E' giusto ascoltare la voce di tutti. Ma fare della propria diversità una categoria è soluzione provvisoria
Libera
Università delle Donne di Milano, Cocktail d'amore - 700 e più modi di
essere lesbica
Settecento
questionari distribuiti in tutta Italia: settecento donne che amano le donne, di
età, condizioni sociali e livelli culturali diversi hanno risposto a 150
domande, di cui molte aperte, su aree come l'identità, la famiglia, le
amicizie, le relazioni amorose, la maternità, i rapporti sociali e politici.
Con un capitolo finale dedicato ai sogni sgorgati dalla domanda su cosa si
potrebbe fare per migliorare le condizioni delle lesbiche nella società. Già
questo dato basterebbe a segnalare l'importanza dello sforzo che sta dietro a
questo libro: un'inchiesta vasta e impegnativa, corredata anche da un serie di
interviste. Ma sbaglierebbe chi pensasse di trovarsi di fronte ad un trattato di
tipo sociologico o ad un puzzle da cui far emergere il profilo di una
"lesbica tipica".
Quello che colpisce nella lettura di queste pagine è la ricchezza, la varietà,
la multiformità delle voci, la potenza con cui la vita emerge (col suo carico
di gioie, dolori, amori, solitudini) e si intreccia con le parole. E così,
insieme all'analisi delle risposte possiamo seguire i pensieri, le riflessioni,
le emozioni delle donne che per anni hanno lavorato, prima alla stesura e poi
alla lettura ed interpretazione dei questionari. Un gruppo nato nel '96
all'interno dell'Associazione per una Libera Università delle Donne, che è
cresciuto insieme alle sue partecipanti: partito come "confronto di
esperienze tra donne che amano le donne", è diventato (anche grazie
all'incontro fecondo con la filosofa Teresa De Lauretiis e il suo libro
"Pratica d'amore") "Gruppo Soggettività Lesbica", dove la
parola soggettività sottolinea fortemente il valore attribuito ad ogni
esperienza personale e alla singolarità di ciascuna.
Dalla riflessione sulla visibilità e dalla partecipazione al Gay Pride del 2000
a Roma prende poi corpo l'idea del questionario. Che è anche desiderio di
comunicare all'esterno la complessità della realtà lesbica, per smontarne l'
immagine stereotipa, restituire l'estrema pluralità delle storie e delle
esperienze, i mille e più modi dello stare al mondo delle lesbiche.
Non c'è niente di ideologico in questo libro. Anche il tema dell'identità,
molto presente, non diventa oggetto di rivendicazione politica, ma riguarda il
senso di sè, la possibilità di vivere con pienezza, qualcosa che investe la
persona e le sue esperienze. Le curatrici hanno scelto di non formulare teorie
sul lesbismo, ma di dare spazio alle voci e alle vite. Sono i racconti diretti
che comunicano e parlano, più efficacemente di quanto non potrebbero fare le
interpretazioni. E' un libro in cui però c'è molto di politico: si parla di
cambiare il mondo, di contribuire ad un radicale progetto di trasformazione
della società, perchè un mondo in cui le diversità fossero ascoltate e
rispettate sarebbe un luogo più vivibile e accogliente per tutti. Le donne che
amano le donne, per vivere con libertà e dignità sono costrette ad affermare e
contemporaneamente negare se stesse. Affermare la propria identità lesbica, pur
nella consapevolezza che si tratta di una categoria costruita ed imposta e avere
insieme l'obiettivo che questa classificazione si dissolva, questa identità si
sovverta.
Se è ancora necessario rivendicare con orgoglio e passione l'essere lesbiche,
l'impegno, i pensieri, i desideri, sono rivolti alla costruzione di un mondo in
cui chiunque sia portatore di una diversità possa vivere senza dissimulazioni e
senza paura. Alla luce del sole. E, come possiamo leggere nelle ultime righe,
"la luce è un insieme di colori". In questo "Cocktail
d'amore" non se ne perde nemmeno una sfumatura.
Un libro non solo per lesbiche, perché conoscano meglio il loro mondo, ma per
tutti coloro che vogliono entrare in relazione con le storie, i sogni, i
pensieri di donne che vivono accanto a loro. Per scoprire che "le donne che
amano le donne, per vivere con dignità e libertà, sono costrette a un doppio
movimento, contemporaneamente affermare e negare se stesse. Affermare la propria
identità lesbica e - consapevoli che questa è una categoria costruita e
imposta - avere insieme l'obiettivo che tale classificazione si dissolva, che
tale identità si sovverta in una società in cui i diversi modi di vivere la
sessualità siano davvero indifferenti. Se ancor oggi è necessario rivendicare
con orgoglio e passione l'essere lesbiche, il nostro impegno, i nostri pensieri
e il nostro desiderio sono rivolti alla costruzione di un mondo in cui chiunque
sia portatore di una diversità possa abitarlo senza menzogna e paura".
Alla realizzazione del volume hanno collaborato: Anita Sonego, Chantal Podio,
Lucia Benedetti, Piera Vismara, Rosa Conti, Maria Pierri e Nicoletta Buonapace.
Gruppo Soggettività Lesbica