONTA' DI DIO? SAGGIO SU UNA CHIESA A DUE POLMONI di
Basilio' Petrà EDB Bologna, peraltro presente anche nelle librerie cattoliche!)
Dio non vuole olocausti, ma vuole essere servito con gioia VERA e nel pieno
della nostra realizzazione umana. Solo chi sta bene dentro e si sente amato,
riesce a essere libero e ad amare veramente gli altri. Una persona prigioniera
non ama ed è per questo che Dio non ci tiene al guinzaglio.
Dici nella tua lettera di non aver condiviso coi preti della tua diocesi, questo
problema...(e chissà quanti di loro sono nella tua situazione!), ma temo da
parte loro il black out, anche perchè si sentirebbero "obbligati" a
risponderti in un certo modo, con le solite prediche...Fa parte della loro
funzione...In caso contrario avresti a che fare con degli
"illuminati"...ma penso siano delle mosche bianche. Spero con queste
mie parole che vengono dal cuore, di averti un po' aiutato e se vorrai
continuare la corrispondenza con me sarò ben lieta di esserti amica. Dio non ti
abbandonerà MAI, ne tantomeno si ergerà a giudice, ma ti accompagnerà
qualunque sia la scelta veramente "libera" che farai, perchè Lui NON
CI IMPONE niente e ci vuole persone felici e realizzate. Ora stai attraversando
la "porta stretta". Non smettere di lottare in questo senso e il
premio sarà la tua rinascita.
Se ti fa piacere corrispondere con me non esitare a farlo. Voglio esserti
amica! In questi momenti c'è veramente bisogno di amicizia sincera e come altri
hanno aiutato e aiutano me, così io voglio fare con te.
Un abbraccio grande,
Marialuce
PS. Permettimi una piccola domanda personale. Hai una ragazza che ami e che ti
vuole bene? Se è cosi' non esitare a condividere con lei la tua vita
coerentemente con l'amore che le porti.
Se questo non è il tuo caso, allora
come non detto. Dovessi conoscere preti in questa situazione, non fare loro la
solita predica, ma invitali a leggere chiaramente dentro di loro (ricordandogli
che hanno a che fare con una "persona" e non una bambola) e a essere
coerenti con questo amore. E' evangelico!
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