Paola Landi presenta il libro “Oltre il Nulla”
di
Ausilia Riggi Pignata, Il Segno dei Gabrielli, Negarine (VR)
Il
libro non sottolinea mai tale tesi con spirito critico duro e pungente, ma
solo indirettamente attraverso il vissuto personale di ciascuna; tanto che
certi casi "riusciti" sembrano il risultato di carattere
personale felice, talvolta puerile, o ligio all'osservanza e alla voglia
di perfezione e di santità. Questi ultimi obiettivi, già corretti
dal Vaticano II, sono ancora il mezzo che più vincola la persone
all'istituzione; destano ammirazione, ma non sono certamente nella linea
evangelica di un discepolato
impegnato, a cui sarebbe da ricondurre la vita religiosa: un
modo semplice di seguire Gesù, che non si differenzia da altri tipi di
impegno evangelico, tranne che per modalità funzionali alla realizzazione
della sequela.
E'
questa la proposta che emerge in ogni pagina del libro: cambiare
l'impostazione "gerarchica" in seno agli Istituti, e non
favorire l'alone sacrale, di cui i laici si nutrono, ben felici di
delegare a loro impegni nei riguardi di Dio e dell'umanità.
I
fatti narrati spiegano meglio di ogni teoria che, per un cambiamento di
sostanza, urge operare modifiche in profondità sulle strutture.
L'istituzione dovrebbe offrire mezzi concreti di tutela delle persone,
perché svolgano più agevolmente i compiti che si sono assunti. Parimenti
i sacri voti non sarebbero da
considerare come la summa delle virtù. Ridimensionarli per la loro
parzialità (propria di tutto ciò che è umano), non significa
disconoscerne il valore, qualora siano di aiuto per un programma di vita
impegnato nella sequela, diverso,
non superiore a nessun altro.
Questi
concetti sono ribaditi nella POSTFAZIONE di Odile
va Deth (Emmanuelle Marie).