Come, se non così?
|
Quale Chiesa alternativa? E’ da questa domanda che è partito questo blog, e su di essa ciclicamente ritorno. Perché tutti sono capaci di criticare la Chiesa, di dire che è corrotta, presuntuosa, schierata con i potenti, ma poi, quando si tratta di proporne un’altra, alternativa, pochi fanno lo sforzo di pensare a proposte costruttive.
Una Chiesa povera? Ad esempio: ci lamentiamo che la Chiesa è ricca e collusa con i potenti della terra? Bene. Immaginiamo allora una Chiesa povera e che non accetta incontri con i capi di Stato. Ma immaginiamo veramente, fino in fondo! Essa di certo diventerà nel giro di qualche anno molto meno visibile sui mass media. Sarà soppiantata da altre religioni anche in Occidente. Una Chiesa povera porterà a vivere delle sole offerte dei fedeli, quindi a dover rinunciare a tante opere che ora si sostengono con l’8 x 1000. Non avremo più fondi per costruire chiese nuove, ad esempio, al massimo riusciremo a riparare alcune delle vecchie, ma si sa, prima o poi ricostruire diventa più conveniente che rappezzare… Dovremo rinunciare a dare un po’ di stipendio ai nostri preti, che di conseguenza dovranno andare a lavorare per vivere e così avranno meno tempo per la pastorale. Una Chiesa povera forse sarà più evangelica, ma realisticamente perderà tanti fedeli perché verrà vista come qualcosa di troppo provocatorio, troppo diverso da ciò a cui siamo abituati. Ma diventare una minoranza, aver meno fedeli al proprio seguito significherà anche essere meno corteggiati da partiti politici e capi di Stato, che non troveranno più di grande utilità una convergenza con le vedute del pontefice. Una Chiesa povera sarà fatta di chiese poco riscaldate, poco sicure e più facili prede per ladri, con poche opere d’arte custodite al suo interno. Bene, siamo sicuri di volere una Chiesa così? Se la Chiesa fosse così, ci impegneremmo di più al suo interno o ne staremmo fuori ancora un po’ di più?
Una Chiesa aperta? Ma facciamo un altro esempio. Tanti cristiani “critici”, quelli del partito “io credo a modo mio”, dicono che la Chiesa dovrebbe essere più comprensiva ed aperta verso coppie di fatto, omosessuali, divorziati risposati, preti poco coerenti con la scelta di celibato, donne che vorrebbero il sacerdozio. E poi facciamola finita con una Congregazione della Fede che mette all’Indice ogni teologo che si discosta un po’ dalla fede ufficiale, basta con dogmi come l’infallibilità del Papa o del Magistero. Con verità non rintracciabili nei vangeli come la verginità di Maria, la sua Assunzione in cielo, e tutto quel vocabolario greco che ci portiamo dietro da duemila anni come l’unico possibile per parlare della nostra fede. Apriamoci. Accogliamo tutti, diamo i sacramenti a tutti, andiamo a braccetto con musulmani, buddisti, agnostici e riconosciamo un po’ di ragione anche a loro. Beh, di certo se la Chiesa imboccasse questa strada la confusione aumenterebbe. La fede perderebbe in semplicità, le persone comuni ne uscirebbero confuse e deluse. In fondo ognuno potrebbe dare la sua interpretazione delle Scritture e dei fatti di cronaca, arrogando il diritto di vedersela riconosciuta e rispettata al pari di quella del papa. In una Chiesa simile, per collegarmi ad un fatto di attualità, uno come Berlusconi potrebbe benissimo fare la Comunione, e con lui tanti che capitano in chiesa una volta ogni tanto per un matrimonio o un funerale, e non danno alcuna importanza a quel gesto. E’ questa la Chiesa che vogliamo?
Se di fronte a queste domande rimaniamo perplessi significa che finora siamo stati tra quelli che giudicano dal di fuori, seguono ragionamenti ideologici, senza compromettersi, senza arrivare alle conseguenze di ciò che diciamo. E lo sforzo che invito a fare è quello di pensare fin nelle sue conseguenze alla Chiesa che vorremmo. Io spesso mi sento un po’ tra due fuochi, o se vogliamo tra la padella e la brace. Da una parte una Chiesa che ha visibilmente bisogno di convertirsi perché al di là delle parole rende con le sue scelte una controtestimonianza; dall’altra un mare di credenti che le tirano sassi perché è peccatrice, perché è stata sorpresa in adulterio, e non sentono le parole di Gesù: chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra. Non comprendono soprattutto che il modo migliore per correggerla non è dirle cosa è sbagliato, ma in positivo, cosa sarebbe giusto fare. Provo quindi a buttar giù una traccia dove elenco alcuni punti (senza pretesa di completezza) su cui a mio parere sarebbe importante cambiare rotta per essere più credibili, più coerenti e più affascinanti. Accanto ad ogni “problema” ovviamente ci sarà una bozza di proposta risolutiva.
Dicevo, sono solo appunti, che pubblico più per indicare un metodo costruttivo, alternativo nei modi ma non nella sostanza dell’essere Chiesa, e mi piacerebbe continuare questa pagina in modo più approfondito con l’aiuto di altri.
|