Una lettera e un'aggiunta sul radicalismo evangelico
che rompe profeticamente il silenzio
Io penso che dobbiamo avere qualche tipo di coraggio:
1. Il coraggio di rimanere nella chiesa.
Non nella chiesa mistero, ma in quella gerarchica. Questo coraggio richiede molta forza d'animo: per esempio significa andare a messa alla domenica ed avvertire che il prete o il vescovo vivono un loro mondo che non è il nostro. Non poterglielo gridare dall'assemblea perché "christifideles assistant omiliae" (traduco: i fedeli assistano all’omelia), dice il canone di prefazione al Messale romano. Essi sono spesso "fuori", altrove, cioè lontani. Magari lo sanno, l'avvertono, ma sono ormai nel gioco delle parti, come tanti cristiani che indossano la giacca della festa alla domenica dalle 10 alle 11, poi, finita la messa, tornano ad essere quelli di prima. Chissenefrega se lo Spirito Santo "lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido", ecc. ecc.??? E' un linguaggio duro e, visto che è un po’ incomprensibile, meglio andarsene come avvenne qualche anno fa in Palestina quando un certo Cristo fece un discorso sul Pane di Vita. Tanto Dio ha avuto il suo tributo settimanale.
2.Il coraggio di andare controcorrente.
I preti che hanno una storia con una donna, le donne che hanno una storia con un prete; le prime comunioni che sono un rito di passaggio e non un reale momento di vita cristiana; le cresime che sono una festa di famiglia e la tappa d'obbligo per ricevere il telefonino e non l'adesione matura al messaggio di Cristo; i matrimoni che si fanno in chiesa non "per dichiarare il proprio amore davanti al ministro della chiesa ed alla comunità", ma perché è suggestiva la chiesetta romanica nel verdeggiante prato attorniato di conifere...e via elencando sono tutte realtà che devono essere denunciate. Pacatamente, tranquillamente, ma costantemente con la pazienza del tarlo che rode. Andare controcorrente pacatamente è peggio che inscenare una manifestazione. Questa avviene e basta. Avere presente ogni giorno, in ogni momento certe idee e presentarle a chi le capisce ed a chi non vuole sentire, senza alterarsi, ma con convinzione è un martirio.
3. Il coraggio di pregare ogni giorno per la riforma della chiesa.
"Pulsate et aperietur vobis", bussate e vi sarà aperto. Si può avere l'impressione che Dio taccia, che si nasconda, che fugga. Ma ..."i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie..." (Isaia). E’ Dio che ci deve indicare la strada. Noi abbiamo sempre fretta. Anche gli Apostoli avevano fretta quando chiesero a Gesù se dovevano invocare il fuoco dal cielo contro chi non li ascoltava. Ma Gesù invitò alla calma. Non serve invocare il fuoco sui Pastori che riteniamo retrogradi ed incapaci di cogliere i segni dei tempi. Meglio pregare per la loro conversione e poi cercare di contattarli superando il ribrezzo per la spocchia che qualcuno può dimostrare: siamo convinti o no di avere una missione?
4. Il coraggio di sentirci più comunità on line.
Lontani, ma vicini. Uniti nella molteplicità dei carismi, dei ministeri...Molteplici nell'unità del progetto, la riforma della chiesa temporale. Ci pensate? I Rosmini, i Murri, i Buonaiuti, i Loysi, i Milani, i Mazzolari ecc. ecc. erano per il potere temporale d'allora dei tarli noiosi, ma è grazie a loro che la lingua locale ha sostituito il latino, i cattolici hanno potuto impegnarsi in politica, le conferenze episcopali locali hanno sempre più acquistato autonomia.... Ognuno di noi ha un carisma: impariamo ad apprezzarlo. Tanti movimenti ecclesiali vivaci si sono spenti perché si sono chiusi. Hanno commesso il medesimo errore della chiesa gerarchica: sentirsi nella verità. La più grande tentazione non è il sesso, il furto o altro peccato che troviamo in ogni buon manuale di teologia morale, ma è quella del potere che deriva dal ritenere di essere in possesso della verità, delle scritture. I grandi scismi sono avvenuti per quello. Quando penso – per scendere in particolari – alla vitalità che ebbe Vocatio ai suoi albori ed alle progressive defezioni che si registrarono nel movimento, mi prende una grande tristezza. Si poteva pensare ad un aiuto alla chiesa, in questo caso per i preti sposati. Si poteva elaborare una spiritualità per queste famiglie (spiritualità non calata dall’alto, ma mutuata dal basso). Si poteva essere in tanti non per parlarsi addosso, ma per sentirsi chiesa viva proponente nella chiesa. Ma forse le verità di ciascuno hanno fatto premio sulla ricerca della verità. Magari questo nuovo mezzo, Internet, può aiutarci.
Ciao, Ernesto Miragoli -
miragoli@libero.it
Per rispondere ad Ernesto, il quale scrive con tutta la forza della fede e con il coraggio di chi non vuole restare inerte, riprendo la sua lettera e cambio con i caratteri in rosso la mia versione, la quale non intende sostituirsi alla sua, ma esserne uno sviluppo, una variante: nella diversità ci arricchiamo vicendevolmente, Ausilia
Vorrei esplicitare meglio il mio pensiero sul radicalismo evangelico.
Io penso che dobbiamo avere qualche tipo di coraggio:
1. Il coraggio di rimanere nella chiesa.
Non
soltanto nella chiesa mistero, ma in quella gerarchica. Questo coraggio richiede molta forza d'animo: per esempio significa andare a messa alla domenica ed avvertire che il prete o il vescovo potrebbero vivere un loro mondo che non è il nostro. Non poterglielo gridare dall'assemblea perché "christifideles assistant omiliae" (traduco: i fedeli assistano all’omelia), dice il canone di prefazione al Messale romano. Essi sono spesso "fuori", altrove, cioè lontani. Magari lo sanno, l'avvertono, ma sono ormai nel gioco delle parti, come tanti cristiani che indossano la giacca della festa alla domenica dalle 10 alle 11, poi, finita la messa, tornano ad essere quelli di prima. Chissenefrega se lo Spirito Santo "lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido", ecc. ecc.??? E' un linguaggio duro e, visto che è un po’ incomprensibile, meglio andarsene come avvenne qualche anno fa in Palestina quando un certo Cristo fece un discorso sul Pane di Vita. Tanto Dio ha avuto il suo tributo settimanale.2.Il coraggio di andare controcorrente.
I preti che hanno una storia con una donna, le donne che hanno una storia con un prete; le prime comunioni che sono un rito di passaggio e non un reale momento di vita cristiana; le cresime che sono una festa di famiglia e la tappa d'obbligo per ricevere il telefonino e non l'adesione matura al messaggio di Cristo; i matrimoni che si fanno in chiesa non "per dichiarare il proprio amore davanti al ministro della chiesa ed alla comunità", ma perché è suggestiva la chiesetta romanica nel verdeggiante prato attorniato di conifere...e via elencando sono tutte realtà che devono essere denunciate. Pacatamente, tranquillamente, ma costantemente con la pazienza del tarlo che rode
e con la forza, l'efficacia, la volontà ferma di non desistere, non preoccupandosi di essere di disturbo. Andare controcorrente pacatamente è peggio che inscenare una manifestazione, ma comprendendo e accettando anche chi contesta perché esasperato (se non li comprendiamo noi, chi lo farà? E' certo, si può aiutarlo a fare diversamente, ma mai emarginarci tra noi!). Questa avviene e basta. Avere presente ogni giorno, in ogni momento certe idee e presentarle a chi le capisce ed a chi non vuole sentire, anche rischiando di attirarsi la disistima di chi, secondo un'abitudine consolidata nella chiesa, vorrebbe che si facesse silenzio, non si contestasse, si tacessero certe verità scottanti (ma con convinzione è un martirio).3. Il coraggio di pregare ogni giorno per la riforma della chiesa.
"Pulsate et aperietur vobis", bussate e vi sarà aperto. Si può avere l'impressione che Dio taccia, che si nasconda, che fugga. Ma ..."i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie..." (Isaia). E’ Dio che ci deve indicare la strada. Noi abbiamo sempre fretta. Anche gli Apostoli avevano fretta quando chiesero a Gesù se dovevano invocare il fuoco dal cielo contro chi non li ascoltava. Ma Gesù invitò alla calma. Non serve invocare il fuoco sui Pastori che riteniamo retrogradi ed incapaci di cogliere i segni dei tempi. Meglio pregare per la loro conversione e poi cercare di contattarli superando il ribrezzo per la spocchia che qualcuno può dimostrare: siamo convinti o no di avere una missione?
Ma dato che tutti non sono convinti, agiamo da fratelli e sorelle in modo da svegliarla in loro, attraverso l'amore che usiamo nei loro riguardi.4. Il coraggio di sentirci più comunità on line.
Lontani, ma vicini. Uniti nella molteplicità dei carismi, dei ministeri... Molteplici nell'unità del progetto, la riforma della chiesa temporale. Ci pensate? I Rosmini, i Murri, i Buonaiuti, i Loysi, i Milani, i Mazzolari ecc. ecc. erano per il potere temporale d'allora dei tarli noiosi, ma è grazie a loro che la lingua locale ha sostituito il latino, i cattolici hanno potuto impegnarsi in politica, le conferenze episcopali locali hanno sempre più acquistato autonomia.... Ognuno di noi ha un carisma: impariamo ad apprezzarlo. Tanti movimenti ecclesiali vivaci si sono spenti perché si sono chiusi. Hanno commesso il medesimo errore della chiesa gerarchica: sentirsi nella verità. La più grande tentazione non è il sesso, il furto o altro peccato che troviamo in ogni buon manuale di teologia morale, ma è quella del potere che deriva dal ritenere di essere in possesso della verità, delle scritture. I grandi scismi sono avvenuti per quello. Quando penso – per scendere in particolari – alla vitalità che ebbe Vocatio ai suoi albori ed alle progressive defezioni che si registrarono nel movimento, mi prende una grande tristezza. Si poteva pensare ad un aiuto alla chiesa, in questo caso per i preti sposati. Si poteva elaborare una spiritualità per queste famiglie (spiritualità non calata dall’alto, ma mutuata dal basso). Si poteva essere in tanti non per parlarsi addosso, ma per sentirsi chiesa viva proponente nella chiesa.
Sta a noi fare quello che non vediamo fare agli altri, e accettare anche le esuberanze degli altri fratelli, anche se non si condividono le loro strategie: chi la dura, la vince!!!! Se tutti i movimenti si collegano, siamo una forza… Ma forse le verità di ciascuno hanno fatto premio sulla ricerca della verità. Magari questo nuovo mezzo, Internet, può aiutarci.